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Celle Ligure - "giardino" Comune sotto tiro

NON SI PLACA la polemica a distanza tra la Casa della legalità e della cultura e il Comune di Celle. Dopo la decisione del Tar ligure di concedere la sospensiva al progetto per il centro con sala congressi per attività culturali e ricreative al posto dell'ex cinema Giardino e la risposta del sindaco Remo Zunino, l'associazione guidata da Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion e Enrico D'Agostino ha nuovamente attaccato la giunta cellese...
«La nuova costruzione nell'ex cinema Giardino è di 6.040 metri cubi edificati e non 4.115, a fronte di un volume edificato attuale di 673 metri cubi - scrivono i responsabili della Casa della legalità e della cultura -. Una nuova struttura pubblica non può essere realizzata come progetto privato». Inoltre l'associazione propone di optare per un'area pubblica senza aumenti di volumi, con una tensostruttura coperta. «Le commistioni con la Lci sono un fatto certo. (...) Il rapporto tra Lci e Gianpiero Fiorani è stato accertato dall'autorità giudiziaria di Milano». Accuse anche sulla deviazione del rio sotterraneo nei pressi dei box costruiti dalla Lci: «Ora il Comune deve procedere all'adeguamento dello scarico a mare con una spesa a carico del Comune, cioè dei cittadini, di circa 900mila euro».
Secca la replica del Comune: «Confermiamo i dati relativi al progetto - spiega l'assessore ai lavori pubblici, Caterina Mordeglia -. La struttura sarà di 4.115 metri cubi, 387 in meno rispetto all'attuale. Sono dati inconfutabili, non so perché cerchino di dare informazioni errate. Inoltre gli oneri di urbanizzazione sono un'altra cosa: il centro sarà costruito per il Comune ma a spese della Lci di Pesce (per un valore di un milione e 250mila euro, ndr) come previsto da un'apposita convenzione per la costruzione del complesso dei box presso la stazione ferroviaria. Che Pesce e Fiorani si conoscessero in quanto entrambi imprenditori è noto a tutti, lo ha tranquillamente affermato lo stesso Pesce, ma non è mica un reato. E poi cosa c'entra il Comune? Non facciamo favori a nessuno. Per quanto riguarda la deviazione del rio, cerchiamo di non confondere le cose: la Provincia autorizza gli interventi in adiacenza del sito in cui si costruisce, noi invece abbiamo chiesto un finanziamento per adeguare la parte terminale, dove c'è un problema di "imbuto" che va monitorato. Periodicamente facciamo la pulizia, ma abbiamo deciso di adeguare definitivamente il tratto terminale e abbiamo richiesto il finanziamento».
Giovanni Vaccaro

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