La Casa della Legalità - Onlus è un'associazione nazionale di volontariato, indipendente ed opera senza finanziamenti pubblici o sponsor

seguici e interagisci suFACEBOOK TWITTER  YOUTUBE

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.

Celle - Agli hotel trenta box della stazione

Remo Zunino, più che un Sindaco, un distributore di box. Ecco le news...



Agli hotel trenta box della stazione
celle , annuncio del sindaco
Costruttore a processo per frode fiscale: ecco le "confessioni" di due immobiliariste cellesi

TRENTA box per gli hotel che non hanno parcheggi. Il sindaco di Celle Remo Zunino benedice così, annunciando un provvedimento allo studio in queste ore, il lieto fine della ecomostro-story.
Ex ecomostro: perché non sarà mai bello, il maxipark costruito accanto alla stazione ferroviaria, malgrado il manto di marmo rosa e gli avveniristici accessi. E tuttavia gli scempi sono un'altra cosa, come possono testimoniare la vicina Arenzano o la più lontana Borghetto Santo Spirito. Le proteste e le polemiche hanno probabilmente impedito brutture più evidenti.
L'ex ecomostro soccorrerà gli alberghi di Celle, borgo delizioso ma quasi completamente sprovvisto di aree adatte a parcheggiare. Chi si muove più in treno, oggi, se sa di dover trascorrere una vacanza al mare anche di pochi giorni?
«Gli alberghi pagheranno qualcosa - gongola il sindaco - e avranno risolto un grosso problema. Potremmo dare cinque parcheggi a ciascuno di quelli centrali: abbiamo già scelto i box interni, che per motivi di sicurezza vogliamo controllare direttamente. Anche se a Celle non abbiamo mai registrato fattacci, è meglio se chi possiede le chiavi di una struttura del genere non è uno sconosciuto».
Sicurezza e business. Remo Zunino si dice soddisfatto anche perché da qualche settimana è arrivata l'agibilità, e a questo punto manca solo l'ok per l'ultimo piano della palazzina connessa.
«La vicenda sarà finita da un punto di vista giudiziario - spiega Paolo D'Anna, capo dell'opposizione in consiglio comunale - ma per me resta un'operazione improvvida. Celle avrebbe potuto avere una grande piazza, e magari un parcheggio a più piani ma interrato. Si è voluto privilegiare quello che resta comunque un manufatto molto brutto».
Dalle dimensioni più contenute, certo. La lunga battaglia degli ecologisti ha sortito effetti positivi.
Flashback. All'inizio degli anni 2000 anche Celle Ligure, come molte località della Liguria, aveva un piccolo scalo merci. Niente di speciale: un terrapieno con strada che saliva al piano ferrovia, in modo da poter spedire colli di un certa voluminosità.
Quando il costruttore Pietro Pesce presenta il progetto il paese si divide. Motivi di impatto ambientale e di opportunità - perché favorire un privato? - mettono il sindaco, giunta civica d'ispirazione sinistrorsa, in grandi difficoltà.
Lui si difende con i denti. Acquistare il terrapieno e fare un parcheggio in proprio non è possibile: troppo cari i mutui. In fondo la cittadina, 5400 abitanti, può contare su un bilancio comunale di appena 5 milioni di euro. «Praticamente le spese correnti - sospira Zunino - perché gli investimenti, con questi chiari di luna...».
Gli investimenti non ci sono. E Pesce presenta un progetto accattivante, accanto ai 240 box privati ce ne sono altri 150 pubblici. Mai stati a Celle durante il week-end? Parcheggiare è impossibile.
Certo: il costruttore si aggiudica il terrapieno con soli 3 miliardi e 400 milioni di vecchie lire, e la cifra suscita rimpianti. Tant'è. La collettività avrà anche un centro sociale e altri locali, per un valore che oggi Pietro Pesce quantifica «in non meno di 7 milioni di euro».
Pesce si dice soddisfatto perché la tormentata costruzione si è conclusa: contestazioni, denunce, il cantiere è stato persino sequestrato. «Ma oggi tutti possono vedere che non abbiamo fatto abusi. Forse ci eravamo un po' allargati con gli scavi, ma abbiamo patteggiato. E il risultato non è male: il muraglione era peggio prima».
Il muraglione di prima era fatto di pietre, e probabilmente si intonava meglio con l'ambiente. Anche la palazzina edificata accanto alla stazione, che starebbe bene altrove, non ha molte assonanze con l'architettura ligure. E tuttavia: in Liguria c'è di peggio.
Conclusa la costruzione e finita la vicenda giudiziaria, resta aperta un'altra brutta storia che rischia di provocare a Celle serie conseguenze. Lo stesso Pesce, il suo collaboratore Alberto Zavaglia e l'agente immobiliare Giuseppe Vallarino sono stati denunciati per reati fiscali. «La prima udienza del processo - conferma l'avvocato Romano Raimondo - ci sarà il 18 ottobre».
Tra le accuse c'è quella di aver accumulato una riserva di nero. Ecco la deposizione messa a verbale di Elisa Manzi, titolare di un'agenzia immobiliare a Celle e sorella del vicesindaco Michele Manzi: «Sono venuta a conoscenza che erano in vendita i box... Ho contattato Zavaglia per procedere anche io alla vendita. Non ricevendo risposta mi sono srivolta a mio fratello per sapere se ci fosse la possibilità di acquisire l'opzione di vendita. Mi ha detto di rivolgermi all'assessore all'urbanistica Giovanni Pastorino, affinché intercedesse con la ditta costruttrice...».
Elisa Manzi, che ieri si è rifiutata di parlare con Il Secolo XIX, ha anche acquistato un box, il numero 35: risulta infatti un versamento a suo nome pari a 9.381,50 euro. Data, maggio 2004.
Ancora Elisa Manzi: «Al momento del compromesso veniva richiesta la somma pari al 30% del valore in contanti, mentre i preliminari riportavano la cifra totale al netto di detto anticipo».
La circostanza è stata confermata anche da un'altra agente immobiliare, Margherita Barlo. Qualcuno era perplesso di fronte all'ipotesi di pagare in nero? I venditori, spiega la signora, accettavano di fornire «un documento a garanzia di un eventuale fallimento della società... Di fronte alle lamentele da me esposte Vallarino e Zavaglia hanno riferito che quella era la procedura prestabilita, e se non fosse stata gradita ai compratori avrebbero potuto tranquillamente rinunciare, considerata la lunga lista d'attesa».
In effetti: tutti venduti i 240 box. Ognuno a prezzi compresi tra i 50 e i 62 mila euro. Il processo potrebbe rivelare particolari estremamente interessanti. E allora la storia dell'ex ecomostro potrebbe non avere il lieto fine.
Paolo Crecchi


Stampa Email

Frammenti sulla Liguria

Frammenti su altre Regioni

Dossier & Speciali

I siti per le segnalazioni

Osservatorio Antimafia
www.osservatorioantimafia.org

Osservatorio Ambiente e Salute
www.osservatorioambientesalute.org

Osservatorio sulla
Pubblica Amministrazione
www.osservatoriopa.org

 

e presto online

sito in fase di allestimento