Maxi blitz dei Ros tra Usa, Italia, Guatemala e Messico
Grande slam dei Ros: Rapporto ndrangheta-narcos, 200 arresti tra Italia, Usa, Messico e Guatemala, 16 eseguiti nel reggino. Sequestrate 16 tonnellate di coca e 57 mln di dollari in contanti. Nel mirino la famiglia Schirripa...I carabinieri del Ros, in collaborazione con Dea e Fbi, hanno arrestato questa mattina oltre 200 persone, nell'ambito di una maxi-operazione condotta tra Stati Uniti, Italia, Messico e Guatemala, nei confronti di una struttura internazionale dedita al traffico di tonnellate di cocaina tra il Sud America, il Nord America e l'Europa. Tra gli indagati vi sono 16 affiliati alla cosca della 'ndrangheta Aquino-Coluccio, egemone nell'area di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), localizzati ed arrestati a New York e in Calabria. Gli investigatori hanno accertato loro collegamenti con narcotrafficanti del 'Cartello del Golfo', la struttura mafiosa messicana che controlla il traffico della cocaina colombiana verso gli Usa e l'Europa. Le indagini dei carabinieri, avviate nel marzo scorso e coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ha disposto i provvedimenti di fermo, hanno accertato i ''radicati rapporti" della 'ndrangheta negli Stati Uniti e in Canada, dove il 7 agosto scorso - a Toronto - venne arrestato Giuseppe Coluccio, inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi e già consegnato all'Italia. Inoltre, dopo i collegamenti della 'ndrangheta con i cartelli colombiani, il Ros ha ora individuato quelli con il Cartello del Golfo messicano, che ha un ruolo leader nel narcotraffico internazionale ''grazie ad un'imponente rete distributiva - dicono gli investigatori - e ad un vero e proprio esercito di paramilitari, responsabile di centinaia di omicidi di magistrati, poliziotti e semplici cittadini". Sul fronte italiano, le indagini hanno accertato le modalità di importazione e di riciclaggio del denaro e gli accordi tra le cosche per l'acquisto della droga. Il magistrato titolare del procedimento, Nicola Gratteri, accompagnato da un ufficiale del Ros e da un esperto della Dcsa (la Direzione centrale per i servizi antidroga) si trova negli Usa per coordinare l'intervento, mentre un magistrato statunitense e funzionari delle agenzie americane interessate stanno affiancando i carabinieri in Italia. I particolari dell'operazione verranno resi noti in due conferenze stampa, contemporanee, a Roma, presso la Procura nazionale antimafia e ad Atlanta, negli uffici federali.
Sequestrati 16 tonnellate di coca e 57 mln di dollari. Nel corso dell'indagine italo-americana che ha portato oggi all'arresto di oltre 200 persone accusate di narcotraffico internazionale, denominata "Solare", sono stati sequestrati complessivamente oltre 16 tonnellate di cocaina - a Panama, in Messico e altrove - e 57 milioni di dollari frutto del riciclaggio dei proventi del traffico di droga. Lo riferiscono fonti investigative. Il 'Cartello del Golfo' - la struttura mafiosa messicana che, tramite le sue 'proiezioni' newyorchesi, avrebbe rifornito esponenti della 'ndrangheta - e' ritenuto responsabile del traffico di circa 80 tonnellate di cocaina. Sul fronte italiano, da segnalare il sequestro - l'11 aprile scorso - di una campione di cocaina (3 chili e mezzo) interrata in un bosco di Gioiosa Jonica, parte di un quantitativo maggiore inviato dagli Usa, con aerei commerciali, a due degli indagati di cui è stato differito l'arresto. Il 22 maggio scorso, invece, le indagini del Ros hanno consentito di far intercettare in Olanda 44 chili di cocaina provenienti dal Venezuela e destinati agli Aquino-Coluccio di Marina di Gioiosa Jonica.
I 16 arrestati nel reggino. Sono 16 gli indagati nell'ambito del troncone italiano dell'indagine che oggi ha portato all'arresto di oltre 250 persone per un traffico internazionale di cocaina e per i quali la Dda di Reggio Calabria ha emesso un provvedimento di fermo. Si tratta di Luigi Albanese, 33 anni, di Locri (Reggio Calabria); Maria Teresa Argirò, 41, di Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria); Aldo Carmelo Bombardieri, 36, di Gioiosa Ionica; Christopher Antony Castellano, 48, nato negli Usa; Pietro Commisso, 44, di Siderno (Reggio Calabria); Ignacio Alberto Diaz, 40, nato nella Repubblica Dominicana; Javier Guerrero, 33, nato in Paraguay ma domiciliato a New York; Diego Lamanna, 29, di Polistena (Reggio Calabria); Stacey Theresa Minlionica Margolies, 46, nata negli Usa; Pasquale Pugliese, 32, di Siderno; Giuseppe Sansotta, 48, di Marina di Gioiosa Ionica. A questi si aggiungono cinque appartenenti alla famiglia Schirripa, tutti originari di Gioiosa Jonica e Locri: i coniugi Pasquale Schirripa e Teresa Roccisano, di 62 e 60 anni, e i figli Anna Maria, Giulio e Vincenzo, di 36, 37 e 42 anni, questi ultimi due fermati a New York, come Stacey Theresa Margolies, che è la compagna di Angelo, e gli altri cittadini stranieri.
Bunker in casa di uno dei fermati. Intercettazioni. Un bunker è stato scoperto oggi dai carabinieri a Siderno (Reggio Calabria) nell'abitazione di Pietro Commisso, fermato con l'accusa di estorsione nell'ambito dell'inchiesta sul narcotraffico internazionale di cocaina scoperto dai carabinieri del Ros. Commisso, definito negli atti come "esponente di vertice dell'omonima cosca", è stato tuttavia rintracciato fuori dalla sua abitazione. All'interno di questa, dietro ad una parete scorrevole occultata da una rastrelliera per bottiglie di vino, é stato trovato il bunker. Secondo l'accusa, Commisso, "sfruttando il suo 'nome'", avrebbe costretto Pasquale Pugliese, un altro degli indagati, a versargli 15.000 euro. Tutto ciò attraverso "larvate minacce" telefoniche, intercettate dal Ros.
COMMISSO: Se tu per caso qualche notte ti sei sognato che mi puoi fottere i soldi a me... Io solo questo voglio sapere. (...)
PUGLIESE: Se tu pensi questo... guarda... io ho una macchina sola (...) e vale più di 15.000 euro. Io vengo te la intesto e te la lascio, se pensi questo...
Sta di fatto, annotano gli investigatori, che le minacce di Commisso hanno convinto Pugliese a restituirgli immediatamente la somma, così come emerge da un'altra conversazione.
DONNA: pronto
PUGLIESE: Commisso
DONNA: si
PUGLIESE: sono Pugliese siccome devo venire per pagare un fattura volevo sapere se siete aperti fino alle sei...
DONNA: siamo aperti... siamo aperti...
PUGLIESE: ok... dieci minuti e arrivo... il signor Commisso c'é...
DONNA: si si c'è
PUGLIESE: arrivo subito.. salve signora
DONNA: va bene.
Intercettazione tra mamma e figlio: Una mamma confidente del figlio, com'é naturale, ma anche sua complice - con il resto della famiglia - nel traffico internazionale di droga scoperto dai carabinieri del Ros e dall'Fbi: Teresa Roccisano, secondo l'accusa, avrebbe avuto un ruolo di primo piano, fornendo "il proprio costante contributo alla stabilità ed operatività dell'associazione" per delinquere. Nel provvedimento di fermo il nome di Teresa Roccisano in Schirripa, sessantenne di Marina di Gioiosa Jonica, ricorre molte volte nelle intercettazioni con Angelo, uno dei figli, residente invece a New York. Angelo la chiama molte volte: cerca conforto (ha problemi di soldi e i creditori gli stanno addosso), chiede suggerimenti, e la donna assicura entrambi. Un giorno si lamenta con lei di essere pedinato.
Teresa: Si...
Giulio: Che fai?
Teresa: Ehi Giulio... sono qua...
Giulio: Sono venuto a prendere le lettere qua a casa...
Teresa: Si... e com'é?
Giulio: Lo stesso...
Teresa: Ah... girotondi...
Giulio: Si...
Teresa: Non si annoiano il giorno questi cani e cagnolini...
Giulio: Che vuoi fare...
Teresa: E ne hanno di tempo... o pace e bene dell'anima...
Giulio: Che vuoi che ti dica...
Un altro giorno Giulio si risente con la madre Teresa che gli chiede se "i cani vanno appresso alla cagna", riferendosi - dicono gli investigatori - ad eventuali servizi di sorveglianza da parte delle forze di polizia americane. Giulio si preoccupa anche dei creditori calabresi ma la madre lo rassicura, affermando che "loro capiranno che se non si lavora i soldi non glieli possono restituire", con riferimento - sempre secondo l'accusa - a mancate spedizioni di droga. Sempre Giulio Schirripa, insieme alla madre, lo scorso aprile sono stati filmati dai carabinieri nei pressi della loro abitazione di Marina di Gioiosa Jonica mentre il primo interrava una busta prelevata da un magazzino dentro un boschetto: dentro sono stati trovati quasi 3 chili e mezzo di cocaina, ma l'arresto dei due è stato differito per non intralciare l'indagine.
Agli atti c'é anche una telefonata tra Teresa e la sorella, convinta che i figli della prima fossero stati arrestati nel corso dell'operazione 'Old Bridge', compiuta congiuntamente dalla polizia italiana e statunitense lo scorso febbraio.
Teresa: Li hanno presi tutti... tutti... pare erano novanta, novanta... che nemmeno i cani, signore, cosa fanno...
Sorella: Mi sembrava che, visto che dicevi così, che c'erano i tuoi figli...
Teresa: No, no, ma lui... no, no... non è per...
La droga viaggiava per posta. Nel mirino la famiglia Schirripa. Partite di cocaina spedite mensilmente in Calabria attraverso corrieri - via aerea e marittima - o con il sistema delle spedizioni postali. E pagate tramite agenzie di money transfer. E' quanto hanno accertato i carabinieri del Ros nell'ambito dell'indagine 'Solare'. Secondo gli investigatori, in particolare, la cosca della 'ndrangheta Aquino-Coluccio curava i propri 'interessì da New York, nel quartiere di Corona, attraverso una componente affiliata, la famiglia calabrese Schirripa, "incaricata di assicurare le forniture di droga alle cosche jonico-reggine". In una prima fase sono stati verificati i collegamenti tra il gruppo Schirripa e quello di narcotrafficanti ecuadoregni capeggiati da Luis Calderon, detto 'Tio', arrestato il 30 aprile scorso a New York. Dopo l'arresto di Calderon, le cosche jonico-reggine - secondo le indagini del Ros - si sono associate ai narcotrafficanti Christopher Anthony Castellano e Ignacio Alberto Diaz, considerati 'proiezioni' newyorkesi del 'Cartello del Golfo' messicano, responsabile del traffico di decine di tonnellate di cocaina, metamfetamina e marijuana verso gli Usa e l'Europa (Italia, Spagna ed Olanda). Le indagini hanno anche documentato alcuni contrasti con Castellano e Diaz, superati grazie ad un accordo che impegnava le cosche della 'ndrangheta a rifornirsi in futuro esclusivamente dalla struttura messicana. La droga, secondo il Ros, veniva pagata periodicamente al gruppo Schirripa negli Usa dalle cosche coinvolte: per trasferire il denaro all'estero, queste utilizzavano prevalentemente il circuito della Western Union ed una ricevitoria di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) riconducibile proprio ad uno dei cognati di Antonio Coluccio, fratello di Giuseppe, il latitante arrestato il 7 agosto in Canada.
In Messico coinvolti i sanguinari "Los Zetas". Il ruolo "sempre più rilevante assunto dal Messico nelle nuove rotte della cocaina colombiana verso l'Europa" è stato evidenziato dall'indagine 'Solare', che ha portato oggi ad oltre 200 arresti in Italia e in America. L'azione di contrasto al traffico di droga proveniente dalla Colombia, infatti, ha costretto i cartelli fornitori a ricercare nuove aree per lo stoccaggio della pasta di coca destinata ai mercati statunitense ed europeo. Questa opportunità, spiegano gli investigatori del Ros, è stata trovata soprattutto in Messico, dove le organizzazioni di narcotrafficanti, e in particolare il 'Cartello del Golfo', sono risultate in grado di assicurare il necessario controllo del territorio anche attraverso l'impiego di sanguinari gruppi mercenari, come "Los Zetas", analogamente a quanto già accertato nella stessa Colombia, dove la produzione e la prima commercializzazione della droga continua ad avvenire sotto l'egida delle organizzazioni paramilitari Farc e Auc. Proprio alle Los Zetas le indagini hanno attribuito la responsabilità di feroci rappresaglie eseguite prevalentemente in Messico nei confronti di centinaia di potenziali testimoni, presunti informatori, esponenti locali della magistratura, poliziotti impegnati nelle indagini antidroga. Secondo gli investigatori, il Cartello messicano conta su una colossale rete distributiva della droga, composta da circa 1.400 affiliati.
PM Pignatone "Impressionano i rapporti tra ndrangheta e Narcos". ''Desta impressione il rapporto strettissimo tra personaggi della 'ndrangheta calabrese, e i grandi narcotrafficanti messicani e colombiani. E' la dimostrazione della pericolosità della 'ndrangheta, in grado di arrivare da piccoli paesi calabresi in tutto il mondo con estrema facilita'. Così il procuratore distrettuale antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone ha commentato i risultati dell'operazione 'Solare', durante un incontro con i giornalisti alla Procura nazionale antimafia, presenti anche rappresentanti della Dea (Drug enforcement administration) e della Direzione centrale per i servizi antidroga. Anche per il colonnello Mario Parente, vicecomandante del Ros dei carabinieri, si tratta di un'operazione complessa e di estrema importanza, con cifre da capogiro, tonnellate di cocaina e milioni di dollari sequestrati. Ma soprattutto "l'indagine - ha detto - conferma la centralità della 'ndrangheta nel panorama del narcotraffico internazionale. Un'operazione - ha aggiunto - resa possibile grazie alla strettissima collaborazione internazionale". I carabinieri del Ros in un anno e mezzo di indagini sono stati infatti affiancati dalle agenzie investigative statunitensi Fbi, Dea e Ice.
Procuratore Grasso "Confermata l'intuizione di Falcone". Un'operazione "importante che conferma l'intuizione di Giovanni Falcone che per primo aveva posto nella collaborazione con gli Usa un punto di partenza per colpire la criminalità organizzata". Così il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, commenta l'operazione congiunta tra Italia, Stati Uniti e Messico che ha smantellato una struttura dedita al traffico di tonnellate di droga. Secondo Grasso è dunque necessario collaborare in maniera "ancora più forte per combattere queste organizzazioni criminali: oggi - ha aggiunto - con gli Usa i rapporti sono buoni e faremo altre importanti operazioni insieme". Ed è anche indubbio, secondo il procuratore, che "c'é ancora tanto da fare sul territorio ed è chiaro che al tavolo di lavoro non devono sedere solo magistratura e polizia ma anche altre forze come la società civile". Sul piano normativo, ha aggiunto Grasso conversando con i cronisti, "abbiamo in Italia una legge antimafia valida e all'avanguardia rispetto a quella di altri paesi ma andrebbe modificato il sistema normativo per rendere tutto il processo penale più agile e adatto alla velocità con cui si muovono oggi le organizzazioni criminali". Un altro aspetto fondamentale che emerge da questa operazione, secondo il procuratore, è il "ruolo egemone assunto dal Messico nel grosso traffico internazionale di stupefacenti che ha di fatto sostituito il ruolo primario detenuto fino a questo momento dalla Colombia". In Messico le organizzazioni di narcotrafficanti, in particolare il Cartello del Golfo, sono risultate in grado di assicurare il necessario controllo del territorio anche attraverso l'impiego di sanguinari gruppi di mercenari come 'Los Zetas'. Il cartello messicano sarebbe in grado di contare su una colossale rete distributiva della droga composta da oltre 1.400 affiliati.
