Genova, discarica bis
Il conto alla rovescia si può dire partito, e se da una parte è prematuro parlare di emergenza, i numeri non nascondono le criticità del problema e la necessità di decisioni politiche tanto importanti quanto impopolari. Le quattro province liguri e i rifiuti, il tempo a disposizione prima del collasso, le prospettive del sistema discariche...Tra Ventimiglia e Spezia si producono, annualmente, quasi un milione di tonnellate di immondizia, che in spazio occupato si traducono in 832 mila metri cubi. Nelle dodici discariche ancora attive c'è spazio, oggi come oggi, per ancora poco più di 2 milioni e trecentomila metri cubi. Il problema è sotto gli occhi di tutti i tecnici che si occupano del problema, ma le prospettive di ampliamento ci sono e vengono date come sicure. Anche se, come imposto dall'Unione europea, questa volta saranno vincolate a scelte precise.
Genova. Il Comune di Genova ha chiesto alla Regione, nel mese di luglio, un ampliamento senza precedenti della discarica "regina" di Scarpino, il più grande contenitore di rifiuti della regione. Il progetto, rimandato due anni fa, è quello di ampliare la capacità della "voragine" di sei milioni di metri cubi. Un ampliamento che consentirà di andare avanti per altri dieci anni e, forse, di accogliere i rifiuti che le altre tre province liguri non sono più in grado di gestire. La richiesta è vincolata alla necessità di comunicare, nei prossimi mesi, come il comune capoluogo intenda chiudere il ciclo. Se con un inceneritore, con un gassificatore, se con un altro sistema di smaltimento. Nell'attesa, il problema rimane e viene soltanto rimandato. «L'ampliamento non si estenderà al di fuori dell'attuale perimetro della discarica - assicura Paolo Momigliano, presidente della società dei rifiuti Amiu - ma a Genova non si può parlare di emergenza, sarebbe un errore: la nostra discarica e i suoi versanti rimodulati a seconda delle esigenze possono ospitare rifiuti ancora per dieci anni». Continua: «La normativa europea (la 152/2006 che a sua volta richiama il testo unico sull'ambiente, ndr) ci impone di superare il sistema discarica, ma per realizzare gli impianti che mancano serve tempo». E se un accreditato tecnico, il direttore del dipartimento Ambiente della Regione Liguria Gabriella Minervini, afferma che «Genova deve decidersi al più presto, non è possibile continuare a rimandare», sul piano politico il sindaco Marta Vincenzi assicura che non esistono problemi. «Su Scarpino e sull'impianto finale non ci sono ritardi - dice - La commissione incaricata di decidere sull'impianto finale più adatto alla nostra città presto deciderà, ritengo sarebbe una sconfitta se le procedure per realizzare quanto previsto non venissero varate prima della fine del mio mandato». Le piccole discariche di Busalla Birra, Uscio, Uscio Tribogna, Sestri Levante e Rezzoaglio manifestano una situazione a metà, l'ultima ha ancora un anno di autonomia, la prima con i volumi attuali in ingresso può arrivare oltre al 2015.
Imperia. A Imperia la situazione è tragica. Collette Ozzotto e Ponticelli sono date come esaurite, e per entrambe è previsto un ampliamento già presentato alla Regione: 180 mila metri cubi per la seconda, 140 mila per la prima, ma Collette è stata sospesa a tempo indeterminato a seguito della richiesta della locale procura di eseguire accertamenti su presunti illeciti. «La situazione è a livelli di emergenza, con ogni probabilità sarà necessario chiedere aiuto a Genova», dicono dagli uffici tecnici della Regione.
Savona. Nella provincia di Savona Vado Boscaccio dà ancora un'autonomia sufficiente a non disperare e se non altro a capire come progettare il futuro, mentre per la discarica di Magliolo Casei, a un passo dall'esaurimento, previsto per la fine di quest'anno, è già stata avviata la procedura di ampliamento per far spazio a ulteriori 100 mila metri cubi di spazzatura. Varazze Ramognina andrà avanti ancora per qualche anno, ma è evidente la necessità di aprire un altra discarica. In particolare, dopo l'approvazione del nuovo piano rifiuti, si sta valutando un'ipotesi di apertura in località Passeggi, tra Savona e Quiliano.
Spezia. L'estremo levante ligure non manifesta particolari problematiche, anche se Carro è già esaurita da tempo. Il terno al lotto è stato quello di stipulare un accordo con un impianto privato di trattamento del cdr. Discarica di servizio di questo impianto è quello di Bonassola, interessata da un ampliamento di 100 mila metri cubi in fase di realizzazione. L'altra discarica, Varese Ligure, andrà avanti così com'è per diverso tempo.
Franco Zunino, assessore regionale al Ciclo dei rifiuti, sostiene che la situazione sia sotto controllo, e invita ad allontanare gli allarmismi. «Gli ampliamenti previsti e la situazione che abbiamo di fronte non portano a dedurre che siamo vicini a fare a fare la fine di Napoli - assicura Zunino - certamente ci sono delle cose da fare, ma non stiamo a guardare e lavoriamo, monitorando ogni situazione e tentando di sbloccare le situazioni ferme da tempo». In realtà sembra che tutti, a ogni livello, attendano con ansia la decisione del Comune di Genova, il vero ago della bilancia tra le tre uniche variabili dell'emergenza, del collasso e della sopravvivenza.
Daniele Grillo
