Incidente in porto, operaio muore al Sech
Sciopero: scalo bloccato per 48 oreIncidente mortale sul lavoro stanotte nel porto di Genova. Un operaio della Culmv, Fabrizio Cannonero, di 40 anni - residente in via Vittorini a Prà, padre di un figlio di 4 anni- è morto durante le operazioni di scarico della nave "Mol Renaissance" di una compagnia giapponese, ormeggiata al Terminal Sech di Calata Sanità.
I lavoratori del porto di Genova hanno proclamato 48 ore di sciopero. Analogamente è stato proclamato uno sciopero immediato in tutti i porti italiani.
L'incidente
L'incidente è avvenuto intorno alla 1.25. La nave era appena attraccata ed erano in corso le operazioni per scaricare il primo container. A quanto risulta, Fabrizio Cannonero, addetto al "rizzaggio" e "derizzaggio", si trovava sul ponte (non sopra i container) e stava maneggiando una "trappa" - una barra metallica con cui si sgancia la "rizza" che fissa il container sulla coperta della nave-, quando ha perso l'equilibrio ed è precipitato sulla banchina dopo un volo di 8 metri morendo sul colpo. La barra metallica con cui Fabrizio Cannonero stava lavorando non è stata ancora trovata. Si pensa che sia caduta in mare.
Non è chiaro ancora, ad ascoltare i commenti e le ipotesi fatte dai compagni di lavoro della vittima, come mai il portuale abbia perso l'equilibrio. Qualcuno ipotizza che la pesante barra di ferro possa essersi impigliata in un indumento, oppure che il peso dell'asta abbia provocato un movimento anomalo facendolo precipitare. Secondo la testimonianza del collega che gli lavorava a fianco e c he ha tentato disperatamente di afferrarlo prima che cadesse oltre la ringhiera l'incidente sarebbe avvenuto nel più assoluto silenzio. Fabrizio Cannonero sarebbe caduto senza emettere alcun grido.
Uno dei dirigenti della Compagnia cerca di spiegare aiutandosi con un disegno: «Il collega - spiega - era vicino al bordo della nave ai piedi di una pila di container, tra lui e il vuoto c'è una ringhiera mobile di protezione. Non sappiamo se l'abbia scavalcata o sia passato nello stretto spazio che resta tra la ringhiera e il container». Altri portuali con una certa esperienza nel lavoro di stoccaggio e scarico dei container, raccontano di ringhiere più o meno alte, più o meno efficaci: «Su alcune navi ti senti più sicuro - spiega uno di loro - Non conosco il caso specifico ma è possibile che quella ringhiera fosse magari un pò bassa».
«Siamo nel 2008 - afferma un altro portuale - ma molte cose non sono ancora all'altezza, ci sono navi su cui è più rischioso lavorare». Alcune decine di compagni di lavoro del morto presidiano da stamani l'ingresso della Prefettura dove è in corso un vertice tra le autorità locali e i rappresentanti dei lavoratori. Sono presenti anche i lavoratori delle Riparazioni Navali, dell'Ilva e dei Trasporti Ferroviari. «Purtroppo - dice ancora un portuale della Culmv - siamo di nuovo tutti qui per questo teatrino, noi manifestiamo, le autorità fanno i vertici, voi fate foto e interviste, ma alla fine di tutto non cambia niente. Qui c'è un altro collega morto, e una compagna che lo sta piangendo».
Quello di stanotte è il settimo incidente mortale avvenuto negli ultimi dodici anni nel porto di Genova. La sesta morte bianca direttamente legata all'esercizio di funzioni portuali era stata quella di Enrico Formenti, uno dei responsabili operativi del terminal Forest, schiacciato da una balla di cellulosa da due tonnellate caduta da una pila alta otto metri, il 13 aprile scorso.
LE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA
I lavoratori portuali sono scesi in corteo stamattina. Partiti dal varco di San Benigno, hanno attraversato la città e sono arrivati davanti alla Prefettura dove si sono incontrati con gli operai delle Riparazioni navali, in sciopero dalle 10 a mezzogiorno e partiti in corteo da piazza Cavour.
Il presidente dell'Autorità portuale di Genova Luigi Merlo ed il sindaco del capoluogo ligure Marta Vincenzi in mattinata hanno raggiunto Ponte Etiopia per parlare con i lavoratori. Poi li hanno seguiti in corteo. Alla fine della manifestazione Vincenzi e Merlo, intorno alle 12, si sono incontrati con il prefetto, Anna Maria Cancellieri.
A seguito dell'incidente mortale, i sindacati confederali hanno proclamato uno sciopero immediato in tutti i porti . «Proclamiamo uno sciopero immediato in tutti i porti italiani con modalità da definire localmente - è scritto nel comunicato diffuso da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - Esprimendo una ferma protesta per il susseguirsi di incidenti nei porti chiediamo che i decreti attuativi della legge 123 siano approvati con la massima urgenza. Come organizzazioni sindacali chiediamo inoltre un incontro urgente con i Ministeri del Lavoro, della Salute e dei Trasporti. Contestualmente esprimiamo profondo cordoglio alla famiglia della vittima».
[Abbiamo omesso le dichiarazioni di rito, politici e sindacalisti che parlano bene "dopo le morti" e poi rientrano a pieno ritmo nel sistema della commistione politico-affaristica]
