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Celle, Casa della Legalità: appalti sotto accusa


09.08.2007 – dal sito Il Vostro Giornale
Celle, Casa della Legalità: appalti sotto accusa

Celle Ligure. L’ufficio di presidenza della Casa della Legalità ha presentato questa mattina a Celle Ligure due denunce all’Autorità Giudiziaria di Savona in merito a due vicende di appalti, che avrebbero favorito aziende legate alla criminalità organizzata: il Pennello Bouffou e l’appalto alla società CO.FOR e il riuso urbano del rilevato ferroviario di Celle Ligure e L.C.I. (ora Pietro Pesce spa). L’associazione ha chiesto una audizione ai Capigruppo del Comune di Celle Ligure per portare a conoscenza i fatti relativi alle due denunce. Così spiegano dalla Casa della Legalità: “Il Comune di Celle Ligure ha affidato un appalto ad una ditta, la CO.FOR , che dal 1998 è indicata dalla Direzione Investigativa Antimafia e dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Reggio Calabria quale società della ‘ndrangheta. E’ già stata sottoposta a sequestri da parte dell’Autorità Giudiziaria, ad amministrazione giudiziaria e si è vista ritirare e negare il certificato antimafia dalla Prefettura di Reggio Calabria (quella competente, avendo, la Co.For. sede centrale a Reggio)”. Nel mirino dell’altra denuncia l’appalto sul riuso urbano del rilevato ferroviario di Celle Ligure. Proseguono i responsabili della Casa della Legalità: “Le Ferrovie dello Stato firmano una procura alla società Metropolis per alienare gli alloggi ferroviari, disciplinati dalla legge 560/92, in favore degli aventi diritto. La Metropolis ha rilasciato identica procura. Il procuratore nominato dalla Metropolis ha alienato la palazzina in favore dell’impresa L.C.I. Ligur Celle Immobiliare di Pesce e Marazzina (già coinvolto in un indagine della Procura di Milano legata alle operazioni immobiliari di Fiorani della Banca Popolari di Lodi), in evidente contrasto alle precedenti procure. In fatti la procura prevedeva, e vincolava, la vendita, in condizione agevolate previste dalla legge, agli aventi diritto, inquilini o familiari conviventi, e non a terzi nell’ottica di interesse speculativi. L’impresa di Pietro Pesce nella sua azione speculativa, già oggetto di attenzione da parte dei NOE e della Guardia di Finanza, finanche di provvedimenti da quest’ultima emessi con l’A.G., ha registrato una sorta di sudditanza da parte dell’Amministrazione comunale. Se al danno evidente prodotto dall’operazione immobiliare per i vizi di legittimità e regolarità enunciati, vi è statocertamente un vantaggio ad alcuni soggetti, come l’impresa costruttrice e gli intermediari tra cui l’ex Sindaco di Celle Ligure (decaduto per azione dell’A.G. nel 1992per abusi edilizi) Renato Zunino con la sua azienda o la sorella del vice-sindaco di Celle Ligure, Elisa Manzi con la immobiliare. Inoltre non è ancora stato chiarito quale rapporto vi fosse tra l’impresa di Pietro Pesce e la CO.FOR di Reggio Calabria (quella attualmente, nuovamente, sotto sequestro in quanto società riconosciuta dall’A.G. come società della ‘ndrangheta e che a Celle Ligure si è vista assegnare (ed assecondare) l’appalto del Pennello Bouffou. Infatti nel cantiere dell’opera di Pesce del Riuso Urbano del rilevato ferroviario di Celle Ligure, era presente un fusto, in bella mostra, della società CO.FOR. Che ci faceva?”.

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