La sparatoria di Toirano «Chi è stato a spararmi?Non so neppure perché»
È STATO operato ma sta bene il consulente gambizzato a Toirano con quattro colpi di pistola. «Non so chi sono i killer e non ho nulla da nascondere», sono state le uniche parole pronunciate da lui e dalla moglie nella stanza del Santa Corona. Intanto, gli inquirenti non credono a uno scambio di persona e tantomeno a motivazioni familiari: si scava nel passato dell'uomo e soprattutto sulle attività amministrative (era legato a società operanti nel mercato del pesce) esercitate fino a poco tempo fa per tentare di risalire a un movente dell'agguato avvenuto nell'entroterra. La testimonianza drammatica della donna che lo ha soccorso in strada...PIETRA. «Non sono in grado di dire nulla sull'accaduto e tanto meno di fare la ben che minima ipotesi. I carabinieri stanno indagando e lascio a loro il compito di vederci chiaro in questa vicenda. Non riesco a fare ipotesi, neppure azzardate, su quanto è accaduto».
Così nella tarda mattinata di ieri, Augusto Righello ha commentato alla cronista il suo attentato. In quel momento il personale dell'ospedale Santa Corona lo stava preparando per l'operazione a cui è stato sottoposto subito dopo. I chirurghi gli hanno estratto il proiettile rimasto nel ginocchio. Nulla di particolarmente grave. Se la caverà con una prognosi di una ventina di giorni.
Ieri l'uomo, appariva evidentemente dolorante ed altrettanto preoccupato. Così come la moglie che ha rischiato di essere colpita dai killer e che ha assistito impotente alla scena.
Ancora choccata ed incredula la signora Riccarda non si è più staccata dal letto del marito. Una donna semplice e discreta che ha fatto intendere, più di una volta, di non volersi sbottonare troppo sulla questione. «Mio marito è un libero professionista ed è stato direttore di banca fino a 20 anni fa - ha sottolineato la signora, subito dopo averlo salutato, affettuosamente, nel corridoio del reparto prima dell'intervento chirurgico.
«Siamo una famiglia conosciuta a Loano e non solo - ha detto la signora - e naturalmente non abbiamo alcuna idea su chi possa aver commesso un atto così grave. Pertanto preferisco non fare ipotesi e lasciare ai carabinieri le indagini del ».
Non ha dubbi, la signora a negare di aver subito intimidazioni o minacce di qualsiasi tipo, ma il suo comportamento lascia intendere che, forse, qualche idea i coniugi Righello su quanto è accaduto ce l'hanno. Nonostante questo, non esita a sottolineare: «Siamo gente apposto, stimata, che non ha mai avuto problemi di alcun tipo», sottolinea prima di allontanarsi insieme al figlio Marco.
La famiglia Righello è infatti loanese e Augusto, dopo essersi licenziato dalla Carisa, dove lavorò sia ad Albenga che a Loano, diventò socio della ditta finalese Oliva 2000 di Finale Ligure da cui quest'anno è uscito. Ora collaborava per alcune imprese tra cui la "Dall'Ò e Accinelli" di Cairo Montenotte.
Eppure dal volto della signora Riccarda traspare, oltre ad una giustificata preoccupazione, anche un certa paura a parlare. Preferisce procedere a mezze frasi.
«Non siamo una famiglia a cui piace la pubblicità - aggiunge - e anche se sicuramente ci rendiamo conto della gravità di quanto accaduto e del fatto che non si verifichino spesso fatti del genere in zona, non vogliamo andare al di là di quanto inequivocabilmente è accaduto. Per il resto preferiamo non dire nulla. Noi sappiamo comunque di non avere niente di cui vergognarci».
Righello è uscito dalla sala operatoria dopo circa 2 ore e mezza e l'intervento ha avuto un esito assolutamente positivo.
«E' stato estratto il proiettile che si trovava nel ginocchio sinistro del paziente - spiega il primario di Chirurgia plastica Mariano Bormioli -. Comunque non sono rimasti lesionati vasi e nervi, per cui non ci sono state particolari complicazioni».
Il paziente pertanto potrà seguire un decorso post operatorio normale e a breve tornare a casa. Nei prossimi giorni sarà interrogato dai carabinieri che sino a ieri si sono limitati a chiedergli solo alcune informazioni.
la testimonianza
Era a terra e sanguinava: ho cercato di tamponare le ferite»
«ABBIAMO sentito quattro spari nel silenzio, poi una donna gridare "hanno sparato a mio marito". Siamo scesi in strada e lui era per terra, e da una gamba perdeva molto sangue».
Il racconto è di Anna Ferrara, caposala dell'ospedale Santa Corona, che ha prestato i primi soccorsi a Augusto Righello.
«Non mi sono neppure accorta che fosse lui - racconta la donna -. Me ne sono resa conto quando tutto era finito, lui era già sull'ambulanza e qualcuno mi ha spiegato che abitava in quella casa, così ho capito chi fosse».
Un'esperienza dura anche per chi è abituato a lavorare tra bende e ferite.
«Non pensavamo che potesse succedere una cosa del genere in un posto tranquillo come questo. Avevamo finito di mangiare e c'era silenzio. Quei quattro spari hanno fatto tremare tutti. Abbiamo capito subito che era successo qualcosa, perché non c'era dubbio che fossero colpi di pistola e perché era chiaro che arrivassero da molto vicino. Poi le grida della moglie lo hanno confermato».
E la strada si è riempita di gente. Qualcuno voleva rendersi utile, altri solo curiosare.
«Ho anche dovuto allontanare qualcuno, perché c'era buio, l'unica luce era quella del faro ma la gente la copriva. Con un'amica che mi ha dato una mano ho cercato di tamponare le ferite con delle bende. Ho visto chiaramente i quattro fori di ingresso delle pallottole, e uno dei quattro sanguinava copiosamente».
Al momento dello sparo la strada era deserta, ma molti degli abitanti della zona scesi in strada per cercare di capire cosa stesse succedendo hanno potuto vedere gli aggressori fuggire. «Li ho visti scappare in moto. Sono passati davanti al Comune e si sono allontanati verso monte. Avevano i caschi, mi sembra, ma dall'agilità credo che dovessero essere giovani».
La famiglia Righello non era particolarmente conosciuta in paese.
«Abitavano qui dallo scorso inverno - raccontano alcune persone riunite in un vicino bar - ma non si può dire che li conoscessimo. Li incontravamo e ci salutavamo, ma non si andava oltre. Quella è l'ora in cui un po' tutti portiamo i cani a fare una passeggiata, ma in quel momento in strada c'erano solo loro. Forse gli aggressori hanno aspettato proprio il momento in cui non ci fosse nessuno che potesse vedere».
«Quando io ero sindaco non abitavano qui - conferma Marco Bertolotto, oggi presidente della Provincia -. So che si sono trasferiti da poco in una casa proprio davanti al Comune. Certo che quando succedono certe cose in un paese come questo si rimane sconcertati».
il profilo
Società e affari nel mondo ittico
TRE SOCIETÀ specializzate nel trattamento e nella commercializzazione di prodotti ittici nella riviera di Ponente: "Oliva 2000", "Tuttofreddo" e "PagliottoPesca. Le prime due con sede a Finale, la terza a Loano. Un piccolo impero commerciale che Augusto Righello in questi anni ha gestito e contribuito a consolidare.
Insieme a lui altri tre soci: Mauro Palazzini, Maurizio Cerati e Valerio Lardo. In tutto una trentina di dipendenti e interessi estesi anche nel ramo della ristorazione all'ingrosso, delle derrate alimentari e del catering.
E su queste tre attività che il consulente raggiunto l'altra sera da quattro proiettili alle gambe ha costruito gran parte del suo bagaglio professionale e della fortuna economica. Un discreto conto in banca e un paio di proprietà immobiliari.
Sicuramente meglio di quando lasciò la Carisa dove comunque aveva raggiunto il grado di direttore di filiale.
Ma da questa estate Augusto Righello aveva iniziato una nuova attività concentrandosi soprattutto sulle consulenze del lavoro e iniziando anche una collaborazione con la ditta Dall'O' e Accinelli, sede a Cairo, una delle più importanti in provincia in materia di lavori stradali ed edili.
Nel frattempo la separazione dai soci del gruppo Oliva 2000. Un addio conflittuale e ratificato davanti al notaio solo al termine di una lunga, polemica e difficile transazione.
All'origine della fuoriuscita di Righello vi sarebbero alcuni dissidi legati alla gestione di almeno una delle tre società nei cui bilanci è spuntato un buco di diversi milioni di euro.
E su questo particolare si sono rivolte le attenzioni degli inquirenti che hanno acquisito informazioni sulla solidità patrimoniale del ferito.
Tirano - Inchiesta
IL RECENTE PASSATO finanziario di Augusto Righello sotto il microscopio degli investigatori, alla ricerca del movente dell'aggressione intimidatoria avvenuta proprio davanti all'abitazione dell'ex dirigente bancario ed ora consulente aziendale e finanziario. Le indagini sono concentrate su possibili operazioni finanziarie non andate a buon fine, forse legate proprio alla sua attività di amministratore di alcune società del settore alimentare, oppure a quella di consulente finanziario.
Da diversi anni, infatti, Righello aveva lasciato la Cassa di Risparmio di Savona, banca di cui aveva diretto prima l'ufficio fidi savonese, poi la filiale di Imperia, per dedicarsi all'amministrazione ed alle consulenze per conto di diverse aziende, di alcune delle quali è stato anche socio.
Gli inquirenti sembrano escludere ipotesi di piste passionali o di dissapori personali con qualcuno, così come quelle di ipotetici regolamenti di conti, visto che non solo Righello risulta assolutamente incensurato, ma anche i controlli effettuati sulla sua famiglia, sulle aziende di cui è stato socio o amministratore, e sul suo entourage personale e lavorativo hanno dato gli stessi esiti, cioè nessuna zona d'ombra, almeno sotto il profilo della legalità.
Intanto dalle prime confidenze fatte dallo stesso Righello e dal racconto dei primi soccorritori arrivati sul posto, i carabinieri stanno ricostruendo l'esatto andamento dei fatti, e quello che ne emerge è un quadro che pare confermare in pieno l'ipotesi di un "avvertimento" da parte di qualcuno che evidentemente vanta, o ritiene di vantare, qualche credito o comunque qualche conto in sospeso con il consulente.
I due aggressori avrebbero atteso Righello e la moglie a pochi metri dal portone della palazzina di fronte al Comune dove la coppia vive da qualche mese, con ogni probabilità dopo avere studiato e preparato l'aggressione nei minimi particolari attraverso appostamenti effettuati nelle settimane precedenti.
Alla vista della coppia i due aggressori avrebbero lasciato il loro nascondiglio e senza ovviamente mai togliere il casco dalla testa e si sarebbero fatti incontro alle vittime. Prima avrebbero puntato la pistola verso la moglie Riccarda, poi verso la tempia di Righello. «Questo è un avvertimento» gli avrebbero detto prima di spostare l'arma puntandola verso le gambe ed esplodere quattro colpi in rapida successione. Ai soccorritori l'uomo avrebbe confidato di avere temuto fortemente per la vita sua e della consorte.
Sul posto sono ritornati all'alba di ieri i carabinieri che hanno effettuato i rilievi scientifici ed hanno prelevato alcuni mozziconi di sigaretta dalla zona del selciato dove gli aggressori avevano lasciato lo scooter utilizzato per la fuga. Proprio da questi reperti gli inquirenti sperano di scovare qualche traccia di Dna o comunque elementi utili per risalire all'identità degli aggressori.
Un altro aspetto al vaglio degli investigatori è quello riguardante le recenti operazioni immobiliari compiute da Righello e famiglia. Recentemente la villa di Boissano (intestata alla figlia Marzia) è stata venduta, e la famiglia si è trasferita nel modesto alloggio occupato a Toirano.
I carabinieri stanno cercando di capire se vendita e trasloco siano da collegare a problemi finanziari, o se invece sia stata solo una questione di affari e Righello stia aspettando di poter prendere possesso di una nuova abitazione dotata di qualche comfort in più.
Nei prossimi giorni i carabinieri ascolteranno parenti, amici ed ex soci di Righello, ma la sensazione è che per farlo gli inquirenti vogliano attendere da un lato di avere raccolto tutto il materiale possibile sul posto e di avere un quadro più chiaro della situazione, dall'altro che Augusto e Riccarda Righello si riprendano dal trauma psicologico (e nel caso del consulente anche dalle ferite) e siano in grado di raccontare per filo e per segno i momenti dell'aggressione e di fornire qualche indicazione sulle vicende economiche, finanziarie e immobiliari in questo momento al vaglio degli investigatori.
Luca Rebagliati
