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Trentamila euro scomparsi, tre poliziotti rinviati a giudizio

07.03.2007 – La Repubblica

Un nuovo episodio allunga la lista nera: accusa di peculato e perquisizione arbitraria
Trentamila euro scomparsi, tre poliziotti rinviati a giudizio
Il sindacato: “Il vertice della Questura tace”

di Massimo Calandri

Al termine dell’udienza preliminare di ieri, il giudice Maurizio De Matteis ha rinviato a giudizio tre poliziotti del commissariato di Nervi: sono accusati di peculato e perquisizione arbitraria. Entrati nell’appartamento di un commerciante cinese, senza averne il diritto, dopo aver rovistato tra le stanze avevano portato via la borsetta di una donna: c’erano dentro quasi trentamila euro in contanti, che sparirono “misteriosamente”. Una brutta storia per la polizia genovese, che si aggiunge alla serie di episodi su cui indaga la Procura del capoluogo ligure. E’ stata confermata l’apertura di un inchiesta su altri investigatori, accusati di violenze nei confronti di cittadini stranieri, mentre allo stesso pubblico ministero – Vittorio Ranieri Miniati – stanno per prospettarsi nuovi ed inquietanti scenari, dopo l’arresto per il traffico di droga di due ispettori della squadra mobile. Nel frattempo Francesca Nanni, magistrato della DDA, ha trasmesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari ad un artificiere, nei guai per detenzione illegale di armi ed esplosivi. Uno scandalo dopo l’altro, per tacere della “erronea” distruzione delle molotov la prova-regina di uno dei processi del G8. I sindacati di polizia confessano tutta la loro “preoccupazione”, anche rispetto al rapporto quotidiano con i cittadini, e denunciano il “silenzio” del questore e degli altri funzionari.
Nel marzo di quattro anni fa, tre agenti del commissariato di Nervi (Giovanni Smiraglia, Daniele Soldano, Paolo Rotta) fecero irruzione in un appartamento di Sampierdarena. Dissero di aver appena fermato alcune persone che giuravano di aver acquistato dentro a quella abitazione alcuni Rolex falsificati. In mancanza di un mandato (e non cercando droga o armi) non avevano alcun diritto di entrare, ma lo fecero comunque. Trovarono effettivamente degli orologi perfettamente contraffatti. Ed arrestarono tre uomini di origine cinese, che non parlavano una parola di italiano e che furono accusati di associazione a delinquere. Gli agenti però non dissero che in casa c’erano anche una donna, cinese, e un bimbo. Al termine dell’intervento avvertirono il pm di turno (Enrico Zucca) che più tardi – non ricorrendo i presupposti per l’arresto – fece scarcerare i cinesi. Il magistrato raccolse quindi la denuncia della donna, che aveva visto i poliziotti rovistare nella sua borsetta. La stessa borsetta era comparsa qualche ora più tardi negli uffici del commissariato. I soldi che c’erano dentro sparirono, e nessuno sa che fine abbiano fatto. Le indagine ordinate dalla Procura hanno permesso di evidenziare le responsabilità degli agenti: accettando la tesi dell’accusa, il GUP ha rinviato a giudizio gli indagati. Il processo si terrà a luglio.
Roberto Traverso, segretario provinciale del Silp, chiede “fiducia” per i poliziotti genovesi, ed un intervento del questore Salvatore Presenti. Ritiene anche “indispensabile rappresentare a Gianni De Gennaro, capo della polizia, “la grave situazione che sta attraversando la Questura di Genova, alla ricerca di immediate e incisive soluzioni”.

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