Operazione Missing 3
Parte l'operazione Missing 3:
nove arresti in tutta Italia per la guerra di mafia a Cosenza
26/07 Dalle prime ore dell'alba, a Cosenza, Catanzaro, Palmi (Rc), Napoli, Bari, Viterbo, Sulmona (aq) e Terni, e’ in corso una operazione condotta dalla sezione anticrimine di Catanzaro, con il concorso del comando provinciale dei Carabinieri e del nucleo elicotteri del gruppo Operativo Calabria, finalizzata alla esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia a carico di altrettanti esponenti della ‘ndrangheta cosentina (di cui sette gia’ detenuti) responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi consumati in Cosenza nella prima e nella seconda guerra di mafia.
L’operazione rientra nel contesto investigativo dell’operazione “Missing”, che ha già portato all'arresto di altre 45 persone appartenenti alle cosche del Cosentino, responsabili di decine di omicidi nell'ambito di due guerre di mafia e da questa prende il nome di “Missing 3”. I provvedimenti sono lo sviluppo di ulteriore attivita’ che ha consentito all’autorità giudiziaria di richiedere ed ottenere l’annullamento di alcune sentenze di assoluzione emesse dalla corte di assise di Cosenza nei confronti dei soggetti colpiti dai provvedimenti odierni. Inoltre, su decreto dell’autorità giudiziaria. si stanno eseguendo diverse perquisizioni domiciliari.I particolari dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata alla caserma 'Paolo Grippo' di Cosenza
Importante il ruolo dei collaboratori. Le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno permesso di individuare i presunti autori di quattro omicidi avvenuti nel cosentino negli anni Ottanta e riconducibili alla prima e seconda guerra tra cosche della 'ndrangheta. E' quanto emerge dall'inchiesta della Procura distrettuale Antimafia di Catanzaro che ha portato all'emissione di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone, di cui sette gia' detenute. I provvedimenti restrittivi sono stati notificati stamani durante una operazione compiuta dai carabinieri. I particolari dell'inchiesta sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa durante la quale il procuratore capo di Catanzaro, Mariano Lombardi, ed il coordinatore della Dda, Mario Spagnolo hanno evidenziato il ruolo decisivo avuto dai collaboratori di giustizia. All'incontro, svoltosi negli uffici della compagnia dei carabinieri di Cosenza, ha partecipato anche il procuratore nazionale aggiunto antimafia, Emilio Le Donne, il quale ha detto che ''il contrasto alla criminalita' proseguira' visto che sono in corso altre importante inchieste''
Individuati gli autori di 4 omicidi. I presunti autori di quattro omicidi avvenuti nel Cosentino negli anni ottanta sono tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare notificata dai carabinieri a nove persone arrestate nell'ambito di una operazione compiuta stamani. Si tratta in particolare degli omicidi di Pasqualino Perri, avvenuto a Rende nell'ottobre del 1978, di Giovanni Drago, avvenuto a San Lucido nel luglio del 1981, di Francesco Porco e Carlo Mazzei, avvenuti a Cosenza rispettivamente nel dicembre del 1981 e nell'agosto del 1980. Le indagini svolte all'epoca dei fatti si erano infatti concluse con sentenze di proscioglimento per i presunti autori. I carabinieri hanno successivamente acquisito nuovi elementi che hanno permesso di riaprire le indagini che hanno portato agli arresti compiuti stamani. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro che ha accolto la richiesta della Procura distrettuale antimafia. I quattro omicidi, secondo quanto si è appreso, sarebbero riconducibili alla prima e seconda guerra avvenuta nel cosentino tra le cosche della criminalità organizzata. Tra gli arrestati c'é anche Fioravante Abruzzese, ritenuto l'attuale capo della cosca degli 'Zingari' di Cosenza. Il provvedimento restrittivo è stato invece notificato in carcere a Giuseppe Iirillo, Mario e Pasquale Pranno che sono già detenuti per altri reati e sarebbero elementi di spicco della criminalità organizzata del cosentino.
