LUnione non firma il patto contro la mafia
17.05.2007 – Il GiornaleL’Unione non firma il patto contro la mafia
di Riccardo Re
Un atto di impegno per la lotta alla mafia e alla corruzione. Questo hanno chiesto i rappresentanti della onlus «Casa della legalità e della cultura» ai candidati sindaci di Genova. Solo che a sottoscrivere il documento sono stati solo in tre: Stefano Budria (Città partecipata), Michelangelo Trombetta (Lista) ed Enrico Musso (indipendente per il centrodestra). Gli altri? Hanno preferito non farlo, così, Christian Abbondanza e Simonetta Castiglion, dell'ufficio di presidenza della onlus, invitano a scegliere, alle prossime elezioni amministrative, «uno dei tre candidati sindaco, che hanno detto pubblicamente da che parte stanno».
L'impegno, è bene precisare, non vincola i candidati a sposare tutte le pesanti denunce di cui sono promotori gli artefici di questa iniziativa, tanto che i candidati sottoscrivono di «aver ricevuto denuncia» e non di «essere consapevoli di», anche se, poi, nell'impegno prendono posizione netta e dichiarano di «promuovere una decisa azione di contrasto alla cultura e pratica mafiosa, sul territorio e in particolare tra le nuove generazioni e di garantire l'impermeabilità dell'amministrazione pubblica, nonché di attivare un effettivo contrasto alla corruzione e concussione nell'ambito della stessa». Insomma, semplicemente una garanzia «di stare dalla parte non corrotta» spiega Abbondanza. E nell'impegno vengono elencati anche alcuni degli strumenti per questa battaglia che spaziano dalla promessa di «non nominare in giunta persone che abbiano frequentazioni o rapporti di interesse con personaggi condannati o indicati dai rapporti di polizia per mafia» alla garanzia di «far sì che il comune si costituisca parte civile in tutti i processi per i reati propri delle organizzazioni mafiose, commessi a danno del territorio e della comunità genovese» e naturalmente altro ancora. Pena: riconsegnare il proprio mandato e immediate dimissioni.
«Avremmo voluto aderissero tutti - dice Abbondanza - e lo abbiamo chiesto, attraverso formali richieste, anche a Marta Vincenzi, che ben conosce la Valpolcevera , una delle zone di Genova dove associazioni di stampo mafiose si sono maggiormente infiltrate».
