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Genova. Mensopoli, l´ex del compagno F. e la ragnatela tra Milano e Roma

Un fatto è certo. Le mense genovesi sono a rischio. No, non per la qualità del cibo. I guai maggiori non li corrono bambini, malati o dipendenti pubblici, bensì amministratori, imprenditori e intermediari che si occupano del settore. La cronaca giudiziaria degli ultimi anni è scritta anche con nomi e sigle di società della ristorazione collettiva...


Anzi, proprio nei giorni scorsi nell´inchiesta Mensopoli che ha inguaiato l´ex portavoce del sindaco Marta Vincenzi, Stefano Francesca più una nutrita serie di politici, funzionari e imprenditori, è arrivata una nuova sorprendente testimonianza che potrebbe aggravare la posizione di uno degli indagati principali, introducendo nell´indagine una nuova società.

La supertestimone è una ex fidanzata di Claudio Fedrazzoni, ex portuale, ex consigliere comunale Pd, considerato il trait d´union tra amministrazione, politica e imprenditori dell´indagine su mense scolastiche e ospedaliere del pm Francesco Pinto.

Quest´estate la donna si è presentata negli uffici della Finanza per rilasciare delle dichiarazioni spontanee. Ha così raccontato, in due lunghe deposizioni, circostanze della sua vita in comune con Fedrazzoni. In particolare ha rievocato con estrema precisione un viaggio a Milano nel corso del quale l´ex camallo avrebbe intascato una busta con 12 milioni di lire negli uffici della Onama, società leader della ristorazione. La testimone racconta poi di contatti e relazioni che Fedrazzoni avrebbe avuto con politici e imprenditori locali e nazionali.

Per molti di loro riferisce di comportamenti illeciti, parlando di mazzette e favori, ma sempre in base a presunte confidenze di Fedrazzoni. Filoni che la procura al momento non sembra intenzionata ad approfondire.

Se, infatti, sul viaggio milanese la donna è stata particolarmente precisa, per gli altri ricordi potrebbero anche entrare in ballo interpretazioni viziate da rancori e gelosie.

L´inchiesta su Fedrazzoni, Francesca ed altri, segue di poco tempo quella, sempre in mano al pm Pinto, sull´appalto per la realizzazione di una nuova mensa al Galliera. L´indagine, trasferita a Genova da Verona, non trattava della qualità del servizio ma delle procedure di appalto. Attualmente è in corso il processo (sospeso in attesa della trascrizione di centinaia di intercettazioni telefoniche e della risposta a una richiesta di cambio di sede per competenza territoriale).

Tra gli imputati, oltre a Carlo Isola, alto funzionario pubblico, e gli ex manager del Galliera, Giovanni Cazzulo e Roberto Galiano, c´è anche Mario Giovanni Rossi, direttore commerciale della Gama poi passato alla Copra.

Tra i capi d´imputazione: corruzione aggravata, falso, turbativa d´asta. Isola, oggi uno dei tre vicesegretari generali di Tursi, all´epoca direttore dell´Unità organizzativa gare e contratti del Comune (il periodo oggetto d´indagine va dal settembre 2000 allo stesso mese del 2003), è accusato di aver preso dei soldi dalla Gama per farle vincere l´appalto.

Carlo Isola si è sempre dichiarato estraneo alle accuse e lo ha fatto anche in un dialogo telefonico, intercettato nell´ambito dell´inchiesta sul porto, quando volle manifestare la sua solidarietà a Giuseppe Novaresi, avvocato dello Stato indagato per il suo ruolo in Autorità Portuale.

Marco Preve

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