Rigettata l'istanza di revisione a Contrada
La prima Corte d'appello di Caltanissetta ha rigettato la richiesta di revisione della condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa inflitta a Bruno Contrada il 25 gennaio del 2006 dalla Corte d'appello di Palermo e confermata dalla Cassazione il 10 maggio del 2007....
La difesa ricorre in Cassazione
La difesa dell'ex funzionario del Sisde, rappresentata dallo studio legale Lipera di Catania, ha presentato ricorso avverso in Cassazione. Nel provvedimento i giudici di Caltanissetta, che la settimana scorsa avevano gia' rigettato una richiesta di sospensione della pena, ritengono "insussistente l'ipotizzata inconciliabilita"' tra la condanna a Contrada e le assoluzioni, per analoghi reati, di Giulio Andreotti e Corrado Carnevale che aveva sollevato la difesa.
Per la Corte d'appello, e' tutt'altro che provata la "completa, totale e generale non credibilita' dei collaboratori di giustizia nel procedimento a Contrada" ipotizzato dal ricorrente.
I giudici spiegano di "non ritenere idonea a superare il vaglio dell'ammissibilita"' la nuova documentazione presentata dalla difesa e di avere rigettato la richiesta di "nuove testimonianze perche' non sono idonee a svalutare l'ampio,
complesso e concordante quadro probatorio valorizzato dalla pronuncia della Corte d'appello di Palermo".
Contro l'ordinanza della Corte d'appello di Caltanissetta, depositata in cancelleria quattro giorni fa, lo studio legale Lipera ha gia' presentato ricorso in Cassazione. Secondo la difesa quella dei giudici nisseni, e' "un' ordinanza che non spiega, non esterna i percorsi logico-giuridici attraverso cui giunge alle proprie conclusioni, ma riporta delle verita' assolute e lapidarie". "In buona
sostanza - scrive l'avvocato Giuseppe Lipera nel ricorso - avremmo voluto sapere il perche' dell'inammissibilità... dell' istanza di revisione piuttosto che una riproposizione della sentenza di condanna emessa dalla Corte di appello di Palermo, ma forse era desiderare troppo".
