Batini paga, la Procura blocca i sequestri
Prima la richiesta d'una fidejussione, quindi lo stop dell'azione dei pm, infine l'annuncio nel corso di un incontro sindacale: la Compagnia unica di Paride Batini pagherà il canone 2008 e la Procura blocca il sequestro dei suoi capannoni. È la svolta, giunta nelle ultime ore, su una delle questioni-simbolo nell'inchiesta sul porto di Genova: l'occupazione abusiva di due immobili all'interno dei quali sono custoditi i mezzi da lavoro dei camalli...Un passaggio fondamentale che certifica una prima "tregua" con i magistrati, da suggellare con poco meno di cinquantamila euro destinati all'Autorità portuale. A quel punto sarà sanata la situazione dell'anno in corso e se ne riparlerà nel 2009, per gli arretrati.
È il tassello che dà forma definita (ancorché temporanea) al mosaico da cui viene descritta oggi un'immagine meno conflittuale sul futuro dello scalo genovese. Già la settimana scorsa si erano registrati passaggi decisivi ed è necessario collegarli agli aggiornamenti di ieri, sanciti dalle dichiarazioni di Enrico Ascheri, sindacalista Filt-Cgil in distacco dalla Culmv, che nel corso d'una riunione nella sede dell'Autorità portuale ha definito «imminente» la chiusura della partita (il termine ufficiale è lunedì, ndr) dei capannoni.
Alla fine di agosto la Guardia di finanza aveva eseguito una serie di ricognizioni aeree - utilizzando pure un elicottero - per definire con precisione assoluta gli spazi su cui insistono i capannoni, certificando oltre ogni ragionevole dubbio la loro illegalità. È stato l'inizio della "fase tre" dell'indagine sul porto, dopo i piccoli sequestri agli "abusivi" scattati nel 2006 e il terremoto di febbraio che aveva portato in carcere l'ex presidente dell'Authority Giovanni Novi, per la spartizione del terminal Multipurpose. La stessa vicenda è costata una avviso di garanzia anche a Batini, con l'accusa di truffa, nel sospetto che Novi avesse trasferito al console un milione e 700 mila euro senza motivo.
Cristallizzate accuse e dettagli di quel troncone, i pubblici ministeri erano perciò passati al rush finale, sequestrando le aree per le quali non sono pagati affitti regolari e convocando in Procura vari imprenditori. All'inizio di settembre nel mirino è finita, definitivamente, viale Africa, con un doppio blitz delle Fiamme Gialle negli uffici dell'Autorità e in quelli della Compagnia per acquisire nuove carte e predisporre i sigilli (contestualmente era stato interrogato il nuovo segretario generale di palazzo San Giorgio Giambattista D'Aste, per le ultime delucidazioni).
Il passo successivo, compiuto tra la fine della settimana scorsa e l'inizio di questa, è stata la notifica alla Compagnia da parte dell'Authority della richiesta del canone. In parallelo proseguiva il confronto sull'organizzazione del lavoro.
Il risultato è stato un solido schema d'accordo, una specie di "road map" del porto di Genova finalizzata ad evitare tensioni e problemi di ordine pubblico. La Culmv, in buona sostanza, salda subito per la concessione fino al 31 dicembre 2008, e ci si riaggiorna nel 2009 per un "pregresso" decisamente più elevato (si parla di milioni di euro). È la cifra con cui si dovrebbe coprire l'ultimo quadriennio di concessioni - coincidente di fatto con la gestione Novi e finito sotto la lente della magistratura - che secondo la Compagnia sarebbe stato compensato da altre prestazioni di cui sono creditori i camalli.
Alla fine si andrà probabilmente al contenzioso, ma è un fatto che dopo un anno di tensioni (i portuali erano scesi in piazza come non accadeva da quindici anni per protestare contro l'ipotesi di sgombero dei depositi profilata da Merlo) i passi di Batini incidano indirettamente sul lavoro dei giudici. E con questo arriviamo alle notizie di ieri pomeriggio, con la conferma della fidejussione richiesta dalla Culmv a Carige e le indiscrezioni rimbalzate fino al palazzo di giustizia.
I sostituti procuratori Walter Cotugno, Enrico Zucca e l'aggiunto Morisani (il pool che coordina l'inchiesta sullo scalo del capoluogo ligure) hanno perciò fermato l'iter che avrebbe portato al sequestro, in attesa di capire quanto e come verrà pagato dalla Compagnia Unica. Nel pomeriggio, a palazzo San Giorgio, il sindacalista Ascheri insieme ai delegati Culmv ha confermato quello che in altri palazzi già si prevedeva: la fumata bianca. Almeno per ora.
Samuele Cafasso
Matteo Indice
