Lamezia - Il viale Aldo Moro devastato da una bomba del racket
La 'ndrangheta non va mai in ferie. Un attentato per piegare chi non vuole pagare? Sventrati due locali, danneggiati tre palazzi e decine di automobili...Piero Gaeta
Nel cuore della notte di ieri il racket ha fatto risentire la sua voce con un boato da paura, che ha scosso tutta la zona Sud della città.
Erano trascorse le tre da pochi minuti e una squadra di Vigili del fuoco stava spegnendo l'incendio (il solito, purtroppo!) dell'autovettura di un pensionato nel rione di Ciccarello. Dunque, sembrava una notte come tante altre notti reggine, calde e suggestive, e invece una fragorosa esplosione («di quelle che si sentono soltanto in territori devastati dalla guerra», assicura chi l'ha sentita) ha fatto tremare la città come mai era successo in precedenza.
Il boato dell'esplosione è stato udito a chilometri di distanza e ha svegliato persone anche a Sbarre centrali.
L'ordigno ad alto potenziale esplodente era stato piazzato dentro il bar "Dolce Sapore" - si trovava a pochi metri dal Comando della Polizia municipale ed era stato rinnovato di recente - e, secondo una prima ricostruzione dei fatti, pare che sia stato innescato dall'incendio che è stato appiccato con una tanica di liquido infiammabile.
Basta scorrere il bilancio dei danni per capire di che razza di esplosione si è trattato: sono stati letteralmente distrutti il bar "Dolce Sapore" e la pizzeria "Blu Sky", dieci automobili (due Smart, di cui una ribaltata dall'onda d'urto dell'esplosione, e poi una Fiat 600, una Lexus, una Ford Focus, una Ford Fiesta, un'Alfa 147, una Renault Megane, una Rover e una Fiat Panda). Inoltre sono stati danneggiati anche tre palazzi lungo la via Soccorso che incrocia con il viale Aldo Moro.
Sul luogo del pauroso attentato, non appena è scattato l'allarme, si sono recati i Vigili del fuoco in forze: undici uomini e quattro automezzi coordinati dall'ispettore Donato Costantino, i quali hanno impiegato quattro ore per domare l'incendio e mettere in sicurezza tutta la zona interessata dalla terribile esplosione.
Oltre ai coraggiosi vigili del fuoco, sul luogo dell'attentato sono giunte anche alcune ambulanze per prestare soccorso a eventuali persone ferite o sotto shock che, per fortuna e solo per fortuna, non ci sono state. Bastava, infatti, che un nottambulo transitasse con la sua automobile dal sempre trafficato viale Aldo Moro, perché l'attentato dinamitardo si trasformasse in una tragedia dalle dimensioni e conseguenze ancora più devastanti.
Ovviamente sul luogo dell'attentato sono giunti anche gli agenti delle "Volanti" della Polizia, che hanno effettuato il primo sopralluogo e hanno avviato le indagini per chiarire le modalità di quest'attentato, e le "gazzelle" dei Carabinieri. Inoltre, trattandosi di bomba, sono giunti anche gli artificieri per effettuare i rilievi specialistici.
L'attentato della notte scorsa è stato di una forza tale che non si ricorda in città a memoria d'uomo. Un segnale preoccupante, nel territorio che gli inquirenti indicano di influenza dei Labate, di una escalation criminale che non accenna a fermarsi e che rischia di fare ripiombare la città in un clima di paura che tanti ricordano e che nessuno rimpiange.
Urgono provvedimenti eccezionali e, perché no?, anche l'invio dei soldati dell'esercito con funzioni di ordine pubblico così come già ordinato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa per altre città italiane. La situazione in riva allo Stretto è ormai di una gravità eccezionale e merita risposte altrettanto eccezionali da parte dello Stato. Per la sicurezza di tutti i cittadini.
