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Mafia: nuovi legami tra Palermo e New York

Blitz a Palermo: nel mirino le famiglie di Passo di Rigano e di Torretta

Mafia: nuovi legami tra Palermo e New York

Torna l'asse Sicilia-Brooklyn.
Tra i 14 arrestati imprenditori, liberi professionisti e il sindaco di un piccolo comune


PALERMO -
Riemerge il ponte tra le famiglie mafiose palermitane e quelle di New York nell'inchiesta della Dda di Palermo che ha portato a un blitz della notte scorsa contro il "mandamento" di Passo di Rigano-Boccadifalco e la "famiglia" di Torretta. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa a carico di 14 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione e riciclaggio, e tutte arrestate. Tra le persone finite in manette ci sono imprenditori, liberi professionisti e anche il sindaco di un piccolo comune del Palermitano. Secondo gli investigatori il primo cittadino di Baucina, Rosario Bordonaro, che è anche impiegato dell'Ufficio tecnico del Comune di Torretta, assieme al collega Benedetto Dragotta, era «particolarmente compiacente nel rilascio di concessioni edilizie». Entrambi sono ora accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. Bordonaro fu eletto primo cittadino di Baucina, comune di circa 2mila abitanti, nel 2003 con un vero e proprio plebiscito. Era l'unico candidato a sindaco ed era appoggiato da una lista civica.

IL LEGAME CON NEW YORK - Dall'attività investigativa della Squadra Mobile è venuta infatti la conferma dei buoni rapporti che la "famiglia" di Torretta mantiene mafiosi americani. Un legame storico che già negli '80 era emerso nell'operazione antidroga «Iron Tower», condotta dalla Dea americana e della Criminalpol di Palermo che aveano arrestato tra gli altri, il capomafia americano Joe Gambino e molti boss e gregari palermitani inseriti nelle "famiglie" di Passo di Rigano e di Torretta.

IL BOSS - Rapporti che venivano tessuti soprattutto da Vincenzo Brusca, 63 anni, ufficialmente pensionato dell'Amat, l'azienda del trasporto locale di Palermo, ma secondo gli inquirenti in realtà "reggente" del clan di Torretta fino a quando non era stato arrestato nel 2005, e aveva preso il posto Calogero Caruso, una delle persone arrestate la notte scorsa. Brusca in passato si era recato più volte negli Usa, dove poteva contare su appoggi anche di parenti, come il cugino Santino Zito, e dove secondo la Dda di Palermo si interessava a speculazioni immobiliari a Brooklyn, il quartiere italo-americano di New York. In alcune intercettazioni, Brusca parlava con Salvatore Badalamenti, considerato esponente delle "famigliè americane", di «cristiani di Broccolino», che avevano interesse a partecipare alla realizzazione di un edificio, e si proponeva come mediatore per appianare contrasti che erano sorti tra mafiosi newyorkesi al riguardo.

INTERCETTAZIONI - «A lui gli hanno fatto la "zampata" tre volte. Loro entrano di qua e lui esce di là: se l'è fatta franca così, proprio per miracolo». Così l'ex capomafia di Torretta, Vincenzo Brusca, non sapendo di essere intercettato, raccontava a un amico le fughe del superlatitante palermitano Salvatore Lo Piccolo, ricercato da oltre venti anni. La conversazione è riportata nell'ordinanza di custodia cautelare.

TRA GLI ARRESTATI ANCHE DUE DIPENDENTI COMUNALI - Tra gli arrestati nell'ambito dell'operazione antimafia condotta dalla squadra mobile di Palermo e coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano ci sono anche due ex funzionari del comune di Torretta, in provincia di Palermo. Si tratta di Benedetto Dragotto, ex capo dell'ufficio tecnico, e Rosario Bordonaro. Secondo gli inquirenti avrebbero consentito il controllo della gestione di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici da parte dell'associazione mafiosa, in particolare della famiglia di Torretta.

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