La Cassazione con il Csm: respinto ricorso De Magistris, sarà trasferito
Per la suprema corte il ricorso del magistrato e' stato presentato in ritardo. Le Sezioni Unite hanno dato ragione al Consiglio superiore della magistratura...ROMA - La Cassazione conferma i provvedimenti di censura e trasferimento disposti dal Csm nei confronti del Pm di Catanzaro Luigi De Magistris ex titolare dell'inchiesta «Why not» che aveva visto coinvolto l'ex ministro della Giustizia Mastella. «Nella riunione del Comitato di Presidenza di oggi - rende noto il Csm- il Presidente della Suprema Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, ha prodotto copia della sentenza, ritualmente depositata in data 11 luglio 2008 presso la Cancelleria, con la quale Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dal dall'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris e dal Ministero della Giustizia contro la sentenza della Sezione disciplinare del Csm del 18 gennaio 2008 che aveva comminato la sanzione della censura e disposto il trasferimento di sede e di funzioni a carico del magistrato».
LE RAGIONI DEL PROVVEDIMENTO - Il ricorso presentato da De Magistris è stato presentato in ritardo. Ecco perchè le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza 19279 dell'11 luglio 2008, hanno respinto il reclamo del pm di Catanzaro.
DE MAGISTRIS - «Esco da questa vicenda a testa alta, anche se molto amareggiato. Le modalità con le quali si è svolto il processo disciplinare e l'esito di uno dei procedimenti presso la procura di Salerno, rendono comunque evidente a tutti come stanno le cose». De Magistris si dice comunque pronto a continuare la sua opera di magistrato. «Non farei una scelta diversa - dice - rispetto a quanto ho fatto finora. Vale la pena di impegnarsi per la legalità e la giustizia. Anche se ciò significa pagare un prezzo, la sera, alla fine della giornata, ci si può guardare allo specchio senza vergognarsi. Dedicherò i prossimi mesi - afferma ancora il magistrato - alla ricostruzione della verità su tutta la vicenda e alla fine, ne sono certo, tutto questo sarà per me soltanto un brutto ricordo e non si potrà, ad un certo punto, che procedere alla revisione di tale ingiusto processo disciplinare».
