Scarpino, si ricostruisce la tragedia
Francesco Pinto, pubblico ministero del tribunale di Genova, non ha iscritto ancora nessuno nel registro degli indagati per l'incidente sul lavoro che ha provocato la morte di Nino Emiliano Cassola, l'operaio caduto in un pozzo di spazzatura nella discarica genovese di Scarpino...Prima di farlo, si deve stabilire con precisione chi avesse affidato a Cassola il lavoro che stava eseguendo al momento della tragedia; soprattutto, capire quale azienda, fra Amiu, Asja (la ditta che ricicla il biogas che viene estratto da Scarpino) e le varie ditte in subappalto attive a Scarpino, avesse la responsabilità di Cassola: l'Amiu aveva concesso ad Asja Ambiente Italia lo sfruttamento del biogas e l'Asja aveva affidato l'appalto per lo scavo dei pozzi affidato alla ditta campana D'Auria.
Ancora: scoprire con precisione che cosa prevedano i protocolli di sicurezza per il lavoro che Cassola stava svolgendo; se doveva essere imbragato o meno, cosa che probabilmente gli avrebbe salvato la vita. Per ricostruire tutto questo, i tecnici dell'Asl lavorano senza sosta.
Intanto, il Pm ha affidato al medico legale Andrea Gianelli Castiglione di eseguire l'autopsia sul corpo della vittima; l'esame è programmato per il pomeriggio.
