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Amianto nel cantiere dell'Eni, 6 denunce

Violazione della normativa sulle bonifiche: questa l'ipotesi di reato formulata dai carabinieri del nucleo Ecologico di Genova a carico di sei persone in relazione alla bonifica in atto in un'area di pertinenza dell'Eni a Quiliano (Savona)...

Una porzione del cantiere, di circa 6000 metri quadrati, e una vasca di altri 2000 metri quadri, per un valore complessivo di circa 300.000 euro, sono state messe sotto sequestro.

Secondo quanto ricostruito, nell'area, già interessata da una bonifica per contaminazione da idrocarburi, in un secondo tempo si era riscontrata anche quella da fibre di amianto. La bonifica avrebbe dovuto provvedere a sanare la situazione, ma dagli esami effettuati su campioni del terreno si è riscontrato una quantità di fibre libere di amianto superiore a quanto fissato dai limiti di legge.

Per questo motivo, i militari hanno messo sotto sequestro l'area e proceduto alla denuncia di chi si è occupato dei lavori: un dirigente Eni, l'amministratore unico dell'azienda esecutrice dei lavori (la Petroltecnica di Cerasolo Ausa di Coriano, provincia di Rimini e Milano), il capocantiere, il responsabile dei lavori, quello della sicurezza e l'ispettore del cantiere.

I carabinieri del nucleo Operativo Ecologico di Genova hanno denunciato sei persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di esecuzione in maniera non conforme dei lavori di decontaminazione dall'amianto; il protocollo dei lavori, che non è stato rispettato, era stato approvato dal comune di Quiliano (provincia di Savona).

Nella stessa operazione, militari hanno sequestrato nel cantiere oggetto dei lavori circa 6000 metri quadrati di terreno e una vasca di circa 2000 metri quadri con dentro 1200 metri cubi di terre contaminate da idrocarburi misti ad amianto, il tutto per un valore complessivo di circa 300.000 euro.

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