Delitto Gaglianò confermati quattro ergastoli
CON UNA sola eccezione, quella riguardante Paolo Vitello, condannato all' ergastolo ma ora assolto, è stata confermata la sentenza di primo grado per l' omicidio di Luciano Gaglianò, un malavitoso ucciso per vendetta da sicari della 'ndrangheta e da killer di Cosa Nostra, per vicende di droga e contrasti con i gruppi Emmanuello-Fiandaca nel mondo del gioco d' azzardo. Carcere a vita, perciò, per Francesco Maurilio La Cognata, Daniele Emmanuello, Salvatore e Gaetano Fiandaca. Quanto a Vitello, salvato dalla «morte civile» dal difensore, avvocato Sandro Vaccaro, sarà scarcerato fra pochi mesi, dovendo scontare un residuo di pena per vecchie vicende giudiziarie. Conferma dei 10 anni di carcere inflitti a Angelo Celona, il «pentito che permise la riapertura del «caso Gaglianò» dopo dodici anni. La sentenza è stata emessa nella serata di ieri dopo dieci ore di camera di consiglio. Presiedeva la Corte Giorgio Odero; l' accusa era rappresentata da Pio Macchiavello e Anna Canepa. Celona: condannato a due ergastoli per omicidi commessi in Sicilia, a un certo punto decise di saltare il fosso e di collaborare. Una confessione particolareggiata, la sua. Con tanto di nomi e attribuzione dei ruoli assegnati ai componenti del commando scelto per la spedizione di morte. Gaglianò fu ucciso la sera del 20 novembre 1991, a Bolzaneto. La vittima, che viaggiava su una «Uno», fu fermata con un pretesto dai killer. Ad aprire il fuoco furono in due: un proiettile la raggiunse alla testa, altri cinque alla schiena.VINCENZO CURIA
