Truffa alla UE per 20 mln a Lamezia Terme
Truffa alla UE per 20 mln di contributi illeciti scoperta dalla Finanza a Lamezia
20/06 Una truffa da 20 milioni di euro ai danni dell' Unione europea è stata scoperta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Catanzaro che sta eseguendo 15 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di imprenditori e commercialisti del lametino e sta sequestrando beni per un valore di circa 16 milioni di euro. Gli indagati, secondo l' accusa, avrebbero prodotto fatture false per circa 30 milioni di euro fingendo l' ammodernamento, mai avvenuto, di alcune industrie. Grazie a ciò avevano richiesto 22 milioni di provvidenze comunitarie, 16 dei quali incassati. Gli arrestati, inoltre, avrebbero ottenuto 1,3 milioni di euro di rimborsi Iva oltre a riciclare all' estero cinque milioni di euro. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla guardia di finanza e coordinate dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, gli indagati pagavano all' estero le false fatture creando una disponibilità monetaria che veniva poi fatta rientrare in Italia grazie ad altre aziende degli stessi imprenditori.
Arrestato il direttore della fondazione del Campus di Germaneto. Il direttore generale della Fondazione che gestisce il Centro oncologico che ha sede nel Campus universitario di Catanzaro, Pietro Caligiuri, è stato arrestato dalla guardia di finanza, nell' ambito dell' operazione condotta stamani su una presunta truffa da 16 milioni di euro su finanziamenti comunitari. Caligiuri, comunque, non è stato arrestato in quanto dirigente sanitario dal momento che l' inchiesta non riguarda il settore. Caligiuri, posto agli arresti domiciliari, è indagato in quanto amministratore di una delle società coinvolte nell' inchiesta. Dalle indagini condotte dalle fiamme gialle è emerso che gli arrestati utilizzavano fatture false per ottenere finanziamenti comunitari oltre a rimborsi Iva per oltre un milione e 100 mila euro.
False fatture per fondi e rimborsi. False fatture venivano realizzate per ottenere fondi europei e nazionali e per chiedere successivamente il rimborso per l'Imposta sul valore aggiunto (Iva). E' quanto emerso dalle indagini dei militari della Guardia di Finanza di Catanzaro che stamani ha arrestato quindici persone ed ha sequestrato dei beni immobili, per un valore di circa 20 milioni di euro. Nell'ambito dell'inchiesta sono anche indagate 23 persone. L'inchiesta ha interessato le province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Milano, Varese, Bergamo, Roma, Modena ed Ascoli Piceno. Per tutti a vario titolo l' accusa è di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato e dell' Unione europea, frode fiscale, falso ideologico e materiale in atto pubblico, riciclaggio, favoreggiamento personale ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. I particolari dell'operazione, chiamata 'Ocean's 15', sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Procuratore di Lamezia Terme, Raffaele Mazzotta, il sostituto, Elio Romano, ed il comandante regionale della Guardia di Finanza, generale Riccardo Piccinni. Le indagini sono state avviate nell' ottobre 2005 dopo una serie di accertamenti fiscali compiuti dai finanzieri nei confronti di alcune società. Dagli accertamenti è emerso che le persone arrestate, utilizzando false fatture, hanno ottenuto complessivamente la somma di 22 milioni di euro, attraverso i finanziamenti del Programma Operativo Pluriennale 1994-99, del Patto territoriale del lamentino e della legge 488. Attraverso le stesse fatture false, inoltre, gli indagati hanno chiesto ed ottenuto anche dei rimborsi iva per oltre un milione e 100 mila euro. Le società che avrebbero emesso le false fatture, con sede in Italia, Inghilterra e Austria, non hanno, secondo gli investigatori, nessuna capacità di fornire beni o servizi e svolgerebbero come attività principale quella dell'emissione di documentazione contabile falsa. Il denaro versato alle società che emettevano le fatture, tramite altre transazioni finanziarie all' estero, venivano poi canalizzato su conti correnti di società con sede a Panama ed alle Isole Vergini britanniche e, successivamente, su rapporti bancari cifrati intestati ad altre società svizzere, portoghesi e lussemburghesi, costituite e gestite da commercialisti ed avvocati. Venivano successivamente utilizzate società finanziarie italiane, partecipate dalle società estere, per fare rientrare in Italia il denaro, sotto forma di pagamenti per l' acquisto di quote societarie delle stesse imprese beneficiarie dei contributi.
Gli arrestati. Sono otto le persone arrestate nell'ambito dell'operazione 'Ocean's 15' compiuta stamani dai militari della Guardia di Finanza di Catanzaro. Altre sette persone vengono attualmente ricercate. Gli arrestati sono: Giovanni Morabito, 41 anni, di Lamezia Terme; Pietro Morabito, 44 anni, Lamezia Terme; Roberto Serleti, 39 anni, di Crotone; Giuseppe Garrubba, 46 anni, Melissa; Attilio Roberto Mentasti, 74 anni, di Varese; Andrea Marcosano, 37 anni, Varese; Egidio Maria Egidi, 77 anni, Rotella (Ascoli Piceno); Paolo Petrocchi, 60 anni, Ascoli Piceno.
