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Caccia aperta ai pentiti, ucciso ex collaboratore

05.05.2008 - Il Secolo XIX
Pentiti sotto tiro in questi giorni. In Calabria come in Campania, camorra e n'drangheta sembrano aver aperto una vera e propria caccia ai collaboratori di giustizia. Dopo l'uccisione, la scorsa settimana, di Umberto Bidognetti, padre del pentito ed ex esponente di spicco del clan dei Casalesi, è venuto il turno di Antonino Gullì, ex pentito di "ndrangheta", ucciso ieri sera a Reggio Calabria, e collaboratore di giustizia in molte inchieste...

Non si tratterebbe di una vendetta per la sua collaborazione con la giustizia ma per contrasti avuti di recente con altri esponenti della criminalità, di cui la vittima era tornata a fare parte. Almeno secondo quanto ha riferito un investigatore in relazione al movente dell'omicidio dell'ex collaboratore di giustizia Antonino Gullì, ucciso ieri sera a Reggio Calabria.

Secondo la Polizia, che sta indagando sull'omicidio, Gullì, ex affiliato alla cosca Serraino, dopo la conclusione della sua collaborazione con la giustizia, nel 2002, era rimasto a Reggio Calabria non temendo alcuna vendetta per le sue dichiarazioni. E questo, a detta degli investigatori, a dimostrazione del suo spessore criminale. Gullì aveva aperto un'officina meccanica, ma in realtà avrebbe ripreso i contatti con gli ambienti della criminalità organizzata assumendo in questo senso un ruolo sempre più importante.

Droga ed estorsioni sarebbero state le attività criminali in cui Gullì si sarebbe attivato, riallacciando i rapporti con esponenti di alcune cosche. Un'attività che lo avrebbe esposto alla vendetta di altri esponenti della criminalità, suoi concorrenti nella gestione di specifiche attività criminali e che hanno deciso di passare all'azione ordinandone l'assassinio. «Se avessero voluto fargli pagare la sua collaborazione con la giustizia - ha aggiunto l'investigatore - lo avrebbero ucciso prima e, presumibilmente, con modalità più eclatanti per dare un segnale anche ad altri pentiti di "ndrangheta".


L'uomo, secondo quanto e' emerso dai primi accertamenti, e' stato ucciso con alcuni colpi di pistola. Sull'omicidio di Antonio Gulli' sta indagando la squadra mobile di Reggio Calabria sotto le direttive della Dda. Si sta accertando, in particolare, se l'ex collaboratore di giustizia sia stato assassinato in un agguato o da qualcuno con cui aveva un incontro. Gulli', prima di diventare collaboratore di giustizia era stato affiliato alla cosca Serraino di Reggio Calabria, uno dei gruppi storici della 'ndrangheta reggina.



04.05.2008 - Nuova Cosenza
Ucciso a Reggio un ex collaboratore di giustizia: per gli inquirenti è vendetta

Un ex collaboratore di giustizia, Antonio Gulli', 40 anni, e' stato ucciso a Reggio Calabria in circostanze sulle quali sta indagando la Polizia di Stato. Il cadavere di Gulli' e' stato trovato in una via del Rione Modena, nella periferia cittadina.

Per gli inquirenti è vendetta. Una vendetta per la sua collaborazione con la giustizia conclusasi nel 2002: e' questa l'ipotesi che viene seguita degli investigatori della polizia di stato che stanno indagando sull'omicidio di Antonio Gulli', l'ex collaboratore di giustizia ucciso stasera a Reggio Calabria. Gulli', ex affiliato alla cosca Serraino, nel periodo della sua collaborazione con la giustizia, aveva fatto una serie di dichiarazioni significative che avevano portato ad alcune operazioni ed arresti contro componenti di cosche della 'ndrangheta reggina. L'uomo, dopo avere collaborato per alcuni anni, nel 2002 aveva ritrattato le sue dichiarazioni ed era cosi' uscito dal programma di protezione. Negli ultimi anni Gulli' non avrebbe avuto contatti con la criminalita' organizzata, ne' avrebbe commesso reati. Era libero e non era sottoposto ad alcuna tutela da parte degli organi di polizia. Oltre a quella della vendetta, la polizia, riguardo il movente dell'omicidio di Gulli', non esclude altre ipotesi. Le indagini, dunque, non hanno ancora assunto una direzione precisa.

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