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"Caro Romeo, tu tieni un vero amico"

Le telefonate tra l'imprenditore, Bocchino e Lusetti. E spunta anche il nome di Rutelli...


I magistrati napoletani ne parlano in termini di «compagine soggettiva». E' quel gruppo di politici, funzionari pubblici, amministratori, assessori, parlamentari sdraiati a ventre a terra per «garantire ad un unico imprenditore», Alfredo Romeo, l'aggiudicazione di appalti milionari di opere pubbliche. Non solo quelle bandite a Napoli o in Campania. Sono tanti i tifosi dell'imprenditore che caduto nella polvere della prima Mazzettopoli napoletana degli anni '90, si è risollevato in questi anni diventando un gigante nel campo degli appalti pubblici per la manutenzione del patrimonio immobiliare e delle strade. Aveva a sua disposizione (parte) della giunta Iervolino, come gli assessori Giorgio Nugnes (morto suicida il 29 novembre), Ferdinando Di Mezza (al quale ha garantito anche le spese e il viaggio a Milano, per una Fiera), Giuseppe Gambale, Enrico Cardillo e Felice Laudadio. E soprattutto due parlamentari nazionali: Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (Pdl). Nelle intercettazioni telefoniche si parla anche di Francesco Rutelli, leader della Margherita e poi del Pd ed ex ministro, dell'allora ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni e dell'ex senatore Antonio Polito.

«Vedo il gran capo»
Alfredo Romeo ha un problema, anzi per lui è «una questione di vita e di morte». Il Consiglio di Stato deve decidere «su una controversia tra la Romeo Gestioni - aggiudicataria del milionario appalto Global Service per la gestione dei servizi integrati del patrimonio stradale del comune di Roma (appalto sospeso nei giorni scorsi dal sindaco Gianni Alemanno, ndr) e la Manital, società soccombente e ricorrente». E ne parla con Renzo Lusetti, il 3 maggio del 2007, passandogli anche il nome di uno dei consiglieri di Stato, «Paolo Troiano» (la Procura di Napoli ha inviato gli atti a Roma). Il 15 gennaio del 2008, si risolverà positivamente il contenzioso a vantaggio di Romeo.

Romeo: «Volevo sapere quella cosa di quello lì... di Troiano...».
Lusetti: «Quale Troiano?».
R: «Quello della giustizia amministrativa...».
L: «Domani mattina c'ho un incontro operativo alle otto, direttamente con il grande capo e parliamo di tutto capito?».
R: «Ah con grande capo? («verosimilmente - scrive il gip di Napoli -, anche alla luce delle successive conversazioni, che "il grande capo" di cui discutono gli interlocutori sia l'allora onorevole e ministro Francesco Rutelli», ndr).
L: «C'è anche Troiano... su tutto».
R: «E' perché se chiama il grande capo... mi risolve il problema». Due giorni dopo, Romeo e Lusetti parlano anche di altre questioni. Per esempio, lo sfruttamento del lussuoso albergo «Romeo», inaugurato appena una settimana fa e messo sotto sequestro dalla magistratura napoletana, in occasione di un imminente evento internazionale, il Festival Teatro Italia, «di cui Napoli era stata designata proprio dal ministro Rutelli».
L: «Poi ho riferito a Francesco (Rutelli, ndr).. a lui direttamente ho riferito della cosa di quest'estate...».
R: «A proposito dell'albergo?».
L: «Ha detto va bene».
R: «Chi gestisce l'evento (Festival Teatro Italia, ndr)? Roma oppure Regione Campania?».
L: «Roma Roma Roma fa tutto Roma stai tranquillo...».
R: «Perché mi pare se ne occupi Barbara (nota del pm: Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli) di questa cosa».
L: «Chi Barbara? La moglie di Francesco? ma non può farlo, lei è la moglie...».

«Tu un amico tieni»
La delibera per il Global service è in dirittura d'arrivo, l'assessore al patrimonio Giorgio Nugnes e Alfredo Romeo il 4 marzo commentano soddisfatti. In consiglio comunale però Nugnes si sperticava per convincere che la gara non sarebbe stata truccata: «Nessuno di noi fa il sarto all'interno di questa amministrazione, lo voglio ribadire questa giunta non vestiti a misura su nessuno».

Nugnes: «Tu un amico tieni...».
Romeo: «Eh, Giorgio, ma noi ce la dobbiamo tenere stretta questa amicizia perché se no questi ci fanno, perché...».
N: «Sì, sì, no il problema sai qual è? Che questo è il più grande provvedimento di questa consiliatura, allora dice...arriva questo fresco fresco, ragazzino ragazzino, e ci frega a tutti quanti insomma»
R: «Eh però non hanno capito, perché quelli appartengono alla solita parrocchia delle lobby amministrative locali.
N: «Alfredo, comunque lo scoglio più grosso era in giunta».
R: «Però, Giorgio, teniamo gli occhi aperti perché questi non tengono le palle per promuovere niente di meglio di quello che oggi attualmente c'è sul campo».
N: «E vogliono soltanto ostacolare gli altri».
R: «Sì hai ragione, vogliono ostacolare gli altri, "azzuppare" nell'orto degli altri....Allora bisogna stare con gli occhi aperti».

Un posto a Roma
Telefonata del 4 aprile 2007 tra Nunes e Romeo, l'assessore napoletano cerca l'appoggio del costruttore per ottenere un incarico a Roma.
Nugnes: «Stamattina mi ha chiamato Renzo», dice l'assessore comunale Giorgio Nugnes alludendo al parlamentare del Pd Renzo Lusetti. E Romeo risponde: «Eh...adesso l'ho lasciato».

N: «Ah, mi ha detto che voleva fare una chiacchierata pure con te, prima io ho detto: ho parlato con Alfredo, insomma eventualmente per vederci con Rutelli».
R: «Sì».
N: «Lui si rende conto, dice: "sarebbe utile che tu ci venissi a dare una mano a Roma" perché giustamente l'ho fatto riflettere, con 4 ministri, vicepresidente del consiglio e il segretario del partito questi si sono fatti scippare il partito da sotto...».
R: «No no. Poi ci siamo fermati, ti ha fatto anche i complimenti, abbiamo confrontato questa cosa tua che stai facendo su Napoli, su altre cose che lui non è riuscito a portare a casa....E lui spesso mi ha detto: "Ma quello non è Giorgio? quell'altro non è Giorgio?" No non mi ha detto questa cosa, mi ha detto dobbiamo parlare con Francesco».
N: «No siamo rimasti che dopo Pasqua insieme parliamo con Francesco per vedere un attimo io, pure, che devo fare. Insomma perché sinceramente preferisco questo percorso qua anziché buttarmi in mezzo alle regionali qua. Perché se devo fare l'amministratore non mi posso mettere a fare i voti per la regione. Insomma. Ti pare?».

Il sodalizio con Bocchino
Italo Bocchino e Alfredo Romeo sono stati soci fino all'anno scorso nell'avventura editoriale. Amici da sempre. Nella vicenda della delibera del comune di Napoli della «Global Service», l'opposizione si è messa di traverso. Bocchino ha il compito di normalizzare i suoi consiglieri comunali di An. Sembra tutto a posto ma poi, in Consiglio, l'opposizione presenta una ottantina di emendamenti

Romeo: «Come mai hanno fatto questi emendamenti?»
Bocchino: «Comunque è stato rinviato il Consiglio in modo che ritirano gli emendamenti e avrebbero trovato una intesa per fare una sorta di comitato di sorveglianza sulla procedura. giusto così per trovare una via di uscita politica, però è tutto a posto».
R: «Ma non c'è nessuna volata a qualcuno?»
B: «No, no, nessun problema».

Fioroni «concreto»
L'ex giustizialista e soldato della Rete di Leoluca Orlando che fu, Giuseppe Gambale, ex assessore finito ai domiciliari, è un procacciatore d'affari di Romeo, nel senso che costruisce ipotesi di gare e di appalti per favorire l'amico, come l'appalto per la manutenzione e refezione scolastica delle scuole cittadine. Gambale organizza un incontro di Romeo con l'allora ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni. Di questo incontro Romeo ne parla con la «talpa», il suo amico colonnello della Finanza Vincenzo Mazzucco).

Romeo: «Devo dire che è uno abbastanza concreto, molto dinamico che ha fatto anche delle proposte concrete sulle quali lavorare. Poi vediamo se effettivamente è così concreto diciamo. Devo dire ha avuto già un buon risultato dal punto di vista operativo».
Mazzucco: «(riferendosi a Gambale, ndr) Ha fatto un ottimo lavoro».

Il Col. ed il Vaticano
Il colonnello Mazzucco, a sua volta, propone a Romeo di combinare affari anche col Vaticano. Telefonata del 13 giugno 2007. Gli parla di «remunerativi affari» che si possono concludere «con i consueti metodi».

Romeo: «Vincenzo, non ho sentito il meglio».
Mazzucco: «No, ti ho detto è uno che sta nel consiglio di amministrazione del Vaticano».
R: «Eh, eh, eh». M: «E' il nipote del Segretario di Stato».
R: «Eh, va bene».
M: «È una cosa grossa da gestire al Vaticano, ti interessa?»..... «È professore universitario...è uno giovane...molto sveglio».
R: «E che deve fare?».
M: «si sta da gestire un sacco di situazioni immobiliari...chiese...ospedali...tutto quello che ha in mano che è un patrimonio immenso...è una cosa iniziale da 60 milioni ad aggiudicazione diretta».
R: «Benissimo...che vendono».
M: «No...che devono gestire...ma diverse tipologie di cose...dalla manutenzione agli appartamenti che hanno...150 condomini sono tutti a scadenza di contratto e li ha in mano lui...poi magari ti spiego da vicino...».

La pastetta di Polito
Telefonata del 9/03/2007: ad essere chiamato in causa è l'allora senatore e segretario cittadino della Margherita Antonio Polito.

Romeo: «Volevo ricordarti che là, a Bari, stanno in corso di valutazione...».
Lusetti: «Mi sembra a fine marzo, però...».
R: «Infatti, chiudono le valutazioni a fine marzo».
L: «Ci sto lavorando. Tutto bene? Sì, tutto bene... sto congresso è tutto un macello... un casino guarda».
R: «Ah, quella cosa di Polito è definitiva?».
L: «Ah, bé però bisogna spiegarla a Nino, cioé un decreto firmato dal ministro c'ha un incarico... politico...».
R: «Uh, uh, no ma a me mi ha fatto un po' dispiacere su di una cosa... una cosa... mi hanno escluso perché c'era un suo amico... hanno fatto un po' pastetta, sì».
L: «Ma chi, Nino?».
R: «Sì un amico di Nino e sono rimasto molto amareggiato ti devo dire...».
L: «Se vuoi blocco tutto eh...».

Giorgio e Rosetta
Mentre Romeo e Nugnes tramano perché l'appalto Global service finisca nella mani giuste l'assessore morto suicida ne parla il 2 febbraio con il sindaco Jervolino.

J: «Bisogna fare seriamente...una rivisitazione di gare e contratti perché bisogna...».
N: «Perché teniamo un sacco di problemi, specialmente in questo momento..».
J: «Eh....ma figlio mio...per esempio quando sarà approvato definitivamente con il contratto Global service».
N: «Assolutamente».
J: «Facendone una grande gara, dando pubblicità sui giornali anche internazionali, con una commissione scelta con una severità enorme...».
N: «Ma sicuramente ci vorrà, anche qualche magistrato vicino (o dicimm').....secondo me...».
J: «E ma come no...voglio vedere che non ci vuole qualche magistrato amministrativo e qualche magistrato anche penale».
N: «Amministrativo e della Procura, insomma eh!».

«E' scema completa»
L'ex assessore Giuseppe Gambale, con la delega per la Legalità e la trasparenza, il 5 marzo riferisce a Romeo del colloquio avuto col sindaco. In pubblico ed in privato, in più occasioni - rilevano i giudici - Romeo parla dell'assessore come del «fido Gambale, disponibile a tutto tondo, tenace e sicuro guarda spalle».
G: «Io ho parlato con il sindaco, lo sai che lei è molto contenta. Io sono stato un po' criptico. Lei davanti mi ha detto che poteva essere un modello».
R: «Ma lei non ha capito che c'ha degli assessori intelligenti».
G: «Ma quella è scema completa».
G: «No, tu tienila sempre ...non ti far entusiasmare. Magari gli piace il giocattolo e lo mette in mano a quello scemo che tiene a fianco».

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