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Righello fuori pericolo ieri l'ultima operazione

TOIRANO - Augusto Righello è stato operato ieri mattina dall'equipe medica del professore Mariano Bormioli nel reparto di chirurgia plastica per rimuovere l'ultimo proiettile rimasto conficcato nel ginocchio destro. Dopo l'agguato di mercoledì sera in via Braida, quella di ieri è stata una giornata «tranquilla» per il consulente amministrativo e finanziario, con un passato da amministratore delegato d'azienda e funzionario di banca. Secondo i medici dell'ospedale Santa Corona avrà bisogno di trenta giorni per riprendersi dai quattro colpi di revolver alle gambe e potrebbe uscire dall'ospedale entro la fine della settimana...

Se il nome degli attentatori (probabilmente giovani e dal fisico asciutto) è ancora avvolto nel mistero, la vita della vittima è trascorsa alla luce del sole fino alla sera dell'attentato, seppur con qualche ombra legata alla sfera professionale. La carriera del cinquantacinquenne si svolge fino agli anni novanta nel mondo delle banche, con ruoli dirigenziali nelle filiali di Savona e Imperia della Cassa di risparmio di Savona. Poco prima del nuovo millennio, la vita del bancario ha una svolta, con l'ingresso nei ranghi di Oliva 2000, la società specializzata nel commercio all'ingrosso di prodotti surgelati. Righello è amministratore delegato del colosso alimentare fino all'inizio del 2008, quando il rapporto di lavoro si chiude in modo burrascoso dopo quasi dieci anni. In seguito all'abbandono dell'azienda finalese, il cinquantacinquenne presta servizio come consulente per alcune imprese savonesi ed in particolare per una società di Cairo Montenotte.
Nel tempo libero, l'ex bancario è presidente per un biennio del Lions Club Doria a Loano negli anni ottanta e successivamente entra come volontario nella dirigenza della società pallavolistica San Pio X. Negli ultimi anni, Righello diminuisce le uscite pubbliche, probabilmente per le condizioni economiche diventate precarie della famiglia, composta dalla moglie Riccarda e dai figli Marco e Marzia. Il consulente è costretto a vendere una villa sulle alture di Boissano e a trasferirsi in un alloggio del centro storico toiranese per fare fronte ai creditori. Giovanni Righello, fratello del ferito, è invece responsabile ligure di un istituto creditizio emiliano.


INDAGINI TRA LE IPOTESI QUELLA DELL'USURA
Da un mozzicone si potrebbe risalire al Dna dei banditi

Una certezza e tante ipotesi, di cui una nettamente più concreta rispetto alle altre: un avvertimento per un debito non pagato. Le indagini sull'agguato intimidatorio ai danni di Augusto Righello partono da un unico punto fermo. La vittima prescelta dai due malviventi era sicuramente il consulente cinquantacinquenne.
I banditi, infatti, lo hanno atteso dove parcheggiava la sua Fiat Croma grigia tutte le sere, probabilmente dopo una serie di appostamenti. Partendo da questo presupposto, l'inchiesta dei carabinieri e del sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro si muove coi «piedi di piombo» in una gamma di piste legate all'attività professionale di Righello. Ieri mattina, i militari dell'Arma hanno prelevato alcuni mozziconi di sigaretta nella zona della sparatoria, compiuta con uno stile da malavita organizzata.
Gli investigatori sono al lavoro per chiarire le ragioni dell'allontanamento da Oliva 2000, che potrebbero nascondere il movente. I carabinieri rivolgono la stessa attenzione anche agli ultimi mesi di lavoro.
L'ex dirigente della Carisa potrebbe essere finito al centro di un'operazione finanziaria sbagliata, forse insieme a soci poco «raccomandabili», con conseguente buco economico. Gli inquirenti escludono invece l'eventualità di una vendetta legata alla vita sentimentale o privata della famiglia.
Da una prima ricostruzione della sparatoria, i carabinieri hanno verificato la "professionalità" con cui hanno agito i due colpevoli. La zona di Toirano è priva di telecamere, mentre il centro storico del paese ha fornito agli attentatori quattro possibili vie di fuga (verso Balestrino, Borghetto, Boissano e Bardineto), rendendo di fatto impossibile l'inseguimento delle pattuglie.
Tutti i particolari dell'agguato convergono comunque in un'unica direzione: un salto di qualità nell'uso della violenza, distante anni luce dalle «abitudini» della criminalità savonese. \


"Attentato in puro stile mafioso"

Polemiche sull'ordine pubblico a Toirano dopo la sparatoria di mercoledì sera. Attacca Antonella Tosi, consigliere di minoranza della Destra: «Toirano è poco illuminata, in particolar modo la zona dove si è verificato il fatto criminoso. Il paese nelle ore notturne è terra di nessuno, la zona attorno al cimitero ed in centro i parchi sono mal frequentati. Il sindaco Tabò non ha mai portato avanti il progetto sicurezza attraverso l'installazione delle telecamere ormai in dotazione di tutti i centri storici, ed in Consiglio comunale è stato bocciato dalla maggioranza l'idea di dotare i due vigili dell'utilizzo d'armi con la motivazione Toirano è la città della pace».
Termina: «Toirano non è più un piccolo paese, ha raggiunto quasi 2500 abitanti, al di la del ‘'caso'' Righello dove si è assistito, a mio parere ad un vero e proprio avvertimento in stile ‘'mafia'' viene data la residenza con molta facilità. Occorre maggior attenzione ai temi della qualità della vita e della vivibilità del territorio, qualificare l'azione della polizia locale e a toirano maggior cultura della sicurezza. Auspico che anche il sindaco con gli attuali poteri che ha a disposizione vada in questa direzione».
Replica il primo cittadino: «Credo sia davvero poco opportuno strumentalizzare a fini politici una disgrazia di tale portata e l'amministrazione comunale è vicina sia alla vittima che ai suoi familiari. L'episodio, tra l'altro, è avvenuto poco dopo le ore 20 in un momento in cui era ancora presente la luce del giorno, e proprio di fronte all'edificio comunale, che non mi risulta essere scarsamente illuminato. Risulta peraltro molto grave che un consigliere comunale alimenti nei cittadini, giocando con le loro paure e i loro timori, sentimenti di insicurezza trasformando un episodio assolutamente sporadico in una realtà diffusa e permanente in un contesto, quello di Toirano, che non è assolutamente quelle che viene dipinto da tali dichiarazioni».

ANGELO FRESIA

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