Accuse di brogli a Genova. Esposti bipartisan
01.06.2007 – Il Secolo XIX
Preferenze "selvagge":accuse di brogli a Genova
Esposti bipartisan. Il Comune ammette: «Errori per inesperienza»
di Daniele Grillo
genova. «Brogli programmati», preferenze ignorate. Voti di lista attribuiti al corrispondente capolista, scambio di preferenze tra candidati diversi. Cognati, mogli e amici stretti che giurano di aver votato il candidato "di famiglia", cosa che i verbali di scrutinio non registrano.
C'è di tutto, all'indomani dell'apertura delle urne delle più caotiche e controverse amministrative della storia di Genova, e di tutto verrà scritto e consegnato alla magistratura da numerosi dei candidati sicuri di aver ottenuto ben più voti di quelli alla fine attribuiti I casi di candidati che hanno attribuito alla propria persona una preferenza che poi non è stata registrata dai presidenti di seggio iniziano a diventare numerosi. Non si scherza, e da un fronte composito e assolutamente bipartisan (ci sono anche candidati in lizza per un assessorato) si domanda a gran voce il riconteggio delle schede e si annunciano azioni legali. «Se qualcuno parla di brogli, io rispondo che non ne sono a conoscenza - è la secca risposta, davanti alla tempesta di reazioni, di Giuseppe Romano, prefetto di Genova - chi li avesse riscontrati, si rivolga alle autorità giudiziarie». Per due giorni è stata una processione continua di candidati nel padiglione B della Fiera, dove è in corso il riesame delle schede in vista della definitiva ufficializzazione dei risultati. Chi voleva chiarimenti non li ha ottenuti, o di fronte al manifesto errore si è visto rispondere «faccia ricorso, correggere non si può».
«C'è stato chiaramente un imbroglio - ribadisce Alberto Gagliardi, consigliere eletto di Forza Italia - nel seggio in cui ho votato io il mio partito ha ottenuto il 40%. Impossibile che io, tra l'altro nel mio quartiere, abbia ricevuto zero preferenze. Soprattutto se tra i voti c'era anche il mio. I voti sono da ricontare. Ho pronto il mio ricorso». Sul piede di guerra anche i candidati del centrodestra Enrico Musso e Renata Oliveri, che hanno inviato un appello a tutti i cittadini «affinché contribuiscano a fare necessaria e doverosa chiarezza circa il reale esito del voto». Per la causa hanno attivato uno specifico indirizzo di posta elettronica e un numero di fax.
Angela Burlando, consigliere comunale uscente, non fa parte di quelli eletti in questa tornata. Ma è una Ds. Ha già denunciato - ieri - irregolarità al magistrato di turno del Tribunale di Genova, oggi formalizzerà un esposto. «Le schede vanno ricontate, i verbali verificati - dice - c'è stata una massa di errori e criteri aribitrari per considerare nullità o validità delle preferenze. Ho seguito passo passo il conteggio su internet. Esigo spiegazioni sul perché in momenti improvvisi, certi candidati guadagnassero di colpo 30-40 voti. Farò anche ricorso al Tar». Francesco Scidone è stato eletto in consiglio per Italia dei valori. Porta un caso concreto e gravissimo. «Nervi, sezione 157: tutti i cosiddetti "voti di lista", in cui è stato segnato solo il simbolo del partito, sono stati erroneamente assegnati al corrispondente capolista. E' successo per ognuna delle coalizioni - dice - In Comune hanno riconosciuto l'errore, ma anche detto che non possono riaprire le schede. E' evidente che partiranno i ricorsi». Gianfranco Gadolla, segretario provinciale di An, parla senza mezzi termini di irregolarità volute. «Ci sono stati pasticci e interpretazioni erronee. In un seggio di via Donghi, per esempio, mi hanno segnalato gravi incongruenze sui voti di Ds e Margherita. Novemila schede nulle, d'altra parte, sono un'inspiegabile marea».
Sta scrivendo il suo esposto anche l'avvocato Maria Luisa Lazzarini, vittima del problema più curioso. «Ero candidata per Italia dei Valori nel Municipio Centro Est, e sia io che mio marito abbiamo votato per me, sezione 314 di Oregina - racconta - i miei voti sono evidentemente finiti a Lazzarini Annamaria, candidata per lo stesso partito e nemmeno mia parente».
Giuseppe Ricciardo, di professione idraulico, dopo la morte della moglie in ospedale iniziò a studiare medicina per portare in tribunale i medici. Candidato per la Federazione pensionati Lista Bertone, ha ricevuto in totale sette voti, zero nel seggio in cui si è"autovotato". Maurizio Sernissi ha un bar da 12 anni ed è conosciutissimo. A Cornigliano aveva un sostenitore certo, «mio cognato, ma quel voto non risulta, e come il suo decine di altri che sono certo sono stati espressi da amici e conoscenti». Sernissi si rivolgerà alla Magistratura, il cognato è pronto a giurare davanti al giudice. Giulio Benvenuti era candidato in Comune per An. Novantun voti alla prima presenza in una lista, è comunque soddisfatto del suo risultato. «Un amico di partito, persona con cui ho anche fondato un Civ, mi ha giurato il voto suo e della moglie - dice - Nel seggio 571, Molassana, non risultano. Cose di questo tipo sono successe nello stesso seggio alla collega Maria Petrelli, candidata per il municipio dell'Alta Valbisagno».
Clavio Romani, direttore dell'Ufficio elettorale del Comune, ammette che, da un punto di vista tecnico, alcuni errori siano stati compiuti. Ma niente di così macroscopico e palesemente irregolare. «Ci sono stati errori di digitazione, verbali non completati. La correzione sta richiedendo tempo, ma gli eventuali aggiustamenti non saranno tali da cambiare i nomi di chi effettivamente è stato eletto».
COMUNICATO STAMPA
ENRICO MUSSO CHIEDE DI RICONTARE LE SCHEDE
Enrico Musso prende atto con preoccupazione delle notizie, provenienti da tutte le parti politiche, di ripetute e significative anomalie intervenute durante lo scrutinio delle elezioni comunali, provinciali e municipali.
Musso è certo che tutti gli scrutatori e i rappresentanti di tutte le liste si siano profusi al meglio delle loro possibilità e senza alcun intento di falsare il risultato del voto.
Rileva tuttavia come il quadro degli eletti e dei non eletti, spesso separati da pochi voti di preferenza, possa risultare completamente falsato qualora risultassero anche solo parzialmente fondate le notizie in questione. E che lo stesso risultato sul Sindaco e sul Presidente della Provincia, visti gli scarti assai ridotti, potrebbero essere messi in discussione.
Chiede pertanto:
- che il Prefetto di Genova riferisca ufficialmente e dettagliatamente sulle anomalie risultanti al Suo ufficio e sui provvedimenti da lui assunti in relazione ad esse durante e dopo lo scrutinio;
- che si valuti la possibilità di ricontare le schede, con l'accordo di tutte le parti politiche e senza accedere a formale ricorso al giudice amministrativo, che si riserva per altro di adire.
Nello stesso tempo, Enrico Musso conferma che sarà rappresentante in un seggio per il ballottaggio Oliveri-Repetto, per dare il proprio contributo fattivo al miglior funzionamento del prossimo scrutinio, e soprattutto rinnova l'appello ai cittadini a segnalare errori e situazioni ambigue al point elettorale in Salita Santa Caterina 2, inviando fax al numero 0105702133 o scrivendo all' indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Condividiamo la richiesta di Musso che raccoglie la necessità di ricontare i voti. Abbiamo sentito anche Angela Burlando ed abbiamo espresso anche a lei il nostro sostegno. Inoltre abbiamo segnalato che anche la Lista PiGreco, come ci ha comunicato alcuni giorni fa, ha notato sparizioni di "voti certi". La situazione sia dell'elezione del Sindaco ad esempio con meno di 3000 voti imporrebbe il ballottaggio, inoltre e comunque i voti di lista e le preferenze potrebbero cambiare radicalmente la composizione del Consiglio. Il Prefetto Giuseppe Romano commette una grave arroganza antidemocratica nel dire che per lui va bene così. Lui deve garantire che sia rispettata la volontà popolare e quindi occorre verificare questa, visto che al momento i conti non tornano. Inoltre, fatto inequivocabile, le denunce certe provengono da liste contrapposte, non da un solo fronte. Avremmo auspicato che anche "la" Sindaco si associasse a tale richiesta di riconteggio. Le Istituzioni devono avere credibili ed al momento tale credibilità, oltre al conflitto di interessi, è seriamente messa in discussione.
L'Ufficio di Presidenza
della Casa della Legalità e della Cultura
