Liguria - La ndrangheta allarma la Riviera
L'inquietante serie di attentati che ha colpito anche la città dei fiori - ultimo l'incendio ai Bagni Sanremo - "infuoca" il dibattito sull'emergenza sicurezza in Consiglio comunale. Dove viene rilanciato un allarmante rapporto della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia: le famiglie della ‘ndrangheta calabrese, muovendosi da Ventimiglia, hanno messo radici nel tessuto economico del Ponente ligure, infiltrandosi «in veri e propri gruppi imrenditoriali-politico-affaristici», come confermano le indagini che negli ultimi anni «hanno coinvolto anche amministratori di località come Sanremo, Ospedaletti e Arma»...A citare il lavoro della Commissione che si è occupata della diffusione della "ndrangheta è stato il consigliere comunale di maggioranza Leandro Faraldi (Pd). «Quando parliamo di sicurezza - è il suo monito - non possiamo pensare soltanto ai "rom" o ai clandestini, dobbiamo guardare più in profondità e riflettere su quello che sta succedendo in Riviera. Questa provincia sta prendendo fuoco da Ventimiglia a Imperia, anche se so che altri consiglieri, come il senatore Boscetto, non condividono le mie preoccupazioni. Ma vogliamo sempre credere all'autocombustione o al vandalismo? Io dico che bisogna tenere la guardia alta e gli occhi aperti, rompendo pigrizie mentali e comodi silenzi».
Il rapporto parlamentare è del gennaio scorso, relatore l'on. Francesco Forgione, e si basa anche sulla relazione della Dna (Direzione nazionale antimafia) del dicembre 2007. Due pagine sono appunto dedicate alla Liguria e anche alla provincia di Imperia: indicano la presenza di cosche calabresi storiche (come i Romeo di Roghudi, i Nucera di Condofuri, i Rosmini di Reggio Calabria, i Mamone della piana di Gioia Tauro, i Mammoliti di Oppido Mamertina, i Raso-Gullace-Albanese di Cittanova, i Fameli collegati ai Piromalli). Famiglie (o, meglio, ‘ndrine) «tutte affermate nell'edilizia, negli appalti pubblici, nella ristorazione e, negli ultimi anni, nello smaltimento dei rifiuti...». E il timore, anzi il sospetto, è che dietro alcuni attentati ci sia l'obiettivo di infiltrarsi in altri settori economico-turistici, controllando o rilevando le attività commerciali.
Per Faraldi nell'azione di prevenzione e repressione delle forze dell'ordine «c'è anche un problema di dispiegamento sul territorio: in diverse cittadine, come ad esempio Ospedaletti, le stazioni dei carabinieri fanno ormai un orario d'ufficio, la sera in tutta la provincia ci sono una pattuglia della polizia e una dei carabinieri. E' più che mai necessario arrivare a una centrale unica delle emergenze, per dirottare più uomini sul territorio».
Dall'opposizione, il consigliere Alberto Moraglia (Forza Italia) condivide l'allarme: «Infiltrazioni mafiose? Credo che il problema esista, anche se la gente, e mi ci metto anche io, percepisce di più il problema del "barbone" per strada, dell'ambulante abusivo o del ladro che gli svaligia la casa». E Marco Lupi (Lega Nord) si chiede «perché il sindaco non ha attuato l'ordine del giorno approvato nel novembre scorso che prevedeva uno stanziamento di 500 mila euro per le politiche sulla sicurezza». Un invito a impegnarsi di più su questo fronte è arrivato anche da Gabriele Boscetto (Forza Italia), che ha ricordato come presto i sindaci «grazie al Governo avranno più poteri sull'ordine pubblico».
Per il consigliere di maggioranza Giancarlo Benza (Uniti per Sanremo) «la sinergia tra le forze dell'ordine non è ancora sufficiente, tanto che non sono gradite le pattuglie miste con i vigili urbani. A Ventimiglia sono spariti gli ambulanti clandestini e abusivi: per ottenere questo risultato sono stati usati sistemi ufficiali o "ufficiosi"? O ce li hanno mandati tutti qui? Sarebbe interessante saperlo...». Alla fine il Consiglio, su proposta di Fabrizio Rossi (lista Borea) ha approvato tre emendamenti al bilancio che destinano ulteriori risorse al potenziamento delle rete delle telecamere in città - in via di allestimento -, dell'illuminazione pubblica nelle zone a rischio e dell'attività della polizia municipale nel controllo del territorio. «Ma - rileva Rossi - se è vero che l'organico dei vigili è carente, dobbiamo anche dirci che il Corpo va riorganizzato: non è possibile continuare a destinare uomini a compiti da impiegato, come è avvenuto con l'apertura del nuovo ufficio al Palafiori; o che in una città turistica come Sanremo al sabato e alla domenica ci siano pochissimi agenti in strada».
Claudio Donzella
