Carnevale in Quaresima
09.03.2007 – Unità - Uliwood party
Carnevale in Quaresima
di Marco Travaglio
L'altroieri, secondo martedì di Quaresima, il giudice Carnevale è stato riammesso in magistratura dal Csm, 11 voti a favore, 10 contrari e 3 astenuti. Nel 2003 la Cdl l'aveva ripescato con una norma ad personam - di cui lo stesso Carnevale si vanta di essere «ispiratore» - per restituire a lui e a quelli come lui gli anni di servizio perduti per processi poi conclusi con l'assoluzione. Assolto in primo grado nel 2000 dall'accusa di mafia, il giudice «ammazzasentenze» era stato condannato in appello nel 2001 e s'era dimesso dalla magistratura. Ma la Cassazione aveva annullato la condanna, sostenendo fra l'altro che le accuse di alcuni suoi colleghi della Suprema Corte, a proposito delle pressioni da lui esercitate per far assolvere vari mafiosi, erano coperte dal segreto della camera di consiglio e dunque inutilizzabili. A quel punto il governo Berlusconi gli spalancò le porte per la grande rentrèe in toga, anche dopo il compimento dei 75 anni, età massima fissata dalla legge. Il Csm precedente (con maggioranza di laici del centrodestra), aveva sostenuto che la legge non si applicava a Carnevale. Ma il Tar e il Consiglio di Stato avevano ritenuto diversamente, pur non pronunciandosi sul reintegro automatico. L'attuale Csm (con maggioranza di laici del centrosinistra), invece, l'ha reintegrato su due piedi. Così Carnevale, 76 anni, indosserà la toga per altri 6 anni, 6 mesi e 24 giorni, fino a quando ne avrà 83. E tornerà a presiedere una sezione della Cassazione. Qualche ingenuo chiederà: possibile che il centrosinistra, che aveva promesso di abrogare le leggi ad personam, completi l'opera incompiuta del centrodestra? Possibilissimo: dei 5 membri laici dell'Unione, solo 2 (Volpi e Tinelli) hanno votato contro, mentre uno (il Ds Siniscalchi) s'è astenuto e 2 (Mancino, Dl, e Vacca, Pdci) han votato addirittura a favore insieme alla Cdl, a Magistratura indipendente e metà Unicost. La spaccatura, che non si verificava da anni, indica chiaramente che il Csm non era affatto tenuto a reintegrare Carnevale. L'aveva spiegato, fra gli altri, Livio Pepino di Md, invitando i colleghi a non usare «il comodo alibi di attribuire ad altri (la legge ad personam, ndr) la responsabilità delle proprie scelte». Un conto era «il diritto di Carnevale a beneficiare della legge», un altro il diritto a tornare in servizio. Il Csm ha il potere-dovere di valutare se l'aspirante magistrato abbia o meno i requisiti per diventarlo, e lo stesso vale per chi, strada facendo, quei requisiti li ha perduti. È vero che Carnevale è stato assolto, ma esistono magistrati che, pur assolti, sono stati financo radiati per comportamenti immorali o scorrettezze deontologiche emerse nei processi a loro carico. La questione penale non esaurisce la questione morale, molto più vasta. Carnevale, intercettato, chiamava «cretino» Giovanni Falcone, insultava lui e Paolo Borsellino («i dioscuri», con «una professionalità prossima allo zero») anche dopo le stragi di Capaci e via d'Amelio («certi morti non li rispetto»). Non solo: un giudice di Cassazione, Manfredi La Penna , ha raccontato che la mattina in cui era fissato il ricorso dei boss condannati per l'omicidio del capitano Basile, Carnevale l'aveva convocato per raccomandargli di annullare le loro condanne. Non solo: «Da intercettazioni e riscontri - ha aggiunto Pepino - risulta che, alla vigilia della decisione in Cassazione sul processo maxi-ter a Cosa Nostra, ci fu tra il difensore di un imputato e il dottor Carnevale un colloquio sul deposito, nello studio del professionista, di una valigia con 100 milioni di lire da parte di un emissario di Salvatore Cancemi», cioè di un membro della Cupola. Quanto bastava, secondo Pepino, per rispedire la pratica Carnevale in commissione «per i necessari approfondimenti» disciplinari. Per un voto, la sua proposta è stata bocciata. Ora, per scongiurare l'ennesimo sfregio a Falcone e Borsellino, non c'è che una possibilità: che il Parlamento, come chiede il Pdci (in controtendenza col voto del loro membro laico), inserisca nel nuovo ordinamento giudiziario l'età pensionabile di 75 anni anche ai magistrati ripescati. Carnevale compreso.
10.03.2007 - Unità
Il caso Carnevale e il Csm al bivio
di Nicola Mancino
Gentile Direttore,
in merito all'articolo di Marco Travaglio «Carnevale in Quaresima», vorrei osservare quanto segue:
Il ritorno del giudice Carnevale in Cassazione è stato deciso dal Consiglio di Stato con sentenza passata in giudicato. Il massimo organo giurisdizionale amministrativo si è limitato ad applicare la legge 24.12.2003, n. 350 approvata a maggioranza nella passata legislatura dalle Camere con il voto contrario dell'opposizione di centro sinistra (votai contro anche io).
Il giudicato, in forza di un principio giuridico proprio degli Stati di diritto, va sempre eseguito e il Consiglio Superiore della Magistratura non aveva il potere di eluderlo. Ad accreditare il diritto reclamato dal dottore Carnevale per il suo ritorno in Cassazione, a parte la legge detta appunto «Carnevale», hanno concorso due giudicati - quello penale di assoluzione (formatosi in ultima istanza con sentenza della Suprema Corte di Cassazione) e quello formatosi con provvedimento giurisdizionale del Consiglio di Stato.
Di fronte ai ritardi (?) nella esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato, il dott. Carnevale ha chiesto un provvedimento di ottemperanza con conseguente nomina, in difetto, di un commissario ad acta.
Il CSM si è trovato davanti al bivio: darvi esecuzione o attraverso apposita deliberazione da parte del proprio organo collegiale o intervenendo mediante un provvedimento sostitutivo dell'organo inadempiente.
Riconosco che il commissario ad acta avrebbe tolto dall'imbarazzo più di uno dei consiglieri del CSM, ma non chi scrive, per prassi destinatario dell'ordine di eseguire i giudicati amministrativi (come è già avvenuto con il caso Vitalone).
Chissà che cosa si sarebbe scritto di me, innocente esecutore di un giudicato figlio di una legge che nella passata legislatura ha diviso le forze politiche e che io stesso, allora senatore, non ho approvato!
Nella esecuzione di un giudicato concernente la riammissione in servizio di un magistrato, a mio sommesso avviso - e non solo mio -, il CSM ha perduto il potere di valutare se sussistessero o meno i requisiti per il rientro, in quanto a stabilire il diritto è già intervenuta una pronuncia giurisdizionale. L'idea, poi, di rimandare la pratica in commissione per esaminare i presupposti di eventuali provvedimenti disciplinari - a carico di chi non è ancora rientrato nei ruoli? - , o per sollevare addirittura una questione di... incostituzionalità, è apparsa non praticabile.
Faccio osservare in proposito che procedimenti disciplinari sono possibili solo su iniziativa o del Ministro o del Procuratore generale presso la Cassazione , quest'ultimo presente nella riunione del plenum (se ritengono, ma dopo il rientro, possono sempre assumerla); e che davanti alla Corte Costituzionale - non certamente sollevando, come è stato fatto, un inammissibile conflitto di attribuzione - si poteva andare, con ordinanza del Tar o del Consiglio di Stato, proprio per giudicare la anche per me dubbia costituzionalità della legge Carnevale.
Allo stato, come del resto sostiene anche Travaglio, è sperimentabile solo una terza via che appartiene tutt'intera alla iniziativa parlamentare, come anche io ho personalmente osservato avanti al plenum del CSM.
*Vicepresidente Csm
11.03.2007 - Unità
Il caso Carnevale e la legge Carnevale
di Marco Travaglio
La posizione del vicepresidente Mancino (l'Unità, 10 marzo, ndr) è, naturalmente, rispettabile e legittima. Ma la sua interpretazione del caso Carnevale è inevitabilmente opinabile: altrimenti non si spiegherebbe perché il reintegro del cosiddetto "ammazzasentenze" abbia avuto, a fronte di 11 voti favorevoli, anche 10 voti contrari e 3 astensioni. Chi ha votato contro ha spiegato che la sentenza del Consiglio di Stato riguardava l'applicabilità della "legge Carnevale" a Carnevale, non l'obbligo del Csm di reintegrarlo ipso facto; e ha chiesto di valutare, alla luce dei gravi comportamenti emersi – almeno sul piano deontologico e morale - nel processo per mafia da cui è stato assolto, se Carnevale fosse ancora idoneo a tornare in magistratura.
Il Csm poteva farlo(come fa regolarmente esaminando l'idoneità di chiunque vinca il concorso per entrare in magistratura), ma per un voto ha deciso di non farlo. Una scelta legittima, ma non obbligata. Speriamo che il Parlamento cancelli almeno questa legge ad personam e chiuda questa brutta pagina.
ed Enti Locali, assenti ingiustificati nella scorsa udienza.
