su Fazio, Fiorani, Tanzi, Geronzi, Consorte & C
Rassegna di tre buone notizie su Fazio, Fiorani, Tanzi, Geronzi, Consorte, Grillo (Luigi) & C
Scalata Antonveneta, le richieste della Procura di Milano
Fazio e Fiorani, chiesto il rinvio a giudizio
Con loro anche altri 70 indagati circa (tra cui Consorte e Gnutti). Cinque i patteggiamenti e dieci le richieste di archiviazione
MILANO - La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex governatore della Banca d'ItaliaAntonio Fazio, Giampiero Fiorani, l’ex numero uno della Banca popolare italiana, l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte, per il senatore di Forza ItaliaLuigi Grillo, per il finanziere Emilio Gnutti. In tutto circa una settantina di persone e nove società nell’ambito dell’inchiesta sui tentativi di scalata ad Antonveneta. La procura ha chiesto anche cinque patteggiamenti mentre sono dieci le richieste di archiviazione. L’inchiesta è condotta dai pubblici ministeri Fusco, Greco e Perrotti, che constestano a vario titolo a gli indagati i reati di associazione a delinquere, aggiotaggio manipolativo informativo, ostacolo all'attività di vigilanza, riciclaggio e appropriazione indebita.
Riconosciuto un risarcimento alle parti civili di 40 milioni di euro
Scandalo Parmalat: Tanzi rinviato a giudizio
Insieme al patron della Parmalat altri 40 imputati, tra cui Fausto Tonna. Nel filone Ciappazzi chiesto il processo per Geronzi e Arpe
PARMA - L'ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi, è stato rinviato a giudizio dal gup di Parma, Domenico Truppa, in ordine ai reati di associazione a delinquere e concorso in bancarotta fraudolenta, mentre è stato prosciolto da alcuni capi e sottocapi d'accusa, quale ad esempio l'associaziazione a delinquere riferita alla quotazione in Borsa. Insieme a Tanzi, altri 23 imputati per i capi d'accusa principali sono stati rinviati a giudizio. Insieme all'ex presidente della multinazionale, anche il fartello Giovanni Tanzi, l'ex direttore finanziario Fausto Tonna e Renato Trauzzi. Ilfinanziario Fausto Tonna e Renato Trauzzi. Il processo si terrà presumibilmenti il 14 marzo prossimo. Tra le altre persone coinvolte ci sono: Massimo Armanini, ex Deutsche Bank e membro del cda di Parmalat finanziaria; Enrico Barachini, uomo di fiducia del Monte Paschi Siena e membro del cda della Coloniale; Claudio Baratta, presidente e ad della Hit; Romano Bernardoni, ex presidente di Parmatour; Ugo Bianchi, amministratore di 13 concessionarie; Giovanni Bonici, presidente di Bonlat e Parmalat Venezuela. E ancora Fabio Branchi, ad della Hit; Rosario Lucio Calogero, manager del Gruppo; Paolo Compiani, presidente del cda della Cosal; Sergio Erede, già consigliere di Parmalat finanziaria; Camillo Florini, ex direttore generale della Sestante; Davide Fratta, sindaco di Parmalat spa; Guido Gerboni, amministratore unico di 20 concessionarie; Mario Mutti, ex patron di Tecnosistemi; Giuliano Panizzi, manager Parmalat; Lorenzo Penca, revisore della Grant Thornton; Paolo Sciumè, per 13 nel board di Parmalat; Luciano Silingardi, giá presidente di Cariparma.
ALTRI FILONI - Anche Gianpiero Fiorani, ex numero uno della Bpl di Lodi, indagato per il filone turistico dell'inchesta legata alla società Parmatour sarà processato il prossimo 14 marzo. Con lui risponderanno 32 persone, tra i quali non compare Massimo Frettoli prosciolto dalle accuse. Per quello che riguarda invece il filone della vendita di acque minerali Ciappazzi risponderanno Cesare Geronzi, Matteo Arpe e altre sei persone. Questo procedimento riguarda l'acquisto da parte della Parmalat dell'azienda delle acque minerali Ciappazzi comprata dal gruppo Ciarrapico. Secondo quanto hanno sostenuto Calisto Tanzi e Fausto Tonna, ex direttore finanziario della parmalat, il gruppo di Collecchio sarebbe stato costretto a comprare l'azienda che aveva un valore praticamente nullo da Capitalia per continuare ad avere finanziamenti da parte del gruppo romano.
RISARCIMENTO - Il Gup Truppa ha riconosciuto alle parti civili del processo Parmalat un risarcimento come danno morale pari al 10% del capitale investito. In pratica, secondo l'avvocato Carlo Federico Grosso, che difende oltre 32mila risparmiatori, la cifra dovrebbe aggirarsi intorno ai 40milioni di euro. «Siamo soddisfatti - sottolinea Grosso -: una decisione molto seria e motivata. Il risarcimento riguarda tre imputati che sono stati condannati con rito abbreviato, Bianchi, Zini e Del Soldato. Ora tocca vedere le disponibilità di queste tre persone: ma comunque la decisione del Gup è un precedente importante anche per la altre sentenze che seguiranno».
La reazione dell'imputato nel crack Parmalat
Il legale di Geronzi: «Presenteremo ricorso»
Il numero uno di Capitalia è accusato di concorso in bancarotta e usura.
«Nel rinvio il giudice ha già scritto una sentenza»
ROMA - «C'è stata una invasione di campo. Il giudice di Parma non solo ha ordinato il rinvio a giudizio, ma si è spinto ad esprimere diffusamente il suo convincimento, arrivando a scrivere una vera e propria sentenza di condanna». Si esprime così Ennio Amodio, legale di Cesare Geronzi, che annuncia il ricorso in Cassazione per il suo assistito. «Presenteremo subito un ricorso in Cassazione - continua il legale - per l'abnormità del provvedimento. Il Codice vieta, invece, queste incursioni per far salva l'imparzialità del Tribunale che non deve essere condotto per mano dal gup sugli itinerari delle tesi accusatorie». Secondo gli inquirenti Geronzi, accusato anche di concorso in bancarotta e usura, non poteva non accorgersi dello stato in cui era ridotto il gruppo Parmalat e avrebbe fatto pressione su Callisto Tanzi perché acquistasse la società di acque minerali Ciappazzi.
VERTICE DI MEDIOBANCA - II numero uno di Capitalia è stato rinviato a giudizio con Matteo Arpe e altre sei persone. La decisione del Tribunale non avrà alcuna conseguenza per il vertice di Mediobanca nè per quello di Capitalia. Il rinvio a giudizio, infatti, non comporta la sospensione dalle cariche per chi ricopre incarichi in un istituto di credito, ne è amministratore, o sindaco.
