A Genova, l'assessore Scidone: «Niente imposte a chi denuncia il racket»
Denuncia il tuo strozzino o chi ti chiede il pizzo per continuare a tener aperto il negozio: se la tua segnalazione risulterà abbastanza circostanziata e vera, non pagherai per un anno o forse anche per due le imposte comunali...L'iniziativa, sicuramente fantasiosa e atipica, è al vaglio dell'amministrazione comunale e ci stanno lavorando i responsabili degli assessorati alla Città sicura e al Bilancio. L'obiettivo è prevedere, per chi "collabora", l'esenzione dal pagamento della Tia (la tariffa per la spazzatura), dall'Ici, dal Cosap (Canone di occupazione del suolo pubblico) e da altre imposte locali, a partire dall'anno 2009.
Ad annunciare la novità, in risposta a un'interrogazione presentata in consiglio comunale, è stato ieri Francesco Scidone, assessore alla Sicurezza. In sala rossa Scidone ha risposto a un'iniziativa dei consiglieri Giampaolo Malatesta, Michela Tassistro e Bruno Delpino, che chiedevano delucidazioni sulla politica di contrasto attivata dal Comune di Genova in materia di racket.
Le cronache recenti parlano di un fenomeno in crescita anche nella nostra città. È di fine ottobre è stata resa nota la vicenda di diciassette negozianti genovesi, concentrati in Valbisagno, ma anche in centro e a Caricamento, vittime di richieste di denaro. Un incubo terminato con l'arresto di Camillo Finato e Giovanni Viscuso, due vecchie conoscenze delle forze dell'ordine. Avrebbero incassato, dai commercianti, anche 5 mila euro al mese. In base alle testimonianze di alcuni commercianti, che si sarebbero visti avanzare "offerte" di aiuto in denaro direttamente in bottega, l'allarme si è allargato successivamente anche a Nervi, un fenomeno che ha visto la dura presa di posizione anche del presidente del Municipio Levante Francesco Carleo.
Da qui la richiesta dei consiglieri di avere ragguagli su quanto impostato dal Comune per fronteggiare il problema.
«Contrastare il fenomeno è soprattutto un compito delle forze dell'ordine - ha puntualizzato Scidone - ma quello che può fare un'amministrazione è aderire a ogni possibilità di arginare il problema e di combatterlo aderendo a bandi nazionali o intraprendendo azioni di sensibilizzazione e agevolazione. Nella fattispecie, stiamo studiando la possibilità dell'esenzione al fine di invogliare a collaborare con la giustizia e con noi perché questo fenomeno, che per fortuna non coinvolge a Genova migliaia di persone, possa essere totalmente debellato». L'idea è venuta guardando a quello che fanno altri comuni. «Per esempio Vittoria, in provincia di Ragusa, che ha lanciato questa iniziativa diverso tempo fa».
Nel primo semestre del 2008 la Prefettura ha raccolto 25 casi di estorsione, tra questi ci sono anche gli episodi di racket. Questi sono i casi accertati, perché molte denunce rimangono per molto tempo nell'ombra, a volte rimangono nascoste anche a chiusura o cessione dell'attività avvenuta. Per questo il Comune chiede di far uscire allo scoperto il malaffare che si aggira sulle soglie di latterie, boutique e tabaccherie della città, incentivando con l'esenzione gli esercenti che dimostreranno coraggio.
Tra le altre iniziative annunciate ieri l'individuazione di un referente per la legalità. «Potrà essere un dirigente comunale capace di mettersi in contatto con forze dell'ordine e associazioni - spiega Scidone - facendo da tramite fra queste e l'amministrazione comunale». Il Comune procederà, dunque, ad acquisire dalla Prefettura i dati numerici aggiornati dei casi di racket e usura, per quantificare l'entità della voce da mettere a bilancio.
