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Genova - La Questura tra scandali e terremoti

06.03.2007 – La Repubblica

Il Retroscena – Inchieste, intercettazioni, proteste, la sparizione delle molotov della Diaz. E sul piede di guerra anche i Sindacati

La Questura tra scandali e terremoti
quasi ogni giorno un caso “imbarazzante”

Cosa sta accadendo alla polizia genovese? Ricapitoliamo quanto accaduto dall’inizio dell’anno. Due ispettori della sezione narcotici in galera per traffico di droga. Una seconda inchiesta della Procura per le violenze di altri agenti legati alla squadra mobile. L’odore di un terzo scandalo che coinvolge uomini degli stessi uffici. Per non dire degli imputati nei processi del G8, quello dell’irruzione alla scuola Diaz e dei soprusi nella caserma di Bolzaneto. Della figuraccia delle molotov, “indebitamente” distrutte dagli artificieri che dovevano custodirle e tema di un nuovo fascicolo giudiziario. Non è finita: altri due artificieri nei guai per aver nascosto del materiale esplosivo. I magistrati di Montecarlo che indagano su un caso di riciclaggio internazionale si imbattono in “imbarazzanti” intercettazioni, protagonista l’ex Questore Oscar Fioriolli ed un sottufficiale della Digos. Le manifestazioni di protesta dei venditori ambulanti stranieri, che a centinaia denunciano in coro un ispettore che avrebbe in vizio di derubarli. Un elenco interminabile, alla media di un pasticcio al giorno.Volete un esempio? Stampane in Tribunale c’è un udienza preliminare davanti al giudice De Matteis: gli imputati sono tre poliziotti che, in servizio al Commissariato di Nervi, svaligiarono la casa di un commerciante cinese durante una perquisizione.
Il Questore Salvatore Presenti preferisce non commentare. Dal dicembre 2004 si è ritrovato a gestire un eredità pesantissima. Ha cercato e ancora cerca di rinnovare una struttura che, negli anni, a visto fisiologicamente incancrenirsi vecchie magagne. Dove, in alcuni casi, si è passati con leggerezza dalla superficialità all’illegalità. Ma quando prova a cambiare l’ordine degli addendi finisce per inimicarsi i Sindacati. Che sono appena scesi sul piede di guerra, chiedendo la testa del capo di gabinetto. Il recente trasferimento del numero 2 della Squadra Mobile, Francesco Borré, non è ufficialmente conseguenza dello scandalo che il mese scorso ha portato in carcere i due ispettori della narcotici. “Normale avvicendamento”, tagliano corto in via Diaz. E però l’improvviso trasloco del funzionario, passato a sorpresa alla Digos, è di quelli destinati ad alimentare chiacchiere e maldicenze. Francesco Borré in passato, come altri colleghi, era venuto a conoscenza dei comportamenti “sospetti”della coppia di investigatori. Allora i sue lavoravano alle sue direttive, ma tutto suggerisce che il vice questore avesse negli ultimi tempi riacquistato fiducia negli ispettori: con loro continuava a collaborare quotidianamente, così come confermano le intercettazioni telefoniche ordinate dalla Procura. Borré, vale la pena di ricordarlo, è il dirigente della questura che è stato chiamato in aula a dare spiegazioni circa la stupefacente “sparizione” delle due bottiglie incendiarie, prova-regina nel processo per i falsi polizieschi alla Diaz. Al suo posto Presenti ha chiamato un pari grado Francesco Navarra, che da commissario – era l’aprile di 12 anni fa – rischiò di morire allo stadio “Luigi Ferraris” durante il derby Genoa-Sampdoria. Nel corso di una carica in gradinata Sud si ritrovò solo, circondato da tifosi blucerchiati: uno di loro, Roberto Raciti – che indossava una maglia con il numero 9, e che più tardi sarebbe comparso come imputato (a fianco delle famiglie Emmanuello e Fiandaca) in un processo per Lotto nero e gioco d’azzardo – lo massacrò di botte fino a ridurlo in fin di vita.
Negli ultimi giorni altri due ispettori della squadra mobile genovese, diretta da Claudio Sanfilippo, sono stati trasferiti presso altri uffici.

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