Matrimoni truffa con ragazze dell'Est
Matrimoni concordati per ottenere la cittadinanza italiana? Ora la Procura avrebbe raccolto tutti gli elementi per fare luce su un fenomeno che a Sanremo ha assunto dimensioni da primato. Sarebbero infatti più di cinquanta le unioni sancite civilmente negli ultimi quattro anni tra anziani sanremesi e giovani ragazze dell'Est, che il giorno successivo alla cerimonia si sono puntualmente volatilizzate. Alle mogli è rimasto il passaporto della Repubblica, ai mariti sedotti e abbandonati un premio di qualche migliaio di euro...«In effetti il numero dei matrimoni civili con giovani straniere è cresciuto a dismisura», confermano all'Ufficio anagrafe, dove gli inquirenti hanno completato l'acquisizione dei documenti relativi al periodo compreso tra il 2005 e lo scorso giugno. «Noi, però - aggiungono - non siamo in grado di stabilire se si siano commesse o meno delle truffe. Prendiamo atto del fenomeno e ci mettiamo a completa disposizione di chi è deputato a fare luce sulla vicenda che, ripetiamo, negli ultimi tempi può destare qualche ragionevole sospetto... statistico». E la statistica dice che in questo lasso di tempo i matrimoni finiti sotto inchiesta rappresenterebbero il 12 per cento delle complessive 406 unioni civili elencate nei registri dell'Anagrafe.
Gli indagati per falso sarebbero già una ventina e almeno tre i sostituti procuratori che stanno conducendo gli accertamenti. Stando ad alcune indiscrezioni, i diversi fascicoli saranno accorpati in un unico procedimento, anche perchè il dubbio investigativo è che dietro ai matrimoni combinati possa celarsi una regia. Ovvero un gruppo di persone, probabilmente di origine romena o russa, in grado di pilotare e organizzare i matrimoni indicando alle aspiranti mogli i soggetti disponibili: generalmente, anziani rimasti vedovi e di modeste capacità economiche, settantenni che vivono con pensioni irrisorie e ai quali una somma "una tantum" di due-tremila euro non può che fare comodo.
In questa direzione, però, gli accertamenti si presentano molto complessi e di difficile attuazione. I contatti tra "futuri" coniugi avvengono tra i diretti interessati, senza che i mediatori escano allo scoperto. Per contro, appare impensabile, delegare i Comuni a verificare la veridicità delle unioni attraverso controlli domiciliari. Al limite, si potrebbe procedere a una verifica della residenza, ma nulla impedisce a una cittadina "italiana" di allontanarsi temporaneamente dal tetto coniugale per motivi personali o di lavoro: condotte che sono indicative del problema, ma che non costituiscono materia penalmente rilevante.
Sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche alcuni episodi dove le giovani mogli sono tornate a farsi vive per rivendicare la legittima, dopo avere avuto notizia dell'avvenuta dipartita dell'anziano marito. Si tratterebbe di vicende che riguardano pensionati che erano proprietari dell'alloggio dove vivevano. In assenza di disposizioni testamentarie, il codice civile stabilisce che almeno il 50 per cento dell'immobile spetti alla vedova: percentuale destinata ad aumentare se di mezzo non ci sono figli.
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