Toirano SV - Quattro spari dai killer gambizzato cinquantenne
Il ferito, consulente aziendale, è ricoverato al santa corona. Agguato a Toirano. L'uomo stava passeggiando con la moglie e il cane...
TOIRANO. Lo hanno atteso in via Braida, nei pressi del Comune, in una zona di lieve penombra. Vicino avevano parcheggiato uno scooter con cui poi sono fuggiti. Indossavano entrambi un casco in testa ma sul fatto che fossero relativamente giovani non dovrebbero esserci dubbi. Quando ieri sera alle 21.20 Augusto Righello, 54 anni, è uscito di casa con la moglie per far fare al cane il solito giro uno dei due malviventi ha aperto il fuoco come nelle peggiori sequenze di mafia. Ha sparato quattro volte. Per fortuna o per scelta ha colpito solo alle gambe, tre volte in una e la quarta nell'altra. Sembrerebbe lo sparo di chi vuole solo avvertire ma non uccidere. Sembrerebbe. Illesa invece la moglie che gli era al fianco e a quanto pare pure il cane. Poi i due sparatori sono fuggiti con lo scooter mentre l'urlo della donna ha fatto scoppiare l'inferno in paese.
Pochi secondi e il 55enne è stato soccorso dalla croce Rossa di Toirano e dal 118. Ha perso parecchio sangue ma mai conoscenza. Per miracolo i proiettili, di piccolo calibro, non hanno reciso nessuna arteria e questo lo ha salvato. Nel trasferimento al Santa Corona è rimasto vigile, per quanto sotto choc, mentre la moglie al telefonino tremava con i familiari: «È impossibile, è impossibile, dev'esserci stato un errore» ripeteva. In effetti vita e nome di Augusto Righello non giustificherebbero un'aggressione così brutale. Nella vita consulente aziendale (oggi, per un'azienda della Valbormida), socio del Lions di Loano, in passato dirigente del San Pio X di pallavolo. Due figli grandi: la femmina già sposata e un maschio. Un fratello, Giovanni, stimato e noto direttore di banca di Albenga e a sua volta socio del Lions ingauno come il nipote Mattia, lui responsabile dei giovani. Gente nota e per bene.
Una famiglia che ora improvvisamente s'interroga sul perché di un atto violentissimo e apparentemente inspiegabile. I carabinieri indagano senza escludere nessuna pista e fino a notte fonda hanno fatto accertamenti e rilievi su tutto ciò che è rimasto in strada.
A Toirano la famiglia di Augusto Righello vive da pochi anni in via Braida, proprio sopra la farmacia. Gente non ancora nota ai vicini ma ben accolta. «Uscivano col cane, persone apparentemente per bene, non sarà stato un errore?» chiede una vicina. Di sicuro i killer erano appostati ad aspettare qualcuno, dicono gli inquirenti. Ma sull'eventualità dell'errore c'è qualche dubbio. Magari la vittima con la sua attività di consulente potrebbe aver fatto irritare qualcuno che gli ha voluto mandare un messaggio. Se così fosse, lo stile è sicuramente inquietante.
Dario Freccero
Aggiornamento da Il Secolo XIX web
Gambizzato per i debiti quattro colpi senza silenziatore
Potrebbe essere stata utilizzata una pistola a tamburo - un revolver calibro 7.65 - per gambizzare nella notte a Toirano, il 54enne Augusto Righello, consulente finanziario; l'uomo è attualmente ricoverato all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dopo è stato operato poco dopo le 13.
Questa è una delle ipotesi investigative attualmente al vaglio dei carabinieri di Albenga, che ritengono come fosse proprio Righello il bersaglio dell'agguato e non vi sia stato alcuno scambio di persona, come supposto inizialmente. Il malvivente che ha esploso i quattro colpi in rapida successione non ha usato il silenziatore e in zona i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Albenga non hanno trovato alcun bossolo. Da qui l'ipotesi che sia stata utilizzata una pistola a tamburo.
Righello, che guarirà in un mese, è già stato ascoltato dagli inquirenti, che nell'inchiesta sono coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica, Giovanni Battista Ferro. Per chiarire i motivi dell'agguato si scava nell'attività svolta da Righello, incensurato e quindi sconosciuto alle forze dell'ordine. Sia agli inquirenti sia al cronista del Secolo XIX, Righello ha detto di non avere idea di chi possa avergli sparato; prima di darsi alla libera professione, l'uomo è stato dipendente di diverse banche e alcuni suoi vecchi colleghi sono già stati interrogati.
Una delle ipotesi è che l'uomo abbia contratto in passato una serie di debiti che poi non è più riuscito a onorare e che qualcuno abbia deciso di fargliela pagare.
La famiglia del consulente finanziario è molto conosciuta in zona: l'uomo è socio del Lions di Loano e in passato è stato anche dirigente del San Pio X, società di pallavolo di Loano; ha due figli, uno dei quali lo ha soccorso dopo la sparatoria avvenuta sotto casa; il fratello, Giovanni, è uno stimato e noto direttore di banca ad Albenga e a sua volta socio del Lions.
