L'allarme della Procura di Brescia: «Siamo al collasso. Mancano 9 pm»
Parla Fabio Salamone procuratore capo facente funzioni. Giustizia nel panico: nessuno vuole più fare il magistrato inquirente per paura della separazione delle carriere...BRESCIA - I magistrati fuggono dalle procure. Insomma non vogliono più fare i pubblici ministeri, preoccupati forse dalla prospettiva della separazione delle carriere e dall'ipotesi di rendere discrezionale l'azione penale. Fabio Salamone, magistrato siciliano, (anzi concittadino del ministro della giustizia Alfano), lavora a Brescia dal 1994. Molti lo ricordano solo come il giudice che si contrappose ad Antonio Di Pietro negli anni di «Tangentopoli». Quelle storie sono ormai lontane. Adesso, in attesa che accetti l'incarico e prenda possesso dell'ufficio il nuovo capo della Procura, è lui il capo «facente funzioni: «La situazione è drammatica. Manca il capo, l'aggiunto e 9 pm. E due di questi tra poco vanno in maternità. Faccia lei».
LA SITUAZIONE - Un fenomeno che rischia di ripercuotersi sugli stessi cittadini, perché unito al divieto di mandare i giovani magistrati negli uffici requirenti, potrebbe aver l'effetto di lasciare le procure sguarnite e dunque di rendere più difficile l'accertamento dei reati. «Siamo sommersi dall'ordinaro. Altro che fare nuove indagini» confessa Salomone. L'allarme è fondato. E Brescia non è l'unica procura a soffrire. tessa sorte per la procura di Pavia: tutti e tre i posti di sostituto da coprire sono rimasti senza richieste. E così è capitato a Bergamo e Lodi (2 per ogni ufficio le poltrone bandite e rimaste vuote), Mantova, Modena, Sondrio, Vigevano, Ravenna, solo per citarne alcune. Gli ultimi dati relativi ai trasferimenti delle toghe parlano chiaro: ben 90 posti negli uffici di procura sono rimasti scoperti, in massima parte per mancanza di aspiranti (72) e in minima (18) perché si è candidato chi non aveva i titoli. Una realtà che preoccupa perché non riguarda solo le tradizionali sedi di frontiera del Sud, da sempre poco ambite, come Gela, Nicosia, Vibo Valentia; ma per la prima volta , coinvolge procure del Nord finora ritenute più che appetibili. A Brescia per nove posti messi a concorso, non è stata presentata alcuna domanda. «È un lavoro che non alletta i bresciani. Manca la gente del posto», allarga le braccia Salamone. «Abbiamo 20mila procedimenti da assegnare - ci dice mentre ci mostra le sedie colme di faldoni dell'anticamera dei giudici- e già ogni pm ne ha 5mila da smaltire».
IL MOTIVO DELLA FUGA - «In una prospettiva di separazione delle carriere e di un'azione penale discrezionale, evidentemente quella del pm non è più una funzione ambita. I magistrati chiedono chiarezza. E poi il divieto di mandare gli uditori nelle procure, apre dei problemi nella maggior parte degli uffici requirenti di tutto il territorio nazionale. Di questo ne sono certo». Il giudice Salomone lancia il suo grido d'allarme anche a ministero di via Arenula:«Al ministro Alfano chiederei solo questo: abrogare il rigo col il divieto di mandare gli uditori nelle procure. Altrimenti qui tra poco restiamo in tre».
Nino Luca
