Money tranfer ancora sotto tiro
05.05.2007 – Il Sole 24 Ore
Gli investigatori rafforzano le azioni. Money tranfer ancora sotto tiro
Roma. La lotta al riciclaggio da parte della Guardia di Finanza e della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) non si ferma neppure di fronte ai buchi che la normativa italiana presenta.
Nel 2006 – come testimonia l’analisi del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf – le violazioni riscontrate all’articolo 648 bis del codice penale (riciclaggio) sono state 301, i soggetti denunciati 944, quelli arrestati 135 e il valore dei sequestri operati ha superato i 118,5 milioni.
Meno frequenti i reati di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (articolo 648 ter).
Le violazioni sono state 58, i soggetti denunciati 129, quelli arrestati 47 e il valore dei sequestri ha superato 29,3 milioni.
A testimonianza del fatto che l’attenzione si sposta sempre più sui circuiti clandestini di trasferimento di denaro, nello stesso anno la Gdf ha compiuto 230 ispezioni sui money tranfer. Il 90,4% delle ispezioni si è conclusa positivamente scoprendo 208 abusivi (di cui 58 totali e 142 parziali) e denunciando all’autorità giudiziaria 456 persone.
”La nostra attenzione – spiega il colonnello Bruno Buratti, a capo del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf – si sposta soprattutto sugli agenti, in rapporto diretto con quella ventina di società intermediarie che lavorano con i grandi soggetti internazionali come Western Union o Money Gram. Stiamo sviluppando molto l’attività ispettiva da alcuni anni a questa parte, anche perché è stato lo stesso Fondo monetario internazionale a sollecitarlo all’Italia non più tardi del 2005. E da questo punto di vista una particolare attenzione è rivolta alla comunità cinese, che di fatto ignora i circuiti bancari ufficiali. Per quanto riguarda, invece, il rapporto con le banche, in piena intesa con l’Uic, direi che la loro attenzione dovrebbe ora spostarsi più sul profilo selettivo che quantitativo delle operazioni segnalate”.
Se la Guardia di Finanza, la Direzione Investigativa Antimafia no è da meno. Lo scorso anno la DIA ha trattenuto per se 316 pratiche di operazioni sospette, dietro le quali agiscono i clan mafiosi. “Se valutiamo il trand – spiega il tenente colonnello dei Carabinieri Pellegrino Costa – ci rendiamo conto che è crescente. Le pratiche trattenute nel 2004 erano 229 e nel 2005 erano 282. I soggetti segnalati erano 7.485 nel 2004, sono diventati 8.987 nel 2005 e lo scorso anno sono stati 13.291”.
Il messaggio è chiaro: dietro le operazioni di riciclaggio è enorme il ruolo della mafia, della camorra e della Sacra corona unita, ma prima ancora, della ‘ndrangheta, impegnata in operazioni gigantesche al Nord e all’estero. Una mafia, quella calabrese, che ormai non conosce confini.
Anche il tenente colonnello Costa punta il dito contro i traffici dei cinesi. “Anche se i soggetti legati ufficialmente alla mafia sono ancora pochi – spiega – non può essere messo in dubbio il loro attivismo imprenditoriale che va senza dubbio monitorato”.
Infine, da parte del responsabile di settore della DIA, un appello di lavoro comune per rendere più efficace l’azione di contrasto. “Il sistema – spiega Costa – va perfezionato ed è necessario mettere insieme più professionalità per analizzare in profondità i dati e per comunicare anche meglio. Ma lo sa che molti ancora pensano che aprendo un conto corrente online si possano riciclare immense fortune?”. (R.Gal)
Quasi mille denunce
i risultati delle operazioni della Guardia di Finanza
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| 2006 |
| Violazioni | 301 |
| Soggetti | 944 |
| Soggetti | 135 |
| Totale valore | 118.514.349 |
