Multe ai clienti di prostitute anche nel comune "rosso"
Ora non ci sono più dubbi: non ci si potrà fermare in auto neppure a chiedere un'informazione, senza la certezza di non essersi rivolti a una prostituta. Pena: una multa da 400 euro o il sequestro della vettura. A firmare il provvedimento valido in tutto il territorio comunale è Massimo Caleo, primo cittadino di Sarzana...Abbondantemente annunciata, l'ordinanza che scorre sulla falsariga di quelle di altre amministrazioni come Lavagna o Imperia, ha fatto rumore più di altre perché è stata adottata da un comune tradizionalmente rosso come Sarzana. Per fare un esempio, il sindaco di Genova Marta Vincenzi aveva lamentato nei giorni scorsi una disparità normativa tra un comune e l'altro e aveva spiegato di non avere intenzione di allinearsi ai suoi colleghi più intraprendenti nel rispondere ai nuovi poteri concessi ai sindaci dal pacchetto sicurezza del ministro Maroni, salvo poi vietare l'esercizio di qualunque attività che non sia quella di rimessaggio nei "bassi" del centro storico, tradizionale sede di incontri a pagamento.
LE REAZIONI.
«Era l'ora! Siamo entusiasti». Roberto Gerali esulta. Dal quartier generale della "Papa Giovanni XXXIII" l'appoggio per Massimo Caleo è totale. L'associazione fondata da Don Oreste Benzi che a Mulazzo ha il suo punto di riferimento per tutto lo Spezzino, promuove a pieni voti l'ordinanza. «Il nostro auspicio - prosegue il responsabile del programma antiprostituzione - è che venga seguito subito dalle altre amministrazioni locali. Colpire il cliente è l'unico mezzo per stroncare il racket dei mercanti del sesso. Sono loro che tengono in piedi questo castello spaventoso fatto di sevizie, violenza e sfruttamento». L'équipe di volontari della "Giovanni XXXIII" ogni fine settimana batte palmo a palmo le strade del sesso con l'obiettivo di strappare le ragazze dalla morsa del racket. «Sono tutte nigeriane e sempre più giovani - prosegue Gerali- Le maman (n.d.r. gestori di un racket tutto al femminile) sono aguzzine tremende. Le attirano nel nostro paese con la prospettiva di fare le badanti, le commesse o le operaie. Poi le sbattono sulla strada. Ci raccontano storie da brivido, clienti senza scrupoli che cercano rapporti con ragazzine ormai sempre più giovani, 12 o 13 anni».
Disco verde alla linea Caleo anche da Ameglia. Umberto Galazzo, sindaco, appoggia in pieno l'idea del vicino di casa e studia interventi simili. La sua zona, quella adiacente allo stabilimento Intermarine, con il buio diventa regno dei transessuali. «Valuterò bene gli effetti dell'ordinanza Caleo - dice Galazzo- e sono certo che saranno positivi. Faremo qualcosa di simile anche noi».
La striscia "rossa", regno di lucciole africane e trans della Val di Magra. Le arterie principali, una su tutte il vialone 25 Aprile, si perdono in dedali di stradine e viuzze spesso sconosciute ai più che rendono difficile tenere tutto sotto controllo, anche per semplici problemi di competenza amministrativa. «Nel 2006 ho fatto una precisa ordinanza stradale - prosegue Galazzo - vietando sosta e fermata in molti tratti del viale e nelle vie limitrofe. Unite alle ztl (zone a traffico limitato) con accesso consentito solo ai residenti hanno mitigato il problema. Lo testimoniano il grande numero di contravvenzioni elevate dai carabinieri in quell'epoca, un bel deterrente». Proprio nella zona Intermarinele stradine poco illuminate diventa ideale per consumare rapporto mercenari. «Più di una volta quelle strade si sono trasformate in trappole per automobilisti che non conoscono la zona - spiega Galazzo- Clienti e prostitute impantanati importunavano così i residenti di abitazioni della zona suonando i campanelli in piena notte. Non era più tollerabile».
Più tiepido Juri Mazzanti, sindaco di Santo Stefano Magra che dice: «Sono solidale con Sarzana, questo intervento serve per creare un clima giusto di rispetto della legalità ma rimangono delle perplessità. Gli effetti saranno limitati. Non è così che si elimina il racket della prostituzione, bisogna colpire duramente i taglieggiatori». E aggiunge. «Bisogna considerare che abbiamo mezzi e uomini limitati, questo rischia di azzoppare le nostre ordinanze. Per questo penso ad un piano più organico di intervento che si avvalga di mezzi tecnologici avanzati». Francesco Petrini sindaco di Ortonovo taglia corto. «Sul mio territorio il problema è quasi inesistente e non penso a interventi di questo tipo». Situazione sotto controllo anche alla Spezia. «Da noi il problema non è a livelli di guardia --dice Massimo Federici - Potremmo intervenire illuminando maggiormente zone della città come il quartiere Umbertino o il viale Amendola, ma non penso a nessuna ordinanza».
