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Strage di Duisburg: polizia tedesca da la caccia a Giovanni Strangio

 

Strage di Duisburg: La polizia tedesca da la caccia a Giovanni Strangio. A San Luca continuano le ricerche delle persone sfuggite alla cattura. Le intercettazioni

31/08 Ha un volto e un nome uno degli autori della strage di Ferragosto a Duisburg. E' quello di Giovanni Strangio, di 28 anni, che secondo polizia e magistratura tedesca sarebbe uno degli organizzatori dell'agguato e che da oggi e' ufficialmente ricercato. La magistratura ha anche messo una ricompensa di 10 mila euro per chi fornira' notizie utili alla cattura degli autori. Strangio e' un cugino di Maria Strangio, la donna uccisa il giorno di Natale dello scorso anno a San Luca, nell'agguato che ha segnato una recrudescenza nella faida di San Luca tra le consorterie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari. L'obiettivo dei sicari era Giovanni Luca Nirta, marito della Strangio e considerato uno dei boss della cosca, che era stato scarcerato appena qualche giorno prima. La polizia tedesca ha messo nome e foto di Strangio sul proprio sito spiegando che ''nell'ambito delle ricerche condotte e dopo le perquisizioni delle scorse settimane i sospetti sul suo coinvolgimento si sono consolidati''. Il giovane e' originario di San Luca, ma risulta residente a a Kaarst, in Nordreno-Vestfalia. In Germania, pero', ci era tornato da poco. Fino a pochi mesi fa, infatti, era detenuto in un carcere italiano per essere stato arrestato in occasione dei funerali della cugina. In quella occasione, carabinieri e polizia si resero conto che la cosca aveva organizzato una sorta di servizio di vigilanza. Un sospetto che trovo' conferma quando fu intimato l'alt ad un'auto. Giovanni Strangio ne scese con una pistola in mano e fu fermato solo da un colpo di pistola sparato da un poliziotto che lo centro' ad un polpaccio. E mentre la polizia tedesca cerca uno degli autori della strage, in Calabria proseguono le ricerche delle 12 persone sfuggite ieri ai fermi operati da polizia e carabinieri. Si tratta, in prevalenza, di persone che erano gia' latitanti o che si erano rese irreperibili dopo l'agguato di Natale per sfuggire a vendette o ritorsioni. Anche oggi polizia e carabinieri sono stati a San Luca per setacciare il paese alla ricerca di eventuali altri bunker come quello dove ieri sono stati rintracciati tre ricercati. Un fenomeno, questo, non nuovo a San Luca, dove di rifugi ne sono stati scoperti diversi. Nel marzo scorso ne fu individuato uno sotto l'abitazione dei Vottari. Cio' provoco' l'allontanamento volontario di Sebastiano Vottari, che e' stato, secondo l'accusa, uno dei sicari del giorno di Natale. La sua fuga mise talmente in apprensione la fidanzata che quest'ultima, parlando a telefono con un'amica, rilevo' che Vottari aveva partecipato all'agguato e che una sua eventuale consegna avrebbe fatto terminare la faida. L'operazione ha fatto comunque attenuare l'apprensione, anche negli investigatori, per la festa della Madonna di Polsi di domenica, particolarmente sentita a San Luca. A far nascere il timore e' la consapevolezza che nella faida un elemento che si ripete e' quello della scelta delle date: tutti gli omicidi di rilievo sono stati commessi in occasione di festivita'. Cio' avviene, spiegano i magistrati della Dda reggina nel loro provvedimento perche' ''colpendo in queste occasioni le cosche ottengono il risultato di ricollegare, vita natural durante, giornate particolari, tradizionalmente dedicate a momenti piacevoli in compagnia di parenti ed amici, a ricordi luttuosi, cosi' perpetuando anche la sofferenza dei superstiti''.

Giovanni Strangio uno dei responsabili della strage. Giovanni Strangio, di 28 anni, secondo la polizia e la magistratura tedesca e' uno dei responsabili della strage di 'ndrangheta avvenuta a Ferragosto a Duisburg, in Germania e per questo e' da oggi ricercato. Nell'ambito delle indagini sull'eccidio di Ferragosto costato la vita a sei italiani di origine calabrese, la polizia ha diffuso, sul proprio sito, una foto segnaletica di Giovanni Strangio (28 anni), nato a Siderno (Calabria) e residente a Kaarst, in Nordreno-Vestfalia. 'Nell'ambito delle intense ricerche condotte dalla commissione istituita per chiarire gli omicidi e dopo le perquisizioni delle scorse settimane, tra altri luoghi anche a Kaarst - ha reso noto oggi un portavoce la polizia ha Duisburg - i sospetti sul coinvolgimento nel fatto si sono consolidati su Giovanni Strangio''. "Strangio e' alto 174 cm , ha una figura slanciata, capelli scuri e occhi blu - ha reso noto il portavoce - In questo contesto viene cercata anche l'automobile da lui affittata, una Renault Clio, con targa tedesca HH BM 7070. Giovanni Strangio e' imparentato con Maria Strangio, uccisa a San Luca il 25 dicembre del 2006 e con il figlio di cinque anni rimasto ferito dell'attentato. Gia' in concomitanza con il funerale di Maria Strangio la polizia italiana aveva arrestato Giovanni Strangio, trovato in possesso di un'arma da fuoco. Per questo motivo e' rimasto in carcere in Italia fino a meta' del 2007. Sulla base delle indagini finora condotte a Duisburg - ha reso noto la polizia - si sono rafforzati i motivi che fanno pensare ad un attentato da lui organizzato. Le indagini hanno finora accertato che Strangio dall'8 agosto 2007 era in Germania, dove il 10 agosto ha affittato un'automobile. la Renault Clio nera, che viene ugualmente ricercata. La sua abitazione a Kaarst al momento della perquisizione avvenuta il 24 agosto scorso, secondo la polizia era apparsa come abbandonata all'improvviso. Sulla base delle informazioni disponibili la magistratura di Duisburg ha chiesto al tribunale di Duisburg un ordine di cattura per Giovanni Strangio, che e' stato emesso oggi. La magistratura di Duisburg ha stabilito una ricompensa di 10mila euro per chi dara' informazioni in grado di chiarire gli avvenimenti e portare alla cattura dei responsabili.

Cala l’apprensione per la festa della Madonna di Polsi. L'operazione condotta ieri da polizia e carabinieri con il fermo di 32 presunti affiliati alle cosche Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, contrapposte dal 1991 nella faida di San Luca, ha fatto attenuare l'apprensione esistente, anche negli investigatori, per la festa della Madonna di Polsi che sara' celebrata domenica. Si tratta di una cerimonia particolarmente sentita a San Luca e che richiama al Santuario di Polsi migliaia di persone. L'apprensione, sorta dopo la strage di Duisburg, non nasceva dalla festa in se', ma dalla data della ricorrenza. Un elemento che si ripete nella faida di San Luca, infatti, cosi' come riportato anche negli atti dell'inchiesta, consiste nella scelta delle date: tutti gli omicidi di rilievo sono stati commessi in occasione di festivita', a cominciare dall'inizio dello scontro. I primi omicidi, infatti, sono stati compiuti il giorno di carnevale del 1991; poi si e' tornati a sparare il primo maggio 1993, quando furono compiuti due agguati in tre ore e furono uccise complessivamente quattro persone; il giorno di Natale scorso e, per ultimo, a Ferragosto a Duisburg. A questi si aggiungono anche altri episodi compiuti in occasione di ricorrenze personali delle vittime, come nel caso di Francesco Pelle, detto ''Ciccio Pakistan'', ritenuto il mandante della strage di Natale e da tempo irreperibile, rimasto paralizzato per un agguato subito giusto un anno fa, il 31 agosto, in seguito al quale ha perso l'uso delle gambe, mentre stava portando a casa il primogenito nato da pochi giorni. ''Colpendo in queste occasioni - e' scritto negli atti - le cosche ottengono il risultato di ricollegare, vita natural durante, giornate particolari, tradizionalmente dedicate a momenti piacevoli in compagnia di parenti ed amici, a ricordi luttuosi, cosi' perpetuando anche la sofferenza dei superstiti''.

Intercettazioni “Se non muore Gianluca…”: ''Come, come la chiude?...se non muore Gianluca non si puo' chiudere. Quello non ha piu' niente da perdere, Marco. Questa e' la pericolosita' sua, hai capito?''. A parlare in questi termini a Marco Marmo, una delle vittime della strage di Duisburg, di ''Gianluca'', Giovanni Luca Nirta, considerato uno dei capi della cosca Nirta-Strangio e marito di Maria Strangio, uccisa a Natale 2006, e' Michele Carabetta, uno dei fermati nell'operazione di ieri sulla faida di San Luca. La conversazione e' registrata con una intercettazione ambientale nell'auto di Marmo il 9 giugno scorso. I due, secondo l'accusa, si trovano a Duisburg per cercare un fucile di precisione chiesto da Santo Vottari e Antonio Pelle proprio per eliminare Giovanni Luca Nirta.
Carabetta: ''Ma ti ha detto che la chiudono?...'';
Marmo: ''la porta!...'';
Carabetta: ''..ma la chiudono vero?...'';
Marmo: ''..uh..'';
Carabetta: ''..la chiudono?...'';
Marmo: ''(incomprensibile)..'';
Carabetta: ''..come, come la chiude?...se non muore Gianluca non si puo' chiudere.. Quello non ha piu' niente da perdere Marco. Questa e' la pericolosita' sua, hai capito?''.

Intercettazioni: In paese tutti sanno... ''Dicono che, cioe' da fonte sicu... Cioe' c'e' gente che dice.. se esce fuori poi si ferma tutto. Capito. Tipo ... datecelo e poi si torna come ...''. A dirlo ad un'amica e' Maria Gabriella Giorgi, fidanzata di Sebastiano Vottari, rivelando al tempo stesso, inconsapevolmente, il coinvolgimento del fidanzato nell'agguato compiuto a Natale 2006 nel quale fu uccisa Maria Strangio, ed il tentativo di porre un freno alla faida di San Luca con l'omicidio di Sebastiano. Il giovane e' stato sottoposto a fermo, ieri, con l'accusa di essere uno degli esecutori dell'agguato. Della telefonata, intercettata il 24 marzo scorso, gli investigatori capiscono che la giovane, studentessa universitaria a Messina come Vottari, non vede il fidanzato dai primi giorni di marzo. Ed il primo marzo, ignoti, spararono contro l'abitazione del suocero dei Vottari. La giovane ricorda all'amica un episodio del 10 marzo precedente, che chiama ''incursione'', quando i carabinieri hanno scoperto un bunker sotto l'abitazione della madre di Sebastiano, attribuendogli il suo crollo psicologico dovuto al timore che il fidanzato possa essere coinvolto nel ritrovamento. ''Hanno fatto una puttanata. Cioe' una cosa piu' ... La cosa peggiore non la potevano fare'': dice l'amica a Maria Gabriella riferendosi all'agguato di Natale. Nel corso della telefonata, poi, Maria Gabriella, conferma all'amica i propri sentimenti per Sebastiano e la sua disapprovazione per il gesto, anche perche' i responsabili del delitto sono ormai a tutti noti e la vendetta da parte della famiglia contrapposta e' inevitabile, anche a distanza di molti anni. Quindi Maria Gabriella dice che nessuno era d'accordo:
Gabriella: ''Nessuno.. cioe' ..guarda.. che nessuno era d'accordo. Cioe'.. neanche i suoi''.
Amica: ''Uhm.. piu' o meno.. insomma..''.
Gabriella: ''No!. Te lo posso garantire..''.
Amica: ''Ho capito ma se li hanno mandati! Cioe' .. Dico.. se e' stato ..cioe' ..e' stato effettivamente..''.
Gabriella: ''Si ma chi l'ha mandato?''.
Amica: ''No.. non a lui .. in generale sono stati.. comunque mandati.... A No? Ma scusa ma se si doveva fare molto tempo prima ..''.
Gabriella: ''Si.. nella sua testa.. Si ma nella sua testa pero'.. no .. non erano molto .. e da qui nasce il fatto che hanno fatto una gran cazzata ..''.
Amica: ''Certo certo.. scusa.. a settembre quella cosa .. per cui ..''.
Gabriella: ''Si..si.. pero'.. pero' non cosi' ..hai capito. Molto.. cioe' si doveva aspettare molto.. molto di piu'.. gli sara' partita qualche molla storta .. quel giorno''.
Amica: ''A Lui?''.
Gabriella: ''Uhm .. Ha fatto tutto da solo. Capito? Ed ora dicono che .. Cioe' c'e' gente che dice.. se esce fuori poi si ferma tutto''.
Quello che colpisce gli investigatori, riportato anche negli atti del procedimento, ''e' la perfetta conoscenza collettiva da parte di tutti gli abitanti della zona, comprese due giovani studentesse universitarie, della faida in corso tra i due gruppi familiari, che rendeva addirittura prevedibile, da molto tempo, la possibilita' che si verificasse quanto poi si e' effettivamente verificato nel giorno dello scorso Natale''

Intercettazioni “Ti ammazziamo noi….”. ''A Pepparegliu che ha detto?" Antonio "Questi dei Vottari gli hanno detto 'prima che ti ammazzano loro ti ammazziamo noi'". "E" latitante?". "No ce l'hanno in casa". Dal colloquio, intercettato in carcere il 5 aprile scorso durante un colloquio tra Giuseppe Romeo, capo dell'omonima cosca, ed il figlio Antonio, legati ai Pelle-Vottari, emerge come gli stessi Vottari avessero valutato la possibilità di uccidere Giuseppe Pelle, fratello di Francesco, ritenuto anche dalla cosca il mandante dell'agguato del Natale precedente nel quale morì la moglie di Giovanni Luca Nirta, considerato il capo della consorteria avversaria. "Peppareglio", infatti, secondo gli investigatori, è identificabile in Giuseppe Pelle e fratello minore di Francesco. La frase attribuita ai Vottari "prima che ti ammazzano loro ti ammazziamo noi", è scritto agli atti dell'inchiesta che ieri ha portato a 32 fermi, "rende altrettanto chiaro che Giuseppe Pelle ha partecipato all'omicidio di Maria Strangio e che il gravissimo fatto di sangue trova le sue motivazioni nella vendetta progettata da Francesco Pelle e portata a termine dal fratello Giuseppe, che ha fatto parte, unitamente ad altri soggetti, del commando che ha agito a San Luca il 25 dicembre 2006". Secondo gli inquirenti, dal colloquio si comprende anche come i Nirta-Strangio, "venuti a conoscenza del suo coinvolgimento nell'omicidio di Maria Strangio, mirassero all'eliminazione fisica di Giuseppe Pelle e, probabilmente, ne avessero chiesto la testa. Da qui l'intenzione dei Vottari di uccidere direttamente Giuseppe Pelle per ripagare, in qualche maniera, i rivali Strangio-Nirta".

Il giorno del digiuno. Oggi e' stato il giorno del digiuno e della riflessione proposto dal vescovo di Locri, mons. Giancarlo Maria Bregantini, in preparazione della festa in onore della Madonna di Polsi. L'invito ai fedeli, lanciato nel corso dell'incontro del clero diocesano riunitosi per una riflessione dopo i fatti di Duisburg, e' stato raccolto dall'associazione dei sindaci della Locride. ''Noi abbiamo invitato la gente della Locride, credenti e non credenti, in misura delle loro forze e secondo il loro cuore - ha detto mons. Bregantini - ad un giorno di digiuno. Saranno loro a decidere come aderire a questa giornata di meditazione. Tutto all'interno di un giorno in cui la gente dica: Signore abbi pieta' di noi e insieme mettiamoci a organizzare con speranza il riscatto della nostra terra''. Secondo quanto ha riferito il presule, i festeggiamenti per la Madonna di Polsi si svolgeranno senza alcuna variazione rispetto agli anni passati. ''La festa di Polsi non e' quella di un chiassoso paese - ha aggiunto il presule - perche' non ci sono mai stati ne' fuochi, ne' bande, ne luminarie. Approfondiremo sempre piu' il messaggio spirituale che questo luogo lancia. Percio', lo dico ai fedeli: siate attaccati a cio' che abbiamo sempre fatto, e siate puntuali agli appuntamenti nella notte di veglia e domenica, per la grande festa''

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