Allarme: borsette cancerogene
Borse da donna al cromo. Dalla Cina delle Olimpiadi, via mare, arriva pure questo. Lo hanno scoperto, nel porto della Spezia, la guardia di Finanza e il servizio vigilanza antifrode della Dogana. 15.655 borse contenenti al loro interno pelle di maiale, lavorata e conciata con cromo, una sostanza cancerogena al contatto prolungato con la pelle. Un prodotto tossico, le borse sequestrate, che avevano già raggiunto il magazzino di un'azienda del Bresciano e che a breve sarebbero state immesse sul mercato nazionale. Per fortuna sono arrivati per tempo doganieri e finanzieri, che rappresentano il front line per arginare l'importazione di merci contraffatte e soprattutto pericolose per la nostra salute in arrivo dalla Cina...Proprio come nel caso delle quindicimila borse da donna sbarcate in porto all'interno di un container e destinate ad "avvelenare" la salute delle donne italiane. Il cromo, infatti, se non viene utilizzato con i dovuti accorgimenti può ossidarsi e subire una mutazione trasformandosi in cromo esavalente, una sostanza altamente nociva per la salute e che penetra nell'organismo al semplice contatto con la pelle. Come spiega qua a fianco il direttore dell'Arpal Franco Palmieri, l'insorgere del tumore può avvenire solo a seguito di una lunga esposizione, ma il solo contatto può provocare dermatiti o fenomeni allergici. Pertanto se qualcuno si trova in casa una borsa griffata - si fa per dire - Fantasia Blu Notte (il marchio non è neppure registrato) farebbe bene a gettarla subito nella spazzatura.
Negli uffici di Largo Fiorillo c'erano il comandante del Gruppo della Guardia di finanza Fulvio Marabotto e il capo area staff delle Dogane Roberto Fioribello, in sostituzione del titolare dell'ufficio Vito Capacchione, a spiegare i contenuti di un'operazione destinata a suscitare impressione nella collettività per i rischi che si corrono nell'acquisto di una semplice borsetta. «Tutto è cominciato nel maggio scorso con lo sbarco di un carico sospetto - racconta Fioribello, assieme agli altri dirigenti Elvio La Tassa e Francesco Pittaluga del corpo di polizia giudiziaria - allora decidemmo di far analizzare in laboratorio la pelle di maiale contenuta all'interno delle borse (l'esterno è in pvc ndr) e scoprimmo con stupore che la presenza di cromo, 31 milligrammi per chilo, era di oltre dieci volte superiore ai limiti massimi consentiti dalla legge».
A quel punto sono state intensificate le indagini da parte dei corpi di polizia giudiziaria di Dogana e Finanza che hanno scoperto che il carico posto sotto sequestro era destinato a un'azienda di Brescia. Dalla perquisizione effettuata nei magazzini della società lombarda sono saltate fuori altre duemila borsette che presentavano al loro interno pelle di maiale trattata con il cromo esavalente. Nel frattempo nel porto spezzino era giunto un altro carico, proveniente dalla stessa azienda produttrice cinese, il cui contenuto riguardava altre borse da donna altamente tossiche. E venne puntualmente sequestrato.
Ancora una volta a finire sotto accusa è il sistema di produzione cinese. «L'impiego del cromo è un modo sbrigativo per accorciare e risparmiare su tempi e costi di conciatura della pelle di maiale - ha spiegato il maggiore Marabotto, assieme al maresciallo Ricciardi -. Purtroppo in Oriente si produce con sistemi che in Italia si utilizzavano cinquant'anni fa. Poi da noi si è scoperto che certi prodotti avvelenavano la gente e sono stati banditi. In Oriente invece si trascurano spesso le più elementari norme di sicurezza e i suoi prodotti rischiano di finire nel nostro Paese. Per fortuna siamo riusciti a neutralizzare il carico grazie alla fattiva collaborazione tra noi, della Guardia di finanza e l'ufficio delle Dogane che negli ultimi anni siamo riusciti a mettere a segno assieme numerose operazioni contro il traffico di merci contraffatte e di prodotti realizzati con sostanze pericolose per la salute pubblica».
Naturalmente le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Claudia Merlino, sono tutt'altro che chiuse. Sono in corso infatti accertamenti per verificare le responsabilità dell'importatore e individuare ulteriori partite di merce contaminata in arrivo.
Paolo Ardito
