Appalti e tangenti Napoli sotto choc
Coinvolti nell'inchiesta il Democratico Renzo Lusetti e il vice capogruppo alla Camera Italo Bocchino di An: per loro la richiesta al Parlamento di utilizzo delle conversazioni telefoniche che li riguardano equivale a un'informazione di garanzia. Intercettato, ma non indagato, anche l'ex ministro democristiano Paolo Cirino Pomicino.
Le persone raggiunte dalle misure cautelari sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, abuso d'ufficio e corruzione. Secondo i magistrati «la prospettiva ultima era quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche». Nel provvedimento "Global service", finito nel mirino della procura di Napoli, era compreso l'affidamento di appalti per la manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico, nonché la gestione di mense scolastiche. Un affare da 400 milioni di euro con il quale il Comune intendeva affidare a un unico gestore, come avvenuto in altre città, una serie consistente di lavori pubblici e manutenzioni di sua competenza. La delibera fu varata, ma era rimasta nei cassetti: circostanza che segnerà indubbiamente un punto a favore della difesa.
Tra i destinatari delle misure cautelari figurano gli ex assessori alle Scuole Giuseppe Gambale, e al Bilancio Enrico Cardillo, nonché un ufficiale della guardia di finanza in forza alla Dia, che avrebbe informato l'entourage dell'imprenditore Alfredo Romeo delle indagini in corso. Destinatari di misure cautelari anche gli assessori in carica Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza e l'ex provveditore alle opere pubbliche per Campania e Molise, Mauro Mautone. Nell'ordinanza compaiono pure una collaboratrice dell'imprenditore Romeo e funzionari pubblici. Le indagini avevano interessato infine, Giorgio Nugnes, l'assessore suicida a fine novembre scorso.
Nella vicenda avrebbe avuto un ruolo Paolo Cirino Pomicino, definito dai magistrati un «interlocutore di eccezione» dell'imprenditore. Dell'ex ministro Romeo si sarebbe servito per indirizzare «minacce di svelare benefici e favori che nel corso degli anni avrebbe, a suo dire, accordato ad appartenenti al suddetto ordine (la magistratura, ndr)». Mentre invece alcuni indagati, in particolare lo stesso Romeo e l'ex assessore all'Istruzione del Comune di Napoli Giuseppe Gambale, da un certo momento in poi e in particolare dallo scorso mese di gennaio «sono venuti a conoscenza dell'indagine per effetto di illecite rivelazioni di atti investigativi e a partire da allora, temendo interventi coercitivi da parte dell'autorità giudiziaria, hanno cominciato a realizzare una serie di condotte finalizzate ad inquinare le prove e soprattutto ad attenuare il quadro cautelare a loro carico».
Funzionale al loro tentativo sarebbe stato il colonnello della guardia di finanza Vincenzo Mazzucco, che era in servizio alla Dia di Napoli. Ed è stata proprio la Direzione investigativa antimafia, braccio operativo della procura di Napoli nell'indagine "Global Service", a svelare nome e ruolo della presunta talpa. L'ufficiale avrebbe «tentato di incidere maldestramente sull'azione degli organi inquirenti, attraverso clamorose condotte di vero e proprio depistaggio».
Una delle prime intercettazioni dell'inchiesta risale al 13 marzo 2007. Romeo parlava con Giorgio Nugnes, l'assessore che poi si è tolto la vita. E il primo cercava di chiarire la natura dell'appalto "Global Service" per la manutenzione delle strade. Obiettivo dell'immobiliarista era quello di far apparire prevalente l'aspetto dei servizi e non dei lavori perché, altrimenti, la sua azienda non avrebbe potuto partecipare.
Diceva nella telefonata Romeo: «... Sulla prevalenza.. La prevalenza sono servizi, non sono lavori...Perché non avrebbe senso se fosse prevalenza lavori...». Secondo gli inquirenti l'imprenditore si riferiva alle posizioni del presidente dell'Acen (Associazione imprenditori edili napoletani) contrarie alle sue e sosteneva: «.. Questo continua a insistere su questo giochetto facendo confusione tra lavori e servizi...». Nugnes alla fine lo tranquillizzò. Romeo: «....Il problema è che è un appalto di servizi». Nugnes: «...Beh, io lo so. È lui che non lo sa».
Secondo i pm l'immobiliarista riceveva «illecito sostegno» dai due parlamentari. L'onorevole Renzo Lusetti del Pd secondo i magistrati «si è adoperato per consentire all'imprenditore il proseguimento dei propri fini illeciti nel settore degli appalti, sia nella città di Napoli sia nella città di Roma; in questo secondo caso intervenendo presso esponenti del Consiglio di Stato per sostenere Romeo contro una decisione del Tar».
Solidarietà ai due politici nazionali è stata espressa da molte parti mentre il sindaco Rosa Russo Iervolino si è detta «umanamente dispiaciuta per gli arresti».
Luigi Sannino
