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Savona - Edilizia, ok a collina e centro con il giallo del voto elettronico

La maggioranza approva la nuova disciplina dell'edilizia collinare e del recupero del centro. L'opposizione lascia l'aula al momento del voto. Giallo elettronico sul voto di un emendamento del PdL. Il centrosinistra va sotto, ma un errore del sistema elettronico di voto cancella due voti della maggioranza. Il centrodestra ha annunciato un esposto al prefetto ed il ricorso al Tar...


Con il voto sul Puc, si aggiunge un tassello nella politica sulla casa varata dall'amministrazione Berruti, che già ha dato il via libera all'edilizia popolare a Mongrifone e agli insediamenti di edilizia convenzionata negli Orti Folconi. La maggioranza, infatti, ha proposto e approvato, all'interno della discussione sul Puc, l'istituzione di incentivi per il recupero del patrimonio edilizio esistente, sotto forma di sgravi fiscali. Chi ristruttuerà e frazionerà vecchi alloggi, per affittarli poi a canone corcordato, potrà godere dell'esenzione dai contributi di costruzione e dall'onere di reperire (o monetizzare) i relativi parcheggi. Il provvedimento mira a incentivare il recupero, in particolare, del cospicuo patrimonio abitativo del centro ottocentesco, composto in gran parte da alloggi di grandi dimensioni, spesso semiabbandonati e in condizioni disastrose: una mossa per sostenere il recupero edilizio di una parte importante della città, ma anche per rimettere sul mercato degli affitti, che ne ha grande fame, gli alloggi oggi inutilizzati. La proposta era nata dal gruppo socialista e accoglie, in parte, un'osservazione al preliminare di Puc a suo tempo presentata da Roberto Cuneo.

Un errore informatico, peraltro, ha rischiato di far andare sotto la maggioranza su un emendamento del consigliere del PdL Giovanni Battista Baiardo. La seduta è stata sospesa per quasi un'ora ed è ripresa con la partecipazione del solo centrosinistra. Il centrodestra, che ha abbandonato la seduta per protesta, preannuncia l'esposto al prefetto ed il ricorso al Tar. Durante la procedura di voto, infatti, due consiglieri del centrosinistra hanno reclamato di non essere riusciti ad esprimere il proprio voto. L'esito, sfavorevole alla maggioranza (19 sì e 18 no) non è stato regolarmente registrato dal computer - che riportava solo il numero finale, ma non i nomi dei partecipanti - ed è stato poi integrato, su indicazione del segretario generale, dal voto dei due consiglieri rimasti al palo (Claudia Berruti e Emanuele Varaldo), ribaltando il risultato.

Ieri sera alle sette, il consiglio comunale con i 24 voti compatti dei consiglieri di maggioranza (Pd, PdcI e Prc) ha dato il via libera alla seconda pratica sul Puc: quella relativa alla disciplina dell'edilizia collinare e alle risposte alle osservazioni degli enti e delle associazioni. Rimane aperta la grande partita di Legino (oltre all'esame del progetto preliminare di Binario Blu): «La costruzione della cittadella tecnologica - ha detto il sindaco Berruti - è un cardine del nostro programma e riteniamo giusto dedicarvi un consiglio monotematico, a gennaio». Sul tema, in consiglio, Sergio Lugaro ha sottolineato il futuro appoggio convinto del Prc alla Cittadella, ma non in cambio di nuova edilizia, se non di tipo sociale. Com'è noto, la nuova disciplina sulla collina ha riequilibrato, rispetto al preliminare del Puc, gli incentivi concessi ai cosiddetti borghi liguri (cioè alle aggregazioni di case) e le limitazioni per le cosiddette "case sparse", abbassando gli incrementi volumetrici concessi nel primo caso, e innalzando gli indici per le seconde (indici che rimangono comunque più bassi rispetto al Piano regolatore).

Tra gli emendamenti presentati dalla maggioranza, anche quello relativo all'esenzione dal rispetto dell'indice di edificabilità per le strutture tensostatiche (i cosiddetti "palloni") se utilizzati come impianti sportivi, accogliendo un'osservazione presentata dall'Ascom. Infine, un emendamento presentato direttamente dal sindaco ha respinto il parere dell'Agenzia del Demanio sul carcere di Sant'Agostino e il forte della Madonna del Monte. Nel primo caso, il consiglio ha deciso di mantenere il vincolo a servizi - che il Demanio chiedeva di eliminare - sino a quando non inizieranno i lavori per la realizzazione del nuovo carcere, oggi bloccati. Vincolo a servizi che viene mantenuto anche per il forte e le aree attigue, almeno sino alla presentazione di una proposta progettuale che garantisca la salvaguardia del forte con funzioni di tipo collettivo

Nel pacchetto sono stati inseriti anche gli incentivi - sotto forma di sgravi degli oneri contributivi - per il recupero del patrimonio edilizio, con eventuale frazionamento degli alloggi, purché poi ceduto in affitto a canone concordato. Una manovra destinata soprattutto a favorire il recupero del centro ottocentesco.

La pratica è stata votata all'unanimità dalla maggioranza (24 voti), mentre la minoranza è uscita dall'aula per protesta. Su un emendamento del consigliere Baiardo (PdL), infatti, la maggioranza era andata sotto, ma per un problema al sistema informatico, due consiglieri della stessa maggioranza non avevano potuto votare.

Il segretario generale Araldo, dopo una lunga sospensione, ha fatto aggiungere a verbale il voto dei due, che hanno consentito così alla maggioranza di respingere l'emendamento. Il centrodestra ha annunciato un esposto al prefetto ed il ricorso al Tar.

ANTONELLA GRANERO

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