La Corte dei Conti alla Rt
Spese sostenute e emolumenti percepiti dai manager della Riviera Trasporti al vaglio degli ispettori della Corte dei Conti . L'iniziativa prende le mosse da un articolo pubblicato lo scorso mese di gennaio dal Secolo XIX in cui si rivelava che l'amministratore della Spa pubblica aveva commissionato gli arredi di rappresentanza della sede aziendale alla propria figlia, titolare a Genova di uno Studio di Interni...La Corte dei Conti sta passando al setaccio gli emolumenti percepiti e le spese fatte da amministratori delegati e direttori generali che negli ultimi anni si sono succeduti alla guida della Riviera trasporti spa. L'indagine dell'organo di controllo della finanza e della contabilità degli enti pubblici (la Riviera Trasporti è una società per azioni a capitale totalmente pubblico) ha preso il via dopo che Il Secolo XIX, lo scorso mese di gennaio, aveva scoperto e pubblicato una notizia relativa all'allora direttore generale ed amministratore delegato della spa, Luisito Merli, il quale praticamente subito dopo la sua nomina aveva commissionato costosi mobili della nuova sede di rappresentanza dell'azienda di via Nazionale a uno Studio di Interni genovese la "Engineering & Interiors design" di cui è titolare la figlia Veronica Cristina.
Sull'affare di famiglia si erano scatenate le opposizioni consiliari in Provincia, ente che detiene l'ottanta per cento delle azioni della spa (l'altro venti per cento delle quote lo possiede il Comune di Sanremo), e i sindacati.
All'epoca l'amministratore delegato si era giustificato affermando di «aver agito, come sempre, in sintonia con il Consiglio di amministrazione» ed aveva spiegato che la ragione per cui aveva coinvolto la figlia nell'allestimento dei nuovi uffici era stata «semplicemente quella di operare il più possibile, in un'ottica di contenimento dei costi». In un primo momento il consiglio di amministrazione aveva minimizzato l'imbarazzante acquisto, poi aveva in pratica messo sotto tutela Merli, circostanza che era stata smentita dall'amministratore delegato. Le organizzazioni sindacali degli autoferrotranvieri dal canto loro si erano in un primo tempo limitate a dire che «la scelta di rivolgersi alla figlia per l'acquisto degli arredi era stata quanto meno inopportuna», salvo esprimere un paio di giorni più tardi, a bocce ferme, la totale disapprovazione nei confronti dell'operato del direttore generale sostenendo che «con gli emolumenti percepiti da Merli si sarebbero potuti assumere sette o anche otto dipendenti». Insomma i rappresentanti dei lavoratori avevano bollato l'azione dell'amministratore delegato quanto meno come grave episodio di malcostume. «Proprio in un momento in cui ci vengono chiesti ulteriori sacrifici - avevano rincarato la dose i segretari provinciali degli autoferrotranvieri - scopriamo che si comprano mobili da un'azienda di famiglia».
E alla fine poltroncine variamente colorate, sedie e tavolo per la sala riunioni, scrivania presidenziale e poltrona in pelle, (la spesa complessiva sfiorava i ventimila euro), che oggi arredano gli spazi di rappresentanza dell'azienda di trasporti, hanno in sostanza decretato l'allontanamento di Luisito Merli dai vertici della Spa.
A mesi di distanza un epilogo che quando scoppiò il caso non era stato ipotizzato: la verifica contabile della Corte dei Conti, che oltre all'episodio delle poltroncine colorate e agli emolumenti controllerà anche la concessione e l'utilizzo dei benefit: auto aziendale, percorrenze autostradali, note spese e tutto quello di cui poteva disporre l'amministratoire delegato nell'esercizio delle sue funzioni alla guida della spa pubblica di trasporto .
Ma la verifica contabile già avviata non si limita al periodo di gestione Merli e va indietro nel tempo. Nel mirino dei controllori della "Corte", anche quello in cui la direzione dell'azienda era affidata al suo predecessore, Carlo Conti, attuale amministratore delegato della Porto di Imperia spa.
Loredana Grita
