Campania, in manette consigliere regionale Pd
L'inchiesta 'Affitti d'oro' ha portato all'arresto di sei persone. L'accusa è di corruzione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ogni anno il Consiglio regionale della Campania versava 500 mila euro per l'affitto di locali mai usati...Locali affittati dal Consiglio regionale della Campania per ospitare alcuni uffici, per un totale di cinquecentomila euro all'anno, ma mai nemmeno inaugurati. Un "affare" che il consigliere regionale Roberto Conte aveva messo in atto realizzando una società con gli imprenditori Antonio e Carmine Buglione e anche grazie a Lucio Multari, ex dirigente del Consiglio regionale, licenziato nel 2006.
Per questo Conte e altre 5 persone sono finite agli arresti domiciliari, con l'accusa di corruzione. In manette, oltre a Conte, consigliere regionale e segretario dell'ufficio di presidenza, un passato nei Verdi, poi transitato nelle fila della Margherita e da qui al Pd tra i 'rutelliani coraggiosi', sono finiti gli imprenditori Antonio e Carmelo Buglione, titolari anche della ditta che ha in appalto i servizi di vigilanza per la sede del Consiglio; Lucio Multari, ex potente dirigente del settore Amministrazione, Contabilità e Gestione del personale del Consiglio licenziato nel 2006 per "giusta causa", che in questa vicenda ha avuto un'auto di grossa cilindrata; Giuseppe Ranieri, commercialista del napoletano nominato amministratore della csocietà costituita da Conte e dai Buglione, l'Europea Immobiliare srl; Emanuele Cameli, medico tarantino diventato però componente dello staff di Conte in Consiglio.
Politici, imprenditori, burocrati ma anche medici e casalinghe in un sistema che, in Campania, ruotava intorno alla corruzione. E' quanto emerso dall'inchiesta condotta dalla Procura di Napoli e dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza che ha condotto l'operazione "Affitti d'oro". Vantaggi economici per tutti gli attori della vicenda: per Conte, innanzitutto, in possesso anche di una scrittura privata, rinvenuta nel corso di una perquisizione nella sua abitazione, nella quale era stabilito l'esatto ammontare della sua partecipazione a "Europa Immobiliare", società che gestiva l'affitto dei locali.
A causa di analoghe vicende, Multari - che aveva ricevuto in compenso un'autovettura di grossa cilindrata, formalmente intestata a una delle società degli imprenditori - fu licenziato nel 2006. In quello stesso periodo vi fu anche un mutamento nella titolarità formale delle quote intestate: dalla casalinga prestanome passarono al medico (che opera a stretto contatto con il consigliere regionale) e poi alla moglie del dirigente.
Roberto Conte è stato sospeso dal Pd.
La segreteria regionale del Pd campano, "nel ribadire fiducia nell'operato della magistratura e rispetto della presunzione costituzionale d'innocenza per le persone indagate - si legge in una nota - ha deciso in via cautelare di sospendere dagli incarichi di partito il consigliere regionale Roberto Conte, in attesa che sia definita la vicenda giudiziaria".
