L'autostrada della droga. Da Ventimiglia a Genova, rotta obbligata per tutti i traffici dall'Africa
«Merry Christmas». Un augurio e una spiegazione sulla fiancata del camion: «Decorazioni natalizie». Viaggiavano così cinquecento chili di hashish dalla Francia a Genova, sull'Autostrada dei Fiori, nascosti tra arance, mandarini e limoni. La polizia ha intercettato, dopo un'indagine lunga e complessa, il tir ad Albenga e ha recuperato - quattro ore di lavoro di braccia e muletti in azione - il vero carico...L'Autofiori è una grande rincorsa di gallerie e viadotti lungo il mare, circa diecimila veicoli in transito ogni giorno, almeno mille quelli pesanti. Passa il commercio, passa il turismo, passa di tutto. Tra i mezzi e le persone anonime o variopinte che sorpassi o incontri alle dieci aree di servizio, cinque per direzione, tra il confine e Savona, sfiori - e magari ringrazi quando ti cedono il passo - traffici di droga, di stranieri, di auto rubate. L'abbiamo percorsa avanti e indietro cercando di avere occhio sospettoso, scegliendo un'auto o un camion da tallonare fino all'uscita. Un gioco senza esito. I trasporti criminali importanti hanno staffette che avvertono il conducente di ogni movimento o presenza sospetta. Il Tir con l'hashish viaggiava con prudenza e serenità. Nessuno ha potuto avvertire l'autista che, alla prima sosta, stavano per circondarlo una decina di persone in borghese - Squadra Mobile di Savona e Polizia Stradale di Albenga - decise a controllare ogni arancia e ogni limone.
![La via della Droga [La Stampa] La via della Droga [La Stampa]](/images/stories/2008/viadroga_stampa.png)
Droga e auto rubate
Questa è un'arteria preziosa per ogni traffico illecito. Congiunge idealmente l'Africa (via Spagna e Francia), l'Ovest d'Europa con quel crocevia straordinario che è Genova. Di qui passa molta droga diretta a Torino e al Piemonte, a Milano e alla Lombardia, alla Toscana e al Centro. Di qui passano le auto rubate nel Sud della Francia, destinate a un imbarco a Genova una volta risistemati numeri di telai, targhe, documenti. Il capo della Squadra Mobile di Savona, Saverio Aricò, che insieme con il collega Pierluigi Vizio ha coordinato l'operazione Merry Christmas, scherza: «Se guidassero tutti come gli autisti di questi trasporti, la viabilità sarebbe più sicura. Non devono dare nell'occhio, quindi rispettano i limiti, fanno le soste stabilite, sono ligi al massimo». Il che, poi, a un occhio esperto ingenera il dubbio.
Il vice questore Andrea Frumento che dirige la Stradale di Imperia - competente sulla tratta Ventimiglia- Savona - racconta: «Noi ci occupiamo della viabilità prima di tutto, facciamo prevenzione e interventi sugli incidenti. Ma proprio nella prevenzione conta l'occhio di chi è di pattuglia. A volte è il mezzo che ti lascia perplesso, a volte è semplicemente lo sguardo del conducente quando lo affianchi. Lo fermi per un controllo e trovi la sorpresa». Come il furgone diretto in Francia, moderato nella velocità, con un po' di musica ad alto volume. L'hanno fatto accostare, hanno aperto il portellone posteriore e si sono trovati di fronte venti pakistani muti, immobili e terrorizzati. Poco tempo fa hanno cercato di far accostare un'Audi, così, per un controllo di documenti. Ne è venuta una fuga, un inseguimento fino ad Andora, poi di qui lungo la via Aurelia, con posti di blocco e il guidatore che scappava a piedi. Il bagagliaio era pieno di hashish da vendere al dettaglio a ragazzini che vogliono essere grandi e adulti che vogliono essere ragazzini.
Tutte le direzioni
L'altro ieri i carabinieri di Savona hanno sgominato un traffico internazionale di automobili: Ferrari, Mercedes, Bmw. Anche loro fanno spostamenti in autostrada. L'importante è non attirare l'attenzione con il comportamento, con la velocità, con manovre strane. «E' senza dubbio la via più sicura, soprattutto per i mezzi pesanti - dice Arigò - non puoi per un sospetto vago svuotare un Tir con merce deperibile, chiedere scusa, e andartene mentre quello se la ricarica ». Ventimiglia è il primo nodo, in tutte e due le direzioni. All'autostrada pensa la Stradale, sulla città, come a Sanremo, sono attivi carabinieri e commissariato, così come la Guardia di Finanza. Questo è il crocevia primo di tutto ciò che arriva dalla Francia: veicoli, droga, ma soprattutto persone. Ogni giorno da trenta a cinquanta clandestini vanno e vengono, siamo in uno dei principali terminali di Lampedusa, da qui lasciano l'Italia, dopo un lungo viaggio, quelli che sono sbarcati uno o due mesi prima. E i passeurs non sono quelli di una volta, spesso sono loro stessi maghrebini. Escono questi e entrano le auto e i camion con hashish o cocaina, diretti a Genova, a Torino, a Milano. Passano i bus internazionali che puntano a Slovenia e Romania, passano i «frontalieri» del piccolo spaccio.
I controlli
Non è una zona franca perché i controlli sono costanti. Stefano Bastreghi dirige la Polizia Stradale della Liguria, dice: «Ci sono due realtà: il controllo di routine che squarcia un velo e fa aprire un'indagine di più ampio respiro o, viceversa, un'indagine in corso che indirizza a itinerari, spostamenti che conducono all'autostrada». Ci vuole un bel dispendio di uomini e mezzi ma i risultati si vedono. Anche se i «corrieri» conoscono le vie di fuga dalle trappole. Albenga, con la sua distesa di capannoni, serre e la sua quantità di camion, è il posto migliore per «scomparire » per un po' se si è annusato un pericolo. Da Savona si fa la deviazione per Torino e ci si disperde nel Cuneese. Genova rimane lo snodo finale: arriva merce dalla strada, ne parte sulle navi, da quelle scendono container carichi di clandestini, di coca. E da qui si riparte per l'Italia e l'Europa. Con un telepass.
MARCO NEIROTTI
