In catene contro il park
E' durata fino alle 15,30 la manifestazione di protesta di una cinquantina di persone - alcune incatenate - che hanno protestano davanti ai cancelli del parco di Villa Rosa, nel quartiere genovese di Pegli, per impedire la costruzione di un nuovo parcheggio interrato, i cui lavori sarebbero dovuti incominciare in mattinata. I lavori, in ogni caso, non hanno avuto inizio...Sul posto, oltre a carabinieri e polizia, anche alcuni vigili del fuoco, muniti di cesoie per recidere gli anelli delle catene.
Il parco di Villa Rosa ospita una scuola elementare e una materna e sono state proprio le maestre a dare vita a un comitato contro la costruzione del parcheggio, i cui lavori prevedono che si scavi 21 metri nel sottosuolo per realizzare quattro piani di box da rivendere a privati.
La loro battaglia legale è (quasi) persa: la scorsa settimana il consiglio di Stato non ha concesso la sospensiva che il Comune aveva indicato come vincolante per rinviare la firma dell'ordinanza che autorizza la società Elci, associata a Italpali e Raschellà nell'Ati (associazione temporanea d'impresa), a fare ingresso nel parco. Il lumicino della speranza, per le maestre, resta però acceso sino a dicembre, data dell'ultimo pronunciamento del consiglio di Stato su un ricorso che punta tutto su vizi procedurali, irregolarità dell'iter amministrativo e mancata chiarezza nella documentazione presentata e votata dal consiglio comunale anni addietro al momento dell'approvazione del sito. «Come, per esempio - spiega Rita Lavaggi, maestra e portavoce del comitato - il fatto che nel progetto non venisse menzionata la presenza di scuole materna ed elementare, ma si parlasse più genericamente di edifici pubblici».
Negli anni che hanno preceduto la recente sconfitta di chi si oppone al silo, la gente di Pegli si era messa in prima fila in difesa del plesso scolastico, dei giardini, della salute dei più piccoli, arrivando a dormire in tenda nei giardini la notte, per un anno intero. Un camper affittato d'inverno, nuovamente la canadese con l'arrivo della primavera: il presidio del territorio come unica forma di lotta, di resistenza. La bocciatura dello scorso giugno da parte del Tar non aveva scoraggiato mamme e maestre: «Non era stato fatto alcun serio approfondimento, il tribunale amministrativo aveva rigettato il nostro ricorso solo perché tardivamente depositato», spiegano. «Impossibile che anche il consiglio di Stato adduca la medesima motivazione. Staremo a vedere». Intanto, però, i lavori partiranno: l'impresa costruttrice ha tutte le carte in regola per cominciare, nonostante in Comune, negli ultimi mesi, si fossero formulate soluzioni alternative: tutte, peraltro, da verificare.
