Sequestrato l'ospedale di Melito
Reggio Calabria, la struttura da tempo nel mirino dei Nas: "Condizioni di pericolo per utenti e lavoratori". Trenta giorni di tempo per spostare i degenti..."Gravi carenze igienico sanitarie"
Sequestrato l'ospedale di Melito
Pronto soccorso e dialisi i reparti in peggiori condizioni
di GIUSEPPE BALDESSARRO
REGGIO CALABRIA - "Roba da terzo mondo, con tutto il rispetto per il terzo mondo". L'ex prefetto di Roma Achille Serra aveva bollato così l'ospedale di Melito Porto Salvo dopo la visita del 30 ottobre scorso. Il presidente della Commissione straordinaria voluta dal Ministero della Salute, non aveva usato mezzi termini. E all'uscita dal Tiberio Evoli, aveva sparato a zero: "Ci sono situazioni che vanno ben oltre la mia più negativa previsione, situazioni veramente pesanti e tragiche". E non meno diretto era stato anche l'assessore regionale alla Sanità Vincenzo Spaziante: "Ho trovato una situazione indecorosa sia sul piano dello stato dell'ospedale che su quello dell'inerzia, perché nessuno ha fatto nulla da anni. Questa condizione non è nata ieri, per crearla ci sono voluti molti e molti anni".
Serra nell'occasione dell'ispezione si era portato dietro i Nas dei carabinieri, che avevano rilevato una serie grave di infrazioni sia dal punto di vista igienico-sanitario che strutturale. Ieri il sequestro dell'ospedale. Conseguenza di un rapporto che i carabinieri hanno presentato alla procura della Repubblica di Reggio Calabria. Condizioni vergognose, soprattutto guardando all'igiene. Tra le tante anomalie i Nas hanno segnalato, nel reparto dove avvengono le dialisi, che un contenitore con all'interno i ferri sanitari si trova a pochissima distanza dal sacchetto utilizzato per l'immondizia. Sempre nello stesso reparto, muffa sia dietro le apparecchiature che dietro i letti dei pazienti. E ancora sporcizia ovunque.
Strutture fatiscenti, muri scrostati, infiltrazioni d'acqua e umidità, pavimenti rovinati.
Neppure gli impianti se la passavano bene. Quello elettrico soprattutto è stato trovato fatiscente, inadeguato. Non a norma. Al punto da far dire ai magistrati che al Tiberio Evoli "non esistono le condizioni minime di sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori sanitari".
Non è neppure la prima volta che il nosocomio di Melito finisce nel mirino delle ispezioni. Tant'è che un'analoga visita delle forze dell'ordine l'aveva ricevuta lo scorso anno a seguito dell'emergenza scatenata dal caso di Federica Monteleone, la ragazzina morta per una scarica elettrica nella sala operatoria dello Jazzolino di Vibo Valentia. Già in quell'occasione doveva essere chiuso a causa delle numerose violazioni delle norme di sicurezza. Quaranta diversi "appunti", a seguito dei quali furono denunciati sette dirigenti dell'ex azienda sanitaria locale. Denunce e nulla più. Pochi giorni dopo Serra è tornato sull'argomento con ancora più vigore. Pensando alla visita ha ricordato: "Sono rimasto sconvolto. Ho visto una disorganizzazione e una disattenzione che è un insulto per chi soffre. Ho visto al pronto soccorso immondizia vicino alle provette, cestelli per la disinfestazione con due dita di ruggine. Nel reparto psichiatria ho visto cose che mi fanno pensare alla seconda guerra mondiale, nella sala mortuaria c'è poi l'indecenza assoluta". Aggiungendo "Si sapeva che sarei andato a fare ispezioni ma in alcuni casi se ne sono fregati, come a Melito Porto Salvo. Non mi arrendo di fronte a questo senso di impunità. Andrò a fondo per capire perché alcune cliniche private funzionano e certi ospedali non devono funzionare".
Ieri infine, alla notizia del sequestro ha plaudito all'azione della Procura: "Evidentemente non ho parlato a vuoto. Mi fa piacere che la magistratura abbia preso atto della situazione venutasi a creare. I reparti di pronto soccorso e dialisi dell'ospedale di Melito sono proprio quelle realtà sulle quali avevo messo l'accento".
Gli ha fatto eco anche l'assessore Spaziante per il quale "Quella dell'ospedale di Melito Porto Salvo è un'emergenza che non nasce oggi ma che oggi sia sta cercando di fronteggiare. La situazione delineata dai Nas con il provvedimento di cui apprendiamo ora è ben nota. E' un ospedale da chiudere e non siamo contrari. Ma abbiamo la responsabilità di non far crollare i livelli di assistenza sanitaria in quell'area".
