Partinico, la mafia uccide i figli di una vittima del clan Vitale
Alle porte di Palermo. Le vittime sono imprenditori edili. Ferito un loro dipendente.Ieri sera nel paese una manifestazione contro le minacce mafiose alla tv Tele Jato...
PALERMO - E' un agguato di stampo mafioso quello in cui sono state uccise due persone e una terza è rimasta ferita a Partinico, un paese a 30 chilometri da Palermo. Le vittime sono i figli di Salvatore Riina - omonimo del boss di Cosa Nostra - un imprenditore ucciso nel '98 e accusato di avere coperto la latitanza di alcuni mafiosi.
Anche i figli di Riina, Giancarlo e Giuseppe, di 33 e 29 anni, entrambi incensurati, erano titolari di una piccola impresa nel settore del movimento terra. L'agguato è scattato a pochi passi dalla piazza dove era stato assassinato il padre dai capi mafia della zona, i Vitale, con cui era entrato in contrasto per ragioni di controllo delle attività illecite del territorio.
Giuseppe e Giampaolo Riina sono stati uccisi poco dopo le sei di questa mattina davanti a un bar nel centro di Partinico. I due erano in compagnia di un loro dipendente, rimasto ferito nell'agguato, quando sono arrivati i killer che hanno iniziato a sparare. La terza persona è stata trasportata all'ospedale ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Le fasi del duplice omicidio dovrebbero essere state riprese dalla videocamera di sicurezza del bar di fronte al quale sono stati uccisi Giuseppe e Gianpaolo Riina. Le immagini registrate ora saranno esaminate dagli inquirenti. I sicari avrebbero utilizzato per la fuga una Fiat Punto, rubata a Palermo, poi trovata parzialmente bruciata in contrada Alba Chiara, alla periferia di Partinico.
Secondo gli inquirenti l'uccisione di Giuseppe e Giancarlo Riina sarebbe collegata alle manovre tra clan mafiosi contrapposti che cercano di colmare un vuoto di potere in un territorio che neppure i boss Lo Piccolo, a sentire i pentiti, riuscivano a tenere sotto controllo. La "fibrillazione" rilevata dagli investigatori negli ultimi mesi a Partinico dipenderebbe proprio da questa assenza di leadership nella zona.
In particolare, il duplice omicidio potrebbe essere legato allo scontro in atto tra un gruppo che farebbe capo al boss Domenico Raccuglia, capomafia di Altofonte, che oggi avrebbe il sostegno degli ex fedelissimi del boss Vito Vitale, e un clan rivale, un gruppo di "emergenti" che farebbe base a Borgetto (Pa) e che avrebbe deciso di approfittare della assenza di un capo riconosciuto per allargare il proprio controllo sul territorio. Dopo l'arresto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, avvenuto lo scorso 5 novembre, per il latitante Raccuglia, recentemente condannato a vent'anni di reclusione per un tentativo di omicidio, si sono aperti nuovi spazi egemonici nell'ambito delle famiglie mafiose, soprattutto in provincia.
Nel luglio scorso, a Partinico è stato assassinato l'imprenditore Giuseppe Lo Baido definito dagli inquirenti un fedelissimo di Raccuglia. Tre mesi dopo, in ottobre, a Borgetto, è stato ucciso il meccanico Antonino Giambrone, e anche quell'omicidio venne collegato indirettamente all'escalation del boss latitante di Altofonte.
Ieri a Partinico si era svolta una manifestazione di solidarietà nei confronti del responsabile dell'emittente televisiva Tele Jato, bersaglio di aggressioni e intimidazioni mafiose. All'iniziativa avevano partecipato il presidente dell'ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, e il segretario dell'Unci, Guido Columba.
