Nervi, l'ombra del racket
«In questo periodo deve essere difficile lavorare. Con la crisi che c'è un aiuto può fare comodo. Noi siamo qui per questo: pronti a collaborare, a darvi sostegno in questo momento difficile per il commercio. Un po' di protezione non può che fare bene»...Ammiccanti, con un fascio di banconote da 100 euro ben in mostra, con inequivocabile accento calabrese (confermato, del resto dagli stessi interessati), due uomini rispettivamente di 40 e 26 anni hanno proposto il loro servizio di "sostegno economico" nella maniera più strana e inquietante: presentandosi direttamente in negozio, senza preavviso e senza presentarsi. Hanno scelto una zona tranquilla come quella che fa parte del centro integrato di via Nervi Mare, che copre il tratto di litorale tra via Murcarolo e l'inizio di via Oberdan, dunque tra Quinto e Nervi.
Gli episodi si sono verificati tra martedì 14 e lunedì scorso. E le testimonianze dirette sono ormai cinque: due bar, un panificio, una gioielleria e una pizzeria da asporto. I titolari dei cinque negozi hanno raccontato la stessa storia e non hanno avuto dubbi sull'identità dei due "prestatori di servizi": «Se quelli sono promoter finanziari di qualche istituto, io sono Napoleone», fa notare il primo barista contattato.
Con presenza di spirito, la titolare di un forno ha risposto in maniera altrettanto originale all'offerta di protezione: «Ho detto a quei due che io sono Siciliana di Corleone e che ho già la mia famiglia che mi da una mano e che non ho bisogno dell'aiuto dei Calabresi». Una risposta indubbiamente scaltra, ma è chiaro che non è con la furbizia che si evitano problemi e soprattutto si supera la preoccupazione.
Il secondo barista che ha ricevuto la "strana visita" ha anche chiamato le forze dell'ordine e i due sono stati identificati dalla polizia, risultando incensurati e difendendosi spiegando di non aver compiuto alcun reato. Fatto che, allo stato attuale, risulta vera; perché offrire verbalmente aiuto economico e protezione «dalle difficoltà» - come spiegato dai due, non è una circostanza penalmente perseguibile. Resta il fatto che cinque casi "sospetti" forse non bastano a far scattare un'inchiesta, anche perché nessuna denuncia è stata fatta, ma sono sufficienti a far lanciare l'allarme dalle associazioni di categoria.
A prendere in mano la situazione e a "metterci la faccia" è Giorgio Ceccaroni, presidente del centro integrato di via "Nervi Mare". Ieri ha indetto una riunione d'emergenza, che si svolgerà lunedì prossimo alle 21 presso la sala parrocchiale della chiesa dell'Assunta.
«Siamo preoccupati, anche perché gli episodi in questione si sono verificati prima delle notizie sui due arresti effettuati per casi di "pizzo" in Valbisagno - racconta Ceccaroni - non sta a me spiegare quello che è avvenuto a Nervi, ma posso assicurare che i nostri associati sono preoccupati. I colleghi che hanno avuto le visite da parte di questi due personaggi sono tutti certi che sotto le avance suadenti, ci sia qualcosa di poco pulito».
Ed è effettivamente difficile pensare che ben cinque esercenti possano prendere un granchio tanto colossale: «Qui ci conosciamo tutti, nessuno ama finire sui giornali o lanciare allarmi ingiustificati - aggiunge Ceccaroni - ma i giornali li leggiamo anche noi. Sappiamo che il racket non è un problema solo del Sud e sappiamo che molte situazioni a rischio iniziano proprio con persone che bussano alla porta, cariche di soldi e di promesse».
Nel volantino distribuito ieri si fa riferimento ad «alcuni inquietanti episodi avvenuti a Nervi che hanno coinvolto alcuni nostri associati nel corso della settimana appena trascorsa», invitando all'incontro non solo gli associati al civ ma anche tutti gli esercenti ed i cittadini della zona. Invitati anche i dirigenti di Confesercenti e Ascom. Così come i vicini del civ Nervi 2000, i cui confini sono più a levante, tra via Oberdan e via Capolungo: «Da noi non abbiamo ancora avuto segnalazioni simili, ma possiamo immaginare che i nostri colleghi non se le siano sognate». dichiara Paolo Sanfelice, portavoce dell'altro civ nerviese.
Sul fronte delle indagini, una volta avute le segnalazioni, sia i carabinieri sia la polizia, presenti a Nervi con una caserma e un commissariato, hanno iniziato a lavorare. Partendo appunto dall'identità delle due persone identificate e dalla presenza di un terzo personaggio che, stando alle testimonianze, in tutte e cinque i casi di cui si ha notizia attendeva i due "promoter" a bordo di una Mercedes. Di certo nei prossimi giorni le forze dell'ordine staranno con gli occhi aperti.
Edoardo Meoli
