Why Not - un vaso di Pandora
Inchiesta fondi UE, come un vaso di Pandora. Infiammano le polemiche. Adamo “Perseguitato come Falcomatà”. Spuntano associazioni massoniche all’estero. Partono le prime querele contro i testi. La banca di Saladino e i finanziamenti di Cesa. Reazioni a catena
19/06 Si infiamma la polemica dopo le perquisizioni di ieri disposte dal pm De Magistris. Uno degli indagati, il vicepresidente della Regione Nicola Adamo, dei Ds, oggi torna a replicare con toni allarmati. "C'é chi scrive oggi - dice Adamo - sulla prima pagina di un giornale locale che ci sarebbe da rabbrividire per l'uso della giustizia se fosse vero che l'ordinanza a mio carico sarebbe un calunnioso manifesto politico. Naturalmente lo scrive per confutare la mia tesi. Io, intanto, lo ribadisco. Mi batterò fino alla fine dei miei giorni: dimostrerò nelle aule giudiziarie la mia tesi. Del resto perché tanta meraviglia? E' nella memoria di molti la casistica di azioni giudiziarie errate o deviate. Nessuno, in particolare, può dimenticare quanto è successo al Sindaco della Primavera di Reggio Calabria, Italo Falcomatà.Lungi dal paragonarmi ad Italo ma un fatto è certo ed è ufficiale. Italo fu fatto oggetto di tantissimi procedimenti penali; ma non fu mai però, ritenuto responsabile o condannato anche rispetto ad indagini che prefiguravano suggestioni e fatti potenzialmente gravi. Al contrario, dopo la sua morte, durante il processone di mafia svoltosi a Reggio Calabria, un pentito capomafia dichiarò in udienza processuale che la Cupola criminale si era riunita e avrebbe voluto uccidere Falcomatà o Marco Minniti". "Temendo - aggiunge Adamo - la controffensiva democratica dello stato, però, questa ipotesi fu scartata e si optò per un'altra linea. Il Capomafia pentito in quel processo rivelò che decisero di agire attraverso condizionamenti su uffici giudiziari di Reggio Calabria perché, con apposite inchieste si discreditasse Italo Falcomatà per metterlo in condizione di abbandonare e smettere di continuare a fare il Sindaco.Il giorno dopo queste terribili dichiarazioni, fui proprio io, allora Segretario Regionale DS, a chiedere pubblicamente che si indagasse e si accertasse la verità. Nulla, però, è stato fatto. Falcomatà, ovviamente non smise di fare il Sindaco, ma, intanto, la lotta contro la sua malattia si intersecò a quella che conduceva sul versante giudiziario"
Le accuse del PM
Associazioni massoniche all’estero. "Le indagini effettuate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro hanno fatto emergere anche che, per offrire un apparente schermo di legalità ed anche per consolidare i rapporti, di tipo pure massonico, tra i soggetti, venivano costituite associazioni e fondazioni operanti soprattutto all' estero". E' quanto scrive il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris nel decreto di perquisizione emesso nell' inchiesta sul Comitato d' affari riportando atti dell'inchiesta Poseidone che presenta punti di connessione con l' indagine che ha portato ai provvedimenti di ieri. "E' questo il caso - aggiunge De Magistris - dell' Osservatorio del Mediterreneo in cui si è ricostruito un solido legame tra Fabio Schettini e l' ex ministro Frattini, attuale commissario europeo a Bruxelles, ed in cui è confluito denaro illecito nella disponibilità dello stesso Schettini, persona incaricata di raccogliere denaro per conto di Forza Italia. Legame di tipo affaristico che si consolida attraverso la costituzione dell' Istituto per il turismo nel sud attraverso la Nuova Merchant spa, con il supporto della Banca Nuova spa, con sede a Palermo, che ha un ruolo proprio nell' Osservatorio del Mediterraneo. E' questo il caso - scrive ancora il magistrato - della Free Foundation for research on European Economy, in cui assume un ruolo l' on. Brunetta, consigliere economico dell' ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e dove compare Stefano Torda, già coinvolto in indagini aventi ad oggetto proprio il settore dei finanziamenti pubblici nonché persona legata all' attuale coordinatore regionale della Calabria di Forza Italia, Giancarlo Pittelli".
La società di Cesa finanzia l’Udc. Nel decreto di perquisizione emesso dal sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris nell' inchiesta sul comitato d' affari accusato di una serie di truffe con l' utilizzo illecito di fondi pubblici si fa riferimento alla società Global Media il cui nome compare nell' inchiesta Poseidone in cui è indagato il segretario nazionale dell' Udc, Lorenzo Cesa. "Per quanto riguarda il finanziamento illecito ai partiti ed il ruolo della massoneria, o comunque di gruppi lobbistici che operano in violazione della Legge Anselmi - scrive De Magistris - un ruolo centrale lo assume la società Global media. Questa rappresenta uno dei punti apicali del finanziamento illecito all' Udc, con Cesa avente un ruolo di 'cassiere' dei soldi versati, attraverso la Global media, al partito, con un giro di fatture false e gonfiate per giustificare spese in realtà inesistenti. Basti pensare alle somme ingenti ottenute dalla società per azioni Pianimpianti, società anch' essa divenuta di proprietà di persone di area Udc-Forza Italia attraverso scalate finanziarie, ottenute con soldi illeciti".
Saladino voleva creare una banca. C' era anche la creazione di una banca tra i progetti di Antonio Saladino, l' ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, il cui ruolo è oggetto dell' inchiesta della Procura di Catanzaro sul comitato d' affari che avrebbe fatto truffe utilizzando illecitamente fondi pubblici. L' argomento è oggetto di una serie di conversazioni telefoniche riportate nel decreto di perquisizione emesso dal sostituto procuratore Luigi de Magistris tra Saladino e varie persone. Una delle conversazioni, in particolare, è tra l' esponente della Compagnia delle opere e Gianmario Stellato, una delle venti persone indagate nell' inchiesta, fratello di Massimo Stellato, capocentro del Sismi a Padova. Nella conversazione si fa riferimento ai contatti che Gianmario Stellato ha avuto con alcune persone disposte a investire diecimila euro ciascuno per la creazione della banca.
