Troppi dipendenti a giocare sul web, Tursi oscura una serie di siti
23.05.2007 – Il Secolo XIXIl Caso
Troppi dipendenti a “giocare” sul web,
Tursi oscura una serie di siti
L’Assessore al Personale: “Nessuna censura, solo la necessità di proteggere la rete, che è vulnerabile, dai virus più aggressivi”
di Gilda Ferrari e Ferruccio Sansa
”Il sito richiesto risulta bloccato in quanto non compatibile con le politiche di navigazione web adottate dall’ente, navigazione che deve essere funzionale all’espletamento dei compiti istituzionali”. E’ il messaggio che migliaia di dipendenti comunali si sono visti comparire sullo schermo del computer quando hanno cercato di raggiungere i loro siti preferiti.
Spariti. Da un giorno all’altro. Niente blog di Beppe Grillo, niente sito di Marco Travaglio. Ma addio anche a tante chat, a quanto pare molto frequentate, e alle aste on-line di eBay. In pochi minuti la notizia ha fatto il giro del Comune. E’ finita nella rete. Ma che cosa era successo?
Una misura contro i dipendenti distratti, o piuttosto un mezzo per evitare infiltrazioni di virus nel server? O ancora, come sostiene qualcuno, una forma di censura? Giovanni Facco, assessore al Personale e ai Servizi informatici di Palazzo Tursi, nega qualunque forma di censura e spiega che a richiedere l’intervento del filtro è stata soprattutto la “vulnerabilità della rete del Comune”.
”Dobbiamo proteggere la rete del Comune – spiega Facco – che è molto vulnerabile: una sua ristrutturazione richiederebbe un sacco di soldi. Quindi si rende necessario l’inserimento di filtri di protezione dai virus, sempre più aggressivi. Si tratta di software, non c’è nulla di intenzionale nella scelta di precludere alcuni siti piuttosto che altri, sia chiaro. Nessuna censura, non ho nulla contro il blog di Beppe Grillo”.
L’assessore spiega ancora che a guidare la scelta di interdizione di alcuni siti rispetto ad altri sono “le griglie predefinite del sistema informatico”.
Il blog del comico genovese, per esempio, rientra nella griglia “intrattenimento” e in quanto tale è reso off-limits agli impiegati comunali.
Oltre a ragioni di sicurezza, dunque, a rendere impossibile la navigazione in taluni siti è anche la volontà di dissuadere i dipendenti dal sottrarre tempo alle attività lavorative?
”Né più né meno di quanto non facciano altre aziende – risponde Facco – Non dimentichiamo che il computer, internet e l’e-mail sono e devono restare strumenti di lavoro”.
Christian Abbondanza di Genovaweb è perplesso: “Certo, possibile che si tratti di ragioni tecniche, Ma certo colpisce che siano stati oscurati proprio i siti di Grillo e di Travaglio, gente che non è in linea con l’attuale maggioranza. E proprio nella settimana delle elezioni. Perché, invece, gli oroscopi che contengono un mare di virus sono ancora accessibili dal server del Comune?”, chiede il responsabile di Genovaweb.
E i dipendenti comunali che cosa dicono? “E’ vero – racconta Sonia – qualcuno di noi naviga un po’ troppo. Ma è sorprendente sapere che qualcuno controlla quali siti visitiamo. E’ una violazione della privacy”.
