Strasburgo boccia le impronte per i rom. Maroni: «Solo in casi limitati»
Il ministro dell'interno: «indignati per la decisione di strasburgo». Approvato dal Parlamento Ue il documento presentato da socialisti, liberali e sinistra che censura il governo...STRASBURGO - Il Parlamento europeo censura Roma e il governo italiano passa al contrattacco. La questione è quella dell'identificazione dei bambini rom attraverso le impronte digitali. A Strasburgo passa la risoluzione presentata dai gruppi del centrosinistra e liberaldemocratici che boccia le misure di emergenza nei campi nomadi italiani proposte dal ministro Maroni con 336 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti.
IL VIMINALE - Lo stesso Maroni e i suoi colleghi di governo Frattini e Ronchi insorgono e si dicono «indignati»: «Una parte del Parlamento europeo - attacca Maroni - sfrutta il sentimento di pietà nei confronti dei bambini e delle minoranze etniche per attaccare l'azione di un governo europeo che per la prima volta pone mano a questa situazione di degrado sociale e umano per affrontarla e risolverla nel modo giusto». Più tardi, il ministro dell'Interno prova a smorzare le polemiche e spiega: «Le impronte digitali per chi vive nei campi nomadi, anche minori, sono uno strumento che viene utilizzato solo in quei casi in cui non sia possibile una identificazione certa attraverso i documenti disponibili». La prima fase di attività, afferma il ministro, «ha fatto emergere un limitato uso di tale strumento e tutte le procedure vengono eseguite nel rispetto della persona ed in condizione di riservatezza». Inoltre, spiega Maroni, si sta parlando si «una risoluzione del Parlamento europeo, la Commissione europea la pensa diversamente ed è una risoluzione basata su falsità che noi contestiamo fondata su un pregiudizio politico. È una decisione politica della sinistra europea professionista dell'antirazzismo. Nulla hanno fatto in Italia per evitare le condizioni di degrado che noi ravvisiamo nei campi nomadi. La risoluzione che respingiamo in quanto offensiva, mistificatrice della realtà, non è fondata su dati veri. Prosegue il confronto con la Commissione europea con cui invece abbiamo un buon rapporto di collaborazione».
CAMPI ILLEGALI- Nel testo della risoluzione approvata a Strasburgo si esortano le autorità italiane «ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori, e dall'utilizzare le impronte digitali già raccolte in attesa dell'imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l'origine etnica».
L'assemblea ha anche approvato una proposta di modifica presentata dal gruppo di destra con la quale si fa riferimento alla risoluzione approvata dall'Europarlamento a gennaio e nella quale si sollecitano gli Stati Ue a risolvere il problema dei campi «illegali» dove non c'è igiene o standard di sicurezza e dove «un alto numero di bambini rom muore per incidenti domestici».
DUE RISOLUZIONI - A proposito delle impronte dei rom, erano state presentate due risoluzioni: quella della destra, che sostiene Palazzo Chigi, e quella presentata da socialisti, liberali e sinistra europea, che censura la misura come discriminatoria.
LE REAZIONI - L'approvazione del secondo testo provoca le reazioni dell'esecutivo. Maroni: «Siamo indignati per la risoluzione votata dal parlamento europeo». Frattini: «Il voto del Parlamento europeo non impedirà al governo di andare avanti. La Commissione Europea è l'unico organismo competente a valutare la legittimità del provvedimento». Ronchi: «Il governo italiano respinge con forza ed indignazione il voto del Parlamento europeo, si tratta di una delle pagine peggiori delle istituzioni europee».
