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Traffico droga, proventi riciclati in case e negozi

Riciclaggio di denaro provento di attività illecite. Questa l'ipotesi di accusa che i carabinieri contestano a una sanremese di 23 anni, F.B., nell'ambito dell'inchiesta che venerdì notte ha portato all'arresto del "ras" del mercato dell'eroina, Mohamed Tawaf detto Ronnye, e al sequestro di un chilo e mezzo di droga con un grado di purezza superiore all'80 per cento...

Nel corso del blitz sono finiti in manette anche due italiani, che ricoprivano il ruolo di corrieri: Maurizio Lo Bello e Filippo Maccario, di 36 e 37 anni, rispettivamente di San Biagio della Cima e Ventimiglia. Sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori, una parte considerevole degli introiti legati al traffico e allo spaccio sarebbe stata investita in iniziative commerciali e imprenditoriali non solo in Marocco, paese d'origine di Tawaf, ma anche a Sanremo.

Nel corso di una serie di perquisizioni - una delle quali effettuata nell'abitazione della giovane, in via Borea - sarebbero stati rinvenuti documenti bancari che confermerebbero consistenti movimenti di denaro. Si parla di numerosi assegni di importo superiore ai diecimila euro e di ricevute di bonifici a favore di soggetti che operano nel settore immobiliare. I carabinieri non confermano i dettagli dell'indagine, ma sembra di capire che dietro al traffico di droga possa celarsi una realtà molto preoccupante che si sarebbe già ritagliata un ruolo, al momento ancora marginale, nel tessuto economico cittadino. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il marocchino fosse o meno il terminale di un'organizzazione di più ampie dimensioni in grado di operare sul fronte del riciclaggio. La misura del giro d'affari è data dai proventi garantiti dal traffico e dall'attività di spaccio. Se la stima dei carabinieri è esatta, il marocchino acquistava oltre un chilo di eroina alla settimana, che una volta tagliata significa quasi 1.800 dosi al giorno. In altre parole, qualcosa come 36 mila euro al giorno, in proiezione 11 milioni di euro all'anno. Cifre da capogiro, che viene difficile legare a una giovane di appena 23 anni.

E infatti i carabinieri ritengono che la ragazza sia stata scelta proprio perchè insospettabile custode di documenti scottanti. Documenti che da alcuni giorni sono oggetto di una serie di accertamenti incrociati volti a individuare le operazioni commerciali che avrebbero visto come protagonista il gruppo che pilotava Tawaf. L'impressione è che potremmo essere alla vigilia di un terremoto giudiziario destinato a coinvolgere diversi soggetti. Pare infatti che oltre alla giovane sanremese, l'inchiesta chiami in causa almeno altri tre indagati, tutti di Sanremo. Al setaccio anche le volture di alcuni esercizi commerciali. Anche in questo caso i carabinieri tacciono, anzi negano. Ma le frequenti visite in alcuni istituti di credito non sono sfuggite. Così come le perquisizioni operate in due negozi.

Fabio Pin

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