La Casa della Legalità - Onlus è un'associazione nazionale di volontariato, indipendente ed opera senza finanziamenti pubblici o sponsor

seguici e interagisci suFACEBOOK TWITTER  YOUTUBE

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.

Appalti e riciclaggio gestiti dalla mafia, 88 arresti


CALTANISSETTA - Mafia, appalti e riciclaggio: 88 persone sono state arrestate perche' ritenute affiliate alla cosca mafiosa dei Rinzivillo, che avrebbe gestito appalti e subappalti in diverse Regioni d'Italia. Anche un maresciallo dei carabinieri e' finito in cella.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Caltanissetta, Giovambattista Tona, su richiesta dei pm della Dda, Renato Di Natale, Nicolò Marino, Rocco Liguori, Alessandro Picchi e Antonino Patti.

   Gli indagati, in gran parte di Gela, sono accusati di avere riciclato grosse somme di denaro per conto della famiglia Rinzivillo, proveniente dai traffici di droga, e di avere acquisito illegalmente appalti e subappalti in molte città italiane e di aver imposto anche il pagamento del pizzo a imprenditori e commercianti.

   Gli arresti effettuati, oltre che a Gela, anche a Roma, che per l'accusa è diventata la base operativa dei traffici illeciti dei boss mafiosi nisseni, e poi ancora in provincia di Varese e in quelle di Brescia, Como, Padova, Savona, Pavia, Messina, Catania e Trapani. I pm hanno anche ottenuto una rogatoria internazionale con la quale vengono fermate persone pure in Spagna e Inghilterra. Nell'operazione sono impiegati centinaia di carabinieri.

   L'inchiesta che stamani ha portato all'esecuzione di 88 ordini di custodia cautelare è stata denominata 'Tagli pregiati', e coinvolge anche molte donne che avrebbero ricoperto il ruolo di messaggere o intermediarie dei boss. Dalle intercettazioni ambientali emerge, inoltre, che alcuni attentatori utilizzati dalla cosche a Gela per mettere a segno intimidazioni, svolgevano i sopralluoghi ai cantieri o ai negozi da bruciare in compagnia delle mogli e dei figli, con i quali commentavano le azioni violente che avrebbero dovuto da lì a poco svolgere.

   Il maresciallo dei carabinieri finito in manette e' Benito Zeferino, di 37 anni, arrestato dai colleghi di Caltanissetta perché accusato di aver passato informazioni riservate alla criminalità organizzata di Gela. Zeferino era in servizio alla compagnia di Gela e nei suoi confronti vi sono intercettazioni ambientali. Secondo l'accusa il militare ha tentato di vendere l'informativa dei carabinieri che riguardava proprio l'operazione che ha portato all'arresto di 88 persone.

   L'inchiesta punta sulla famiglia Rinzivillo, che da Gela si è spostata alcuni anni fa a Roma e da qui secondo l'accusa ha coordinato le operazioni illecite che hanno portato ad accaparrarsi nel Nord Italia di centinaia di appalti e subappalti. Questa cosca da più di un anno ha scelto l'inabissamento, ha tentato di non far parlare più di sé evitando attentati e fatti eclatanti, in modo da operare in silenzio.

   I Rinzivillo per questo motivo avrebbero formato, in particolare, un grosso nucleo a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove stamani sono state arrestate una decina di persone. Per gli inquirenti sarebbe una succursale di Gela da dove partivano gli uomini fidati della 'famiglia' per gestire appalti o affari illeciti.

Stampa Email

Frammenti sulla Liguria

Frammenti su altre Regioni

Dossier & Speciali

I siti per le segnalazioni

Osservatorio Antimafia
www.osservatorioantimafia.org

Osservatorio Ambiente e Salute
www.osservatorioambientesalute.org

Osservatorio sulla
Pubblica Amministrazione
www.osservatoriopa.org

 

e presto online

sito in fase di allestimento